Tu sei qui

MotoGP contro SBK: a me gli occhi

La rivalità fra i campionati si sposta in TV, Mediaset può essere l'ago della bilancia



In pista si sono disputate solo tre gare, ma nel motomondiale si respira un clima da finale di stagione, tra scoop più o meno plausibili sul futuro di Case e piloti e il mercato infuocato dei diritti televisivi. Se del primo argomento ci sarà tutto il tempo di tornare a parlare da qui a Valencia, il secondo ha già offerto le proprie certezze. A fine 2013 Mediaset abbandonerà la MotoGP passando il testimone a Sky, concentrandosi sulla Superbike che già dal prossimo anno trasmetterà integralmente su Italia 1. Un’uscita col botto, da monopolista delle due ruote per 12 mesi prima di cercare di imprimere la svolta decisiva, in termini di ascolti e visibilità, al campionato delle derivate di serie.

Le abitudini dei telespettatori italiani sono destinate a cambiare, poco ma sicuro, e sembra in un certo senso di tornare indietro ai primi anni ’90 quando il motomondiale era trasmesso da Tele+, prima in chiaro e poi a pagamento. Sarebbe riduttivo però fare un confronto con l’epoca pioneristica del satellite in Italia e il colosso Sky di oggi, forte di mezzi e di una base di abbonati in continua crescita. Chi invece non vorrà proprio pagare per guardare le gare del proprio sport preferito potrà comunque contare sugli 8 GP trasmessi in chiaro, come prevede l’accordo con Dorna. Non si sa ancora chi lo farà e la società di Murdoch potrebbe avere già la soluzione in casa, dirottandoli al canale del digitale terrestre Cielo senza venderli a terzi.

Valentino RossiA prescindere dal numero da pigiare sul telecomando per vedere in futuro la MotoGP (e da quanto costerà farlo) l’aspetto più preoccupante è la motivazione per cui Mediaset non ha voluto rinnovare il proprio contratto con Dorna. Sky non ha vinto una sfida al rilancio per un prodotto pregiato e pregevole, ma a tavolino perché l’avversario ha lasciato libero il campo. I vertici del Biscione, attraverso il comunicato stampa, hanno fatto sapere che non ritenevano conveniente la cifra proposta da Dorna per i diritti tv. Fino a ieri trasmettere il motomondiale sembra costasse intorno 17 milioni di euro a stagione e il ritorno pubblicitario lo rendeva un buon affare, adesso non più. L’incertezza regolamentare, le sempre meno Case presenti, il fatto che l’onda lunga di Rossi stia scemando e che Valentino non potrà correre ancora per molto, la mancanza di campioni che siano anche personaggi mediatici sono tutti elementi che hanno fatto scendere il valore del primo campionato motociclistico.

Max BiaggiPer avere una rapida conferma basta guardare gli ascolti dei primi tre GP del 2012 e confrontarli con quelli dell’anno scorso. In Qatar il calo è stato vicino al milione e 200mila spettatori, a Jerez di circa 400mila e di quasi 900mila a Estoril, se poi si fa il raffronto con qualche anno fa quando si supervano i 7 milioni i conti sono presto fatti. Con la Superbike non c’è ancora partita, ma la copertura e i mezzi messi in campo da La7 non sono paragonabile a quanto può fare Mediaset. Le derivate di serie potenzialmente hanno ampi margini di crescita, possono contare su uno zoccolo duro di appassionati, su molti costruttori presenti in forma più o meno ufficiale e sullo spettacolo in pista. Gli ingredienti ci sono tutti, starà alla capacità del cuoco amalgamarli al meglio. In Italia i rapporti di forza fra i due campionati potrebbero cambiare e stiamo parlando di uno dei due principali paesi, insieme alla Spagna, per il motociclismo oltre che di uno dei mercati europei più interessanti per le due ruote. Maggiore visibilità significherebbe più soldi, maggiore appetibilità per team e Case e di riflesso anche per i piloti. Improbabile vedere Rossi o Lorenzo in SBK il prossimo anno, ma fra due o tre stagioni il sogno (o l’incubo a seconda dei punti di vista) potrebbe avverarsi.

Tutti i costruttori inoltre hanno già dimostrato, nella loro storia, di potere fare a meno del motomondiale, per rimanere il gioco deve valere la candela, che sta riducendosi a mozzicone. Dorna deve correre ai ripari per mantenere il primato, fare regolamenti chiari e duraturi, smettere di scimmiottare la Formula 1 e offrire indubbie garanzie. Le regole di un campionato non sono solo questione meramente tecnica ma (soprattutto) politica, disegnano il futuro, nel bene e nel male. Senza avversari è facile vincere, ma ora le cose si stanno facendo più complicate. C’è chi sta rimontando e gestire il vantaggio non basta più.

Articoli che potrebbero interessarti