Parla Suppo: Lasciamo tranquillo Stoner

Forzarlo non serve, lui è fatto così. Niente accordo sugli ingaggi. La 'rookie rule' va eliminata


Ci sono molte questioni ancora aperte, fra i Costruttori, ma la prima gara europea di Jerez non è riuscita a sciogliere tutti i nodi che ingarbugliano la matassa della MotoGP.

Uno dei più resistenti - un price-cap sugli ingaggi - non è stato nemmeno affrontato, ed è questo il motivo per cui, con tutti i top rider di nuovo in scadenza a fine 2012, è saltata fuori la voce di un possibile ritiro di Casey Stoner.

La caccia al rinnovo, infatti, è giù iniziata per Honda, Yamaha e Ducati, ma finora le risposte sono rimaste vaghe.

La Honda infatti ha riproposto all'australiano una prosecuzione biennale dell'accordo per sentirsi rispondere che, al massimo, la firma arriverà per un anno. Da qui le voci su un possibile ritiro di Casey, che anche se un country boy si è scocciato di prendere meno soldi di Rossi e meno anche di Lorenzo.

Da qui tutto il rumore su un suo presunto ritiro: Casey Stoner ha fatto l'unica mossa possibile per alzare la posta, stoppando subito la Honda sul biennale e poi prendendo tempo. Sa benissimo, infatti, che con una trattativa in corso la Honda si rivolgerebbe a Lorenzo - che prende già più di lui - ed in questo caso ovviamente verrebbe meno la volontà di non alzare l'ingaggio, visto che l'HRC si ritroverebbe comunque a pagare di più. Hai capito il country boy?

Sul piatto delle decisioni da prendere anche quella relativa alla regola dei rookie. Attualmente, infatti, i debuttanti non possono correre in un team ufficiale. Norma aggirata grazie ai team Satellite, ma ora scomoda soprattutto per la Honda che si prepara ad accogliere Marc Marquez.

Niente affatto risolto anche il problema delle CRT. La grande rivoluzione di Carmelo Ezpeleta di traformare la MotoGP in una...MotoCRT nel 2013 si è arenata di fronte al "niet" delle Case che hanno rivendicato - giustamente - gli enormi costi affrontati per costruire i nuovi motori 1000.

Di tutto ciò abbiamo parlato con Livio Suppo, che dietro alla qualifica Marketing Manager è la mente operativa, assieme a Shuei Nakamoto, delle strategie della Honda Racing Corporation.

Allora, a che punto è l'accordo sul price-cap per gli ingaggi dei piloti?

"Purtroppo la realtà è che non c'è accordo. Qualora infatti Stoner non dovesse firmare la Honda non potrebbe che rivolgersi a Lorenzo. Dopotutto sono Casey e Jorge i due piloti più veloci della MotoGP".

Cosa c'è di vero sul fatto che l'australiano possa anche decidere di ritirarsi?

"Conosco bene Casey. Non abbiamo ancora iniziato una vera trattativa, ma con lui è inutile e controproducente fare pressioni. E' meglio lasciarlo tranquillo in questo momento".

Forse a Casey scoccia sapere che Valentino Rossi guadagna il doppio di lui!

"Non conosco le cifre, ma se sono quelle di cui si vocifera - 12 milioni di Euro - le ritengo fuori dal mondo. D'altro canto Rossi ha portato soldi alle sue squadre e dunque ci può stare pagarlo cinque o sei milioni di più, visto che quel denaro si poteva recuperare. Ma bisogna ricordare che tutto è iniziato quando la Yamaha, a fine 2003, gli ha fatto un ingaggio-monster. Ma allora gli sponsor c'erano!".

Allora si va verso una trattativa libera, con costi per gli ingaggi in ascesa?

"Sembrerebbe di sì. Ma è troppo presto per parlarne...".

Nel frattempo però Lorenzo ha dichiarato che vorrebbe chiudere la sua carriera in Yamaha, come fece a suo tempo Rossi, per alzare la posta, Stoner ha chiesto un contratto solo annuale, mentre Valentino Rossi, pur dichiarando fedeltà alla Ducati, si sta guardando in giro...

"Difficilmente però potrebbe tornare in Honda-HRC. Anzi a ben guardare se fosse rivista la regola dei rookie la Ducati avrebbe tutto da guadagnare...".

Ovvio, l'HRC potrebbe prendere Marquez e loro, comunque, avrebbero Dani Pedrosa sul mercato. Ma i tempi non sono ancora maturi. Come per una MotoGP tutta MotoCRT.

"Le Case devono ammortizzare i costi degli attuali motori 1000, quindi se ci saranno cambiamenti grossi aspettiamoceli per il 2015. E comunque questi non devono interferire con il mondiale dei prototipi "veri". Questo le Case lo hanno detto chiaramente ad Ezpeleta".

E dunque?

"Si potrebbe iniziare a ragionare sul fatto che di fatto esistono già due campionati: quello MotoGP e quello delle CRT, e pensare a queste ultime. Si deve partire dal nome: chiamiamole EVO, e subito dopo lasciamo che sul serbatoio ci sia, assieme al nome del preparatore, anche quello del motorista! Con Kawasaki, Aprilia e magari BMW in pista aumenterebbe l'interesse delle stesse case che vogliono prendere parte al nostro campionato nella forma di quella che è attualmente la CRT. E poi magari, nel futuro, diventerà veramente questa la formula del motomondiale. Ma non immediatamente".

Immediatamente c'è da cambiare la regola dei rookie, invece.

"Quello sì. E' nata per aiutare i team Satellite a trovare sponsorizzazioni, ma ha funzionato, e parzialmente, solo con Gresini  e per Ben Spies. Ma ora i tempi sono cambiati. E comunque l'anno passato senza l'apporto delle case Marco non avrebbe potuto correre visto che il suo contratto era diretto con l'HRC. In ogni caso, anche per quella, non faremo pressioni, sono controproducenti in questo momento".

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