Clamoroso: Ioda progetta un 4 cilindri

Dopo i primi punti iridati Petrux rivela: "avremo un nuovo motore fra pochi mesi"

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La gara di Jerez ha consegnato un risultato storico per la Ioda, la Casa guidata da Giampiero Sacchi, che ha conquistato i primi punti iridati in MotoGP con la moto costruita artigianalmente  a Terni. Il progetto è iniziato in ritardo nell’inverno, ma grazie anche al talento di Danilo Petrucci è stato possibile precedere altre più blasonate CRT già al secondo Gran Premio. “Ieri sera non avrei sperato in questo risultato – ha ammesso candidamente il pilota italiano – la squadra ha lavorato duramente e mi ha messo a disposizione una buona motor per oggi”. Il resto l’ha fatto il polso destro di Petrux: “non sono partito bene e nei primi giri ero un po’ contratto, poi ho trovato un buon ritmo e sono riuscito a recuperare prima su Pasini e poi su Pirro ed Ellison. Qui sono stato anche secondo tra le CRT che è il mio obbiettivo di questa stagione. La settimana prossima correremo all’Estoril, pista che non conosco, dove lavoreremo moltissimo per cercare di ripetere questo risultato”.

La Ioda con motore Aprilia è però ancora un po’ fiacca di motore e sui circuiti più veloci questo gap potrà pesare sui risultati. “Anche sul corto rettilineo di Jerez la differenza dagli altri si sentiva – ha spiegato Danilo – ma soprattutto nelle accelerazioni in uscita dalle curve lente”. Non ha avuto più invece i problemi al braccio che lo avevano rallentato sia nei test invernali che in Qatar. “La tendinite è stata causata dallo sci di fondo, con i ripetuti colpi della bacchetta che mi hanno infiammato i tendini – la spiegazione – A Doha invece il problema è stato ancora più banale: una tuta troppo stretta”.

Per quanto riguarda gli aggiornamenti tecnici invece non si attendono sorprese nel breve periodo, il team Ioda non sarà a Estoril per i test perché sarà impegnato in officina alla definizione di un nuovo progetto. I progettisti ternani, sotto la supervisione di Giovanni Sandi, inizieranno a lavorare sul motore di 250 cc che equipaggia la Moto3 Made in Terni rivelatosi nelle prime gare ancora acerbo e con un cambio fragile. L’obiettivo è migliorare il monocilindrico e da lì partire per realizzare un nuovo propulsore 1000 quattro cilindri da sostituire al V4 di Noale. Un progetto ambizioso e che richiederà ingenti sforzi e tempo, ma che si potrebbe vedere in pista prima della fine del campionato.

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