Stoner: flag to flag? Meglio wet to wet

Le regole non prevedono condizioni di umido e in gara le gomme sono un'incognita

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La provocazione l’ha lanciata Casey Stoner che dopo il turno di libere disputato con la pista in condizioni anomale, né del tutto bagnata ma neanche asciutta, ha detto senza peli sulla lingua e senza rinunciare all’ironia: “altro che flag to flag, qui domenica servirebbe un wet to wet”. Il riferimento è alla regola introdotta da poco nel motomondiale, e fatta su misura per le esigenze delle dirette televisive, per cui se una gara viene dichiarata “bagnata” alla partenza non viene interrotta al sopraggiungere di un cambiamento nelle condizioni della pista, ma ai piloti è permesso di rientrare ai box e cambiare moto. La nuova deva però montare pneumatici diversi da quella usata in quel momento, da rain a slick o viceversa. Se però le condizioni fossero simile a quelle incontrate oggi, la regola non offre nessuna soluzione.

Quando la pista non è completamente bagnata le gomme si distruggono, normale che sia così - ha spiegato il campione del mondo – I precedenti pneumatici rain si muovevano molto sull’asciutto, questi invece patinano tanto” e la robusta coppia delle mille non aiuta. Una decina di giri con asfalto umido e sono finiti, un problema quando la gara ne prevede 27. Anche per la sicurezza dei piloti. Il regolamento però non consente scappatoie e l’unica soluzione è quella chiarita da Rossi: “o ci si ferma con la possibilità di andare ancora più lenti o si rallenta e si arriva alla fine”. Un gioco di fine strategia sperando in un pizzico di fortuna, nei panni del colonnello Bernacca su due ruote, più che una sfida di velocità. Un piccolo aiuto arriva dalla gomma da bagnato portata qui dalla Bridgestone, dalla mescola più dura, ma non è comunque una soluzione definitiva.

Quello che è certo è che Stoner sarà della partita, qualsiasi saranno le condizioni della pista. Oggi si è accontento del 4° posto ma “è stato un giorno strano – ha affermato Casey - almeno siamo riusciti a fare qualche giro e raccogliere le prime sensazioni sul bagnato. Sono rientrato ai box per fare dei cambiamenti sulla moto per avere maggior grip posteriore ma, quando ero pronto per ripartire, la pista aveva già iniziato ad asciugarsi e le condizioni cambiavano costantemente, così non abbiamo potuto completare il lavoro e capire meglio il comportamento della moto. Verso fine turno ero veloce, ma in queste condizioni non conta tanto. È stato uno di quei classici giorni che non servono molto per raccogliere informazioni. Sappiamo che sul bagnato ci sono dei punti che dobbiamo migliorare. Speriamo di poter lavorare bene domani mattina prima delle qualifiche del pomeriggio”. Grosse indicazioni non le ha raccolte neanche sulla tenuta del braccio destro:  “al momento è ok, ma è difficile valutare perché sul bagnato il braccio viene sforzato meno e non è sollecitato come sull’asciutto”.

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