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Rossi: facile fare reset dalla MotoGP

Il Dottore a Monza è 10° assoluto e 2° nella sua classe dopo le qualifiche

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Per Valentino Rossi certe cose non cambiano mai, sia su due che se quattro ruote: l’affetto dei tifosi che assediano il retro del suo box e la schiera di giornalisti con il loro fuoco di domande. Il viso del campione di Tavullia però è ben più rilassato di quando veste in rosso e più facile al sorriso. Il fortunale in cui è incappato questa settimana dopo  le dichiarazioni al termine della gara del Qatar sembra alle spalle, “non ci è voluto tanto a fare reset afferma sorridendo, ma ogni domanda su MotoGP o Ducati sono bandite, “sono qui per correre in auto e parlerò solo di questo”.

Non resta quindi che concentrarsi sul suo esordio, in coppia con Uccio, sulla Ferrari del team Kessel nella Blancpain Endurance Series, “una macchina bellissima e poi con la Casa di Maranello sono legato da un rapporto speciale” commenta il Dottore. Il 10° tempo assoluto nelle qualifiche (meglio di quanto fatto nell’ultimo GP in moto) a circa 1" dalla pole dei suoi compagni di team (Gattuso, Rigon e Zampieri) e il 2° nella sua classe, la Pro-Am, sono un bel biglietto da visita. “Partire domani nella top ten è sicuramente importante e abbiamo fatto un bel passo avanti dal 36° posto di ieri – dichiara soddisfatto - Il tempo, soprattutto, non è niente male. Certo ha ancora tanto da imparare e in gara sarà più difficile, benché la macchina sia derivata dalla serie è molto più agile. Ho cambiato il mio stile di guida e stare dietro a quelli più veloci è molto utile, ma ci sono ancora molte cose da affinare”.

L’attrazione di Valentino per le corse in auto non è certo un segreto  e più volte ha dichiarato di vedersi su una quattro ruote quando smetterà con le moto, dove però non l’ha ancora deciso: “vedremo a suo tempo”. La pista amica di Monza, dove è un aficionado del Rally che si corre alla fine della stagione agonistica, gli ha dato una mano ma a Rossi piace molto anche la nuova categoria, che gli ricorda da vicino le moto. “Nei rally c’è il copilota e la guida è molto diversa, sempre basata sul controllo della macchina di traverso – la sua opinione – Qui invece si è da soli nell’abitacolo e la pulizia delle traiettorie è importante, è molto più simile alla MotoGP”. Domani lo attenderà una gara dura di ben 3 ore, “preferisco le gare sprint ma anche quelle sulla distanza mi affascinano”, tanto che non nega di volere provare la mitica 24 Ore di Le Mans, “ma per una competizione del genere ci va un gran allenamento, sarà possibile pensarci quando avrò smesso definitivamente con le moto”. Il campionato però gli piace e una pista su cui farà tappa lo affascina particolarmente, Spa Francorchamps. “Non ci ho mai corso e vorrei farlo, peccato che la gara sia troppo vicina al Gran Premio di Laguna Seca” dice.

Ubi maior, minor cessat.Almeno per ora.

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