L'analisi dei tempi: Lorenzo fa paura

A Sepang Jorge e la M1 si sono dimostrati la coppia più in forma

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Gli ultimi test a Sepang hanno confermato che le due moto più a punto in questo momento sono Honda e Yamaha, con la prima ad avere conquistato il primato della prestazione assoluta e la seconda ad avere impressionata per quanto riguarda il passo. Con l’introduzione dei motori mille, la M1 non ha perso i suoi equilibrio e facilità di guida e l’aumento di centimetri cubi ha ridotto il gap prestazionale che aveva sofferto nella scorsa stagione. Il primo ad essersi accorto dei passi avanti fatti da Yamaha è stato il presidente di HRC Shuei Nakamoto che ha dichiarato: “come pacchetto è la moto migliore in questo momento”.

Non è un caso che gli unici ad avere fatto delle simulazioni di gara in Malesia siano stati i piloti della Casa di Iwata, in Giappone hanno lavorato bene e la M1 sembra avere già avere raggiunto un livello sconosciuto superiore a quello degli avversari ed è bisognoso solo di pochi aggiustamenti prima dell’inizio del campionato. La Casa dell’ala dorata è invece ancora alla prese con il problema del chattering, motivo per cui Stoner e Pedrosa si sono concentrati sulle possibili soluzioni e hanno rimandato i long run a Jerez.

Ieri pomeriggio Lorenzo ha inanellato 19 giri consecutivi, uno in meno della distanza di gara, salendo solo per tre volte sopra il tetto dei 2’02”, per qualche decina di millesimi sue volte e per due decimi un’altra. Una tale costanza stupisce preoccupa ancora di più gli avversari per le caratteristiche delle nuove gomme Bridgestone, che, a differenza delle precedenti, mostrano un primo calo prestazionale dopo 5 giri per poi degradare più progressivamente. Jorge è riuscito costantemente a girare sugli stessi tempi, con differenze di pochi decimi tra le prime e le ultime tornate. La Yamaha sembra essere più guidabile delle avversarie, per via dell’erogazione del motore e della gestione elettronica, quando i pneumatici finiscono, un vantaggio importante in ottica gara. Il maiorchino non ha cercato il giro veloce nel pomeriggio, concentrandosi sulla prova di durata, quindi è probabile che non abbia scoperto tutte le sue carte nella prestazione secca.

Anche Andrea Dovizioso, che ha preceduto Lorenzo in classifica per meno di un decimo, si è impegnato in un long run di 15 giri, di cui solo 4 terminati sotto i 2’02”. L’italiano ha ben impressionato sulla M1, moto ancora nuova per lui, ma sul passo paga ancora almeno mezzo secondo al giro dal compagno di marca. Cal Crutchlow ha invece completato solo 9 giri consecutivi nella run più lunga, i tempi sono mediamente migliori di quelli del Dovi, con 6 passaggi in 2’01”, ma le 7 tornate in meno rendono difficile un vero e proprio confronto.

Come anticipato, le Honda non sono mai rimaste in pista per più di 4 giri consecutivi, con continue soste ai box per modificare regolazioni e tarature. Una scelta dovuta al problema del chattering e alla ricerca della sua soluzione. Stoner in tutta la giornata ha fatto comunque solo tre giri sopra ai 2’02”, mentre Pedrosa è stato più scostante.  I tempi fatti registrare da Casey sembrano essere in linea con le prestazioni di Lorenzo, mentre Dani appare più lento, ma un paragone attendibile non è possibile farlo basandosi su pochi giri consecutivi.

Discorso simile anche per Valentino Rossi, anche lui ancora impegnato nel risolvere i problemi della GP12 e non ancora pronto per una simulazione di gara. Basandoci su quello fatto vedere nell’ultima giornata la differenza sul passo sembrerebbe di poco inferiore a quella sul giro secco. Il pilota della Ducati non è però mai rimasto in pista per più di 5 giri di fila.

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