Lorenzo batte Stoner sul passo

LAP BY LAP Il pilota Yamaha si è dimostrato il più costante nei test a Sepang

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Solo il mal di schiena ha tenuto lontano Casey Stoner dalla prima posizione a Sepang, la prima indicazione che ha offerto il debutto in pista delle MotoGp nel 2012 è che la velocità del campione del mondo non è stata messa in discussione dal passaggio dalle 800 alle mille. L’australiano è sempre stato un passo avanti agli avversari, unico a girare in 2’00” nel secondo giorno e in 1’59” nel terzo, con tutti gli altri a inseguire. Ma i test non sono il turno di qualifiche di una gara e a sfogliare la lista dei tempi ottenuti sulla pista malese se ne ricavano molte informazioni su quali siano i valori in campo dopo la prima uscita stagionale.

La prima è che Casey, come sua abitudine, è uno dei piloti ad aver fatto meno giri, 23 il mercoledì e 21 il giovedì, inoltra l’australiano della Honda ha fatto run brevi, 4 giri consecutivi quella più lunga ma la maggior parte delle volte è stato in pista solo per 2. Difficile analizzare quindi il suo passo, ma i tempi dicono che quello di Stoner è stato intorno ai 2’01” e mezzo nel secondo giorno e qualche decimo meglio nel terzo.

Completamente diverso l’approccio di Jorge Lorenzo, che ha inanellato 34 tornate il mercoledì e 35 il giovedì con uscite mediamente più lunghe, fino ai 5 giri consecutivi. La miglior prestazione dello spagnolo è stata di quasi 6 decimi più lenta di quella di Casey, ma guardando al passo tenuto la bilancia sembra pendere dalla parte del pilota della Yamaha. Nell’ultimo giorno di prove Stoner ha effettuato 1 giro in 2’02”, 9 in 2’01” e 4 in 2’00”, Lorenzo invece 2 in 2’02”, 10 in 2’01” e 13 in 2’00”. Ma soprattutto Jorge ha chiuso 7 giri in 2’00” basso, mentre Stoner ha sempre pagato qualche decimo in più. Discorso simile anche per il secondo giorno, quando il passo dello spagnolo è sempre sembrato migliore di quello dell’australiano.

Se quindi il pilota della Honda sembra essersi concentrato maggiormente sulla prestazione pura, quello della Yamaha ha lavorato più sulla durata, riuscendo a essere il pilota più costante in pista. Considerando anche le prestazioni del 3° e 4° in classifica, Pedrosa nell’ultimo giorno è riuscito a scendere solo per 3 volte  sotto i 2’01”, mentre Spies 5. Jorge ha quindi fatto vedere un ritmo che in ottica di gara sarebbe in grado di farlo lottare con la vittoria ad armi pari con Stoner.

Discorso a parte lo merita Valentino Rossi, anche lui stakanovista della pista con 35 giri effettuati il mercoledì e 42 il giovedì, il cui ruolino dimostra soprattutto un miglioramento costante. Se il secondo giorno il suo passo era vicino al 2’02” alto, con qualche sporadica incursione in 2’01”, nel terzo il ducatista ha girato per la maggior parte del tempo sotto i 2’02”, un passo non troppo distante a quello fatto vedere da Pedrosa, rallentando il ritmo solo nella seconda metà della giornata.

Nessun pilota ha comunque tentato una simulazione di gara o comunque run più lunghe di 5 giri, segno che le cose da provare erano tante e per i test di durata ci sarà ancora tempo nei prossimi test di Sepang, a fine mese, o in quelli di Jerez prima dell’inizio del Campionato.

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