Il Motomondiale ai tempi della crisi

Pasini e Gadea ancora in cerca di soldi per riuscire a correre

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Bando al romanticismo, il motomondiale del XXI secolo gira intorno a un unico elemento fondamentale, i soldi. Soprattutto negli ultimi due anni, in cui la crisi economica ha stretto la sua morsa, la riduzione dei costi da una parte e la ricerca di sponsor dall’altra sembrano essere le preoccupazioni fondamentali di un Circus che sta lottando per il suo rilancio. Se nella classe regina nuovi regolamenti e l’introduzione dei CRT sono alcuni degli aspetti su cui si sta lavorando, nella classi minori la situazione è ancora peggiore.

CERCASI SPONSOR DISPERATAMENTE – A farne più di tutti le spese sono i piloti che cercano un’occasione per mettere in luce il proprio talento. Non è un mistero che le griglie di Moto2 e Moto3 siano composte per la maggior parte da piloti “col portafoglio”, che pagano di tasca propria o grazie all’appoggio di sponsor personali per correre. In questo la Formula 1 ha fatto da maestra, ma il motociclismo si sta velocemente adeguando.

L’ultimo appello solo ieri sul social network Twitter, con Sergio Gadea ad ammettere che per la prossima stagione un team per gareggiare l’avrebbe anche trovato ma alla condizione di pagare di tasca propria. “La situazione non è buona, squadre in cui correre ne ho trovate ma non dispongo della somma che mi chiedono. Credo sia particolarmente ingiusto pagare per giocarti la vita” è stato lo sfogo dello spagnolo. Sergio ha disputato l’ultima stagione in coppia con Vinales in 125, per poi passare in Moto2 in sostituzione di Morales nelle ultime gare. Un anno al di sotto delle aspettative, dove è comunque riuscito a salire due volte sul podio e a classificarsi 9° con cinque gare in meno degli avversari. I suoi risultati non sono però bastati a garantirgli una sella per il 2012, a meno che non contribuisca economicamente alla stagione. Su Twitter sono arrivati subito molti messaggi di solidarietà da parte dei tifosi e degli altri piloti, ma il futuro per Gadea non sembra comunque roseo.

Mattia PasiniStesso discorso per Mattia Pasini, anche lui ancora escluso dall’elenco degli iscritti per il 2012. In Moto2 il romagnolo non è mai riuscito a dimostrare tutto il suo valore, ma stiamo comunque parlando di un pilota capace di vincere 10 gare e salire 26 volte sul podio nella sua carriera. Anche per Mattia i tifosi si sono riuniti su un social network, questa volta Facebook, in una pagina, al momento di scrivere non più in linea, in cui dimostrargli il proprio affetto e cercare soluzioni per rivederlo in sella. Gli anni ’90, in cui i piloti delle classi “minori” erano comunque professionisti capaci di spuntare ingaggi di tutto rispetto sono del tutto finiti, mentre oggi sono solo pochi top rider ad essere pagati per correre. Per tutti gli altri la speranza di gloria e di un ingaggio per l’anno successivo sono l’unico salario. Lo sa bene anche l'australiano Anthony West che per il suo passaggio in CRT, lo scorso novembre, ha pubblicato un annuncio per cercare sponsor per la prossima stagione.

HOTEL DORNA – Come se non bastassero le tante difficoltà per riuscire a “far quadrare” i conti, un’altra novità sta mettendo in difficoltà più di un pilota. Dalla prossima stagione i piloti di Moto2 e Moto3 non potranno più dormire nel paddock sui loro camper e motorhome, a differenza dei colleghi della classe regina per cui tutto è rimasto invariato. Due le soluzioni possibili: o ripiegare sugli hotel, o affittare un posto letto sugli “alberghi viaggianti” forniti dall’organizzazione. Si tratta di una sorta di enormi motorhome divisi in varie stanze, disponibili per i GP europei. Se quindi i piloti vorranno rimanere durante il weekend nel paddock, per evitare trasferimenti e conseguente traffico ogni mattina e sera, l’unica possibilità sarà affidarsi a questa soluzione.

Una soluzione che non sarà naturalmente a costo zero e anzi sembra inciderà non di poco sul budget per l’intera stagione. Chi aveva poi investito su un camper per assicurarsi la tranquillità di una propria casa viaggiante, dovrà rivedere completamente i propri piani. Dopo la decisione di dividere il paddock in due, con l’area VIP destinata alle hospitality della MotoGP, ora la Dorna ha fatto il passo successivo.

Dov’è finito il romanticismo? Cormac McCarthy ha intitolato un suo libro Non è un paese per vecchi, questo, invece, non è un campionato per poveri.

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