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Dorsoduro 1200: Cresce il motard

1200 cc, ABS e Traction Control in aggiunta al già noto sistema Tri-Map

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Immaginate un Motard in grado di produrre 92 cavalli, con tecnologia Ride by Wire, motore bicilindrico di 90 gradi da 750cc e tre mappature differenti per poter girare al meglio. Niente di nuovo sotto il sole, giusto? Stiamo parlando dell’Aprilia Dorsoduro che, nel 2008 divenne una vera e propria icona del settore, creando quasi una categoria.

Bene, ora immaginate un Motard da 130 cavalli, motore bicilindrico da 1200 cc, migliorato nella gestione elettronica e con in più ABS e Traction Control. In una parola: Aprilia Dorsoduro 1200.

L’evoluzione del modello 2012 ha puntato su diversi fattori, primo fra tutti, la maneggevolezza della moto nei cambi di direzione: la moto doveva essere più agile, diretta, veloce nello scendere in piega ed affrontare le curve. In secondo luogo, si è puntato su una maggior potenza ma, soprattutto, da un miglioramento generale del feeling alla guida, grazie all’evoluzione elettronica. Il tutto, senza snaturare il carattere di una moto di razza.

MOTORE – Partiamo da quella che è l’evoluzione più evidente, a cominciare dalla sigla: l’aumento di cilindrata. IL bicilindrico a V di 90 gradi , con distribuzione bialbero in testa e quattro valvole per cilindro, reca con se una sigla ultimamente “familiare” per i motori italiani: Superquadro. Il rapporto tra alesaggio e corsa infatti è pari a 106x67.8, con un rapporto di compressione di 12.0 ± 0,5 : 1. Un motore capace di sviluppare 130cv (96 Kw) a 8700 giri/min. In una moto dall’animo Motard però, è importante notare il valore di coppia. Aprilia dichiara 11,7 kgm (115 Nm) a  7.200 rpm.

Come recitava un vecchio slogan però, la potenza è nulla senza controllo. Ecco quindi la tecnologia Tri-Map, presente già nella precorritrice 750. La tripla mappatura (Rain, Touring, Sport) mette a disposizione del pilota una moto con tre caratteri molto differenti. Il pilota non deve far altro che chiudere il gas e, solamente premendo un pulsante, può decidere che tipo di configurazione utilizzare.

SPORT: esagerata, per quando ci si vuole mettere alla prova con l’esuberanza di un’erogazione pronta e diretta.

TOURING: levigata, per sfruttare in ogni occasione la potenza da brivido del motore da 1200 cc.

RAIN: calibrata, con una potenza tagliata su misura a 100 CV per divertirsi anche in condizioni di aderenza non ottimale o asfalto bagnato.

TRACTION CONTROL - Inoltre, fa capolino sulla Dorsoduro il sistema Aprilia Traction Control (ATC), associato al sistema ABS, che permette quindi un’ottimizzazione della trazione (soprattutto per quanto concerne la Coppia motrice) permettendo una maggiore libertà di guida. Anche in questo caso, la casa di Noale ha sviluppato tre diversi livelli di intervento del software:

Livello 1: per una guida estrema, tutta divertimento ed adrenalina, senza preoccuparsi troppo di gestire l’incredibile potenza del motore.

Livello 2: per gestire la moto su qualsiasi percorso, ottenendo sempre il massimo delle emozioni.

Livello 3: ideale per affrontare le situazioni più difficili, come ad esempio i fondi sdrucciolevoli, con un grip non eccezionale.

FRENI E ABS – Come detto precedentemente, il sistema di controllo della trazione è abbinato al sistema ABS. Proprio l’antibloccaggio della frenata è un’ulteriore novità della Dorsoduro 1200. Un ABS a due canali disinseribile dall’utente comodamente dal cruscotto. Si tratta di un sistema con taratura particolare, impostato verso un carattere sportivo: sull’asciutto infatti, consente di sfruttare al massimo la potenza frenante disponibile ed il grip degli pneumatici. A frenare la Dorsoduro, ci pensa una doppia pinza Brembo a 4 pistoncini, che agisce su dischi flottanti da 320 mm. Al posteriore, il disco da 240mm è frenato invece da un’unica pinza a singolo pistoncino.

CICLISTICA – Il telaio doveva soddisfare due requisiti fondamentali: agilità e leggerezza da un lato; stabilità e precisione di guida dall’altro. Come ormai da “tradizione”, il telaio della Dorsoduro è misto: traliccio in acciaio con piastre laterali in alluminio. Una soluzione figlia dell’esperienza maturata nel campionato Mondiale Supermotard, che permette il giusto rapporto tra le rigidezze, per cercare il meglio possibile a livello ciclistico, soprattutto con questo modello che monta ora un motore da 1200cc. Rimanendo in ambito ciclistico, parliamo di sospensioni. All’anteriore la Dorsoduro monta una Sachs da 43 mm con piedini fusi in conchiglia,regolabile sia nel precarico che nel freno idraulico in compressione ed estensione. Da sottolineare l’escursione da 160mm. Al posteriore troviamo una soluzione già presente nel modello precedente, che avevamo trovato anche nella Panigale: il mono posteriore posto in posizione laterale della Sachs, con serbatoio separato, influcrato direttamente nel forcellone, regolabile in precarico molla e nell’idraulica in compressione ed estensione.

DESIGN – del design c’è poco da dire: la Dorsoduro è dura, cattiva, sportiva e, per certi versi, spartana. Tutto è indirizzato a mantenere l’indispensabile, e non potrebbe essere altrimenti, considerando l’indole racing. Da sottolineare però, oltre alla tabella anteriore, il parafanghi in stile motard (quindi più corto), anche il doppio scarico posteriore oramai divenuto vero e proprio elemento di design.

Questa la nuova Aprilia Dorsoduro 1200 che la Casa di Noale ha portato alla ribalta. Riuscirà a convincerci? Siamo volati fin sotto le pendici dell’Etna per metterla alla prova. Rimanete collegati e saprete com’è andato il nostro test di questa Maxi-Motard.

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