Edwards: la Suter? Come l'Aprilia Cube

"Tanta coppia ma un motore e una ciclistica non ancora perfettamente accordati"

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Se c’è un pilota che non usa giri di parole per dire quello che pensa, questo è sicuramente Edwards. Schietto e diretto come vuole lo stereotipo del texano, Colin non si è tirato indietro neppure per descrivere le sue prime impressioni sulla Suter-BMW dopo due giorni di test a Jerez. “Dopo tutto è meglio di quanto mi aspettassi, il potenziale c’è – ha esordito - Penso che in questo momento siamo al 65% di quanto la moto possa dare. La ciclistica è definita, adesso bisogna concentrarsi sullo sviluppo dell’elettronica per farla farla lavorare al meglio con il resto della moto”. Anche da questo punto di vista le prime impressioni sono state confortanti: “Ogni volta che facciamo un piccolo cambiamento la moto va meglio, diventa più morbida e più facile”.

A dimostrarlo sono i tempi: 1’43”9 il primo giorno, 1’42”6 il secondo. “Sarei già stato contento con il tempo fatto lunedì – ammette Edwards - non mi sono ancora completamente ripreso dall’infortunio che ho avuto in Malesia. Ieri sono riuscito ad  abbassare il tempo di più di un secondo, sono abbastanza soddisfatto”.

Colin nella sua carriera ha guidato sia le derivate di serie che i prototipi e paragona la propia CRT proprio a uno di questi ultimi, la sfortunata Aprilia MotoGP 3 cilindri che con cui corse la stagione 2003. “Questa moto me la ricorda molto – spiega - motore screamer, un sacco di coppia, qualcuno aveva fatto il telaio, qualcun altro il propulsore ed è stato un lungo anno di lavoro. L’Aprilia era una delle prime moto ad adottare il ride by wire e un mucchio di elettronica”. Come a dire che motore e ciclistica non sono ancora perfettamente accordati fra loro e che anche la parte dei controlli elettronici è ancora lontana dal raggiungere lo stato dell’arte.

In quell’anno Texas Tornado raccolse poco, il miglior risultato un 6° posto nel GP del Giappone, ma per questa stagione i piani sono ben diversi: “so di cosa c’è bisogno, cosa voglio e come andare più veloce – assicura - perciò la cosa più importante adesso è non perdere la strada e continuare a seguire i piani”.

Durante i test a Jerez, Colin ha avuto modo di provare il nuovo pneumatico Bridgestone al posteriore, “innesca un po’ di chattering, ma una volta che avremo messo a posto la parte elettronica il problema scomparirà, sono sicuro”, e di affiatarsi col suo nuovo capo meccanico Kor Veldman, “non avevo mai lavorato con lui prima, ma ha molta esperienza e ci siamo trovati subito bene”.

Edwards è ben conscio delle difficoltà che dovrà affrontare e che i tempi dello MotoGP sono ancora distanti, ma non si abbatte: “non abbiamo spaccato il mondo, ma come ho detto non siamo ancora al 100 per cento, dobbiamo lavorare per arrivarci”.

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