Capirossi correrà con il numero 58

Sulla sicurezza: "una fatalità l'incidente del Sic, ma si può migliorare, a partire dalle gomme"

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Per l’ultima gara della sua carriera Capirossi rinuncerà al numero storico, il 65, per portare sulla carena il 58, in onore di Marco Simoncelli. “Questo momento lo speravo diverso – dice Loris alla vigilia dell’ultimo Gran Premio di una lunghissima carriera – Io ho perso un amico, il mondo un grande pilota.  Simoncelli rimarrà sempre impresso nel mio cuore, era una persona in cui mi rispecchiavo, spontaneo, genuino, gentile con tutti”.

Le strade del decano del Motomondiale e della giovane promessa si erano avvicinate negli ultimi anni: “ci sentivamo spesso, gli ero stato vicino lo scorso anno quando ha esordito in MotoGP”. Un pensiero va anche alla sua famiglia: “erano sempre presenti e adesso si trovano con un vuoto importantissimo, per loro questo è un momento molto difficile”. La vita continua “si dice in questi casi – sono le parole di Capirex –ma è passato così poco tempo e per tutti i piloti sarà difficile salire in moto. Ma non dobbiamo dimenticarci che Marco se ne è andato facendo quello che più amava e che lo ha tradito”.

Impossibile non parlare di sicurezza con un pilota che si è sempre battuto per rendere meno pericoloso il mondo delle due ruote. “Non ho mai perso una riunione della Safety Commision da che è stata istituita – ricorsa Loris – e altri piloti continueranno questo lavoro. In questi anni abbiamo fatto tantissimo  per la sicurezza, ma incidenti come quello capitato a Marco sono una fatalità”. C’è chi però ha puntato anche il dito contro pneumatici ed elettronica, che potrebbero avere avuto un ruolo fondamentale nella dinamica della caduta. “Ho incominciato ad avere incontri con Bridgestone dal Gran Premio di Germania – spiega Capirossi – e sono convinto che il prossimo anno la situazione sarà diversa. Se esiste un problema loro hanno la forza e le capacità per risolverlo”. Le richieste si concentrano su due punti: “avere pneumatici più prevedibili nel comportamento – specifica – anche se non mantengono le prestazioni per tutta la gara, e avere gomme specifiche per ogni moto. Abbiamo chiesto di investire di più nello sviluppo”.

Anche l’elettronica gioca un ruolo importantissimo nelle moderne MotoGP: “personalmente sono stato sempre contro – ammette il pilota del team Pramac – ma è innegabile che questi controlli hanno aumentato anche la sicurezza. Si vedono sempre meno high-side, anche gli infortuni sono minori rispetto al passato e l’età media dei piloti si è alzata. Poi si può parlare di mettere un limite, come per tutte le cose. Per esempio le mille dovranno sottostare alla limitazione attuale per i litri di carburante”.

Le cose possono ancora migliorare e la perfezione è ancora lontana da essere raggiunta, come hanno dimostrato i commissari di pista di Sepang, rei nelle prove di non avere esposto tempestivamente le bandiere per segnalare un tratto di pista bagnato, con la conseguente caduta di Marquez che ha visto sfumare le sue ambizioni iridate. “In quel caso si sono presi provvedimenti nei confronti dell’organizzatore – sottolinea Capirossi – ma siamo umani e un errore è sempre possibile. Questo non significa che non bisogni continuare a migliorare e a imparare continuamente”.

Qualche ulteriore misura per la sicurezza passiva dei piloti potrebbe essere presa in tempi particolarmente brevi. “Ci sono già piloti che usano tute con l’air bag, stiamo pensando di renderle obbligatorie – rivela Loris – Inoltre abbiamo individuato un sistema per proteggere la leva del freno anteriore che potrebbe essere introdotto presto. Il problema rimane il collo, abbiamo bisogno di molta mobilità nella guida ed è difficile proteggerlo adeguatamente”.

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