Debon: Moto2 e 3? Cattive maestre

Alex lascia le corse: "meglio rimanere con 125 e 250. Le MotoGP non danno spettacolo"

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Dopo 14 anni di carriera nel motomondiale, 13 da pilota e uno da tema manager, Alex Debon ha deciso di ritirarsi dal mondo delle corse. Il debutto nel 1998 nel Gran Premio di Madrid, su una Honda 250, qualche gara come wild card l’anno successivo e la prima stagione completa nel 2000, sull’Aprilia. Un rapporto quello con la Casa di Noale durato per molti anni e per cui Alex è stato anche collaudatore. Lo spagnolo aveva appeso il casco al chiodo lo scorso anno, dopo una stagione in Moto2 chiusa in 16° posizione. Nel 2011 si è occupato del suo team, l’Airport de Castello, portando in pista una FTR guidata da Joan Olive.

Il ritiro –Due mesi fa ho deciso di chiudere anche questa avventura, comunicandolo alla Dorna – spiega Debon – Da poco è nato mio figlio, Alex, e voglio dedicare un po’ di tempo alla famiglia. Avevo già la conferma di tutti gli sponsor per il 2012, ma ho preferito smettere”. Anche il team, di cui è anche proprietario chiuderà i battenti: “mi sto occupando della vendita di tutte le strutture e soprattutto di trovare un nuovo lavoro a tutti i membri della mia squadra – spiega – Voglio lasciare un buon ricordo di me nell’ambiente”.

Dietro e davanti ai box – In questi anno Debon ha ricoperto quasi tutti i ruoli possibili nel mondo delle corse “e da tutti ho ricavato grandi soddisfazioni”. Da pilota: “sicuramente la mia migliore stagione è stata nel 2008 quando ho lottato per il titolo”. Da collaudatore: “tre anni  fantastici in cui ho lavorato con persone che apprezzo molto e di cui sono riuscito a guadagnarmi il rispetto”. Da direttore sportivo: “ho avuto delle belle soddisfazioni sia con Pol Espargaro che con Lorenzo. Forse i momenti più belli della mia carriera li ho vissuti con Jorge, quando abbiamo cominciato a lavorare insieme era in una situazione difficile, era sul punto di smettere. Poi sono arrivati i due titoli”.

Moto2 e Moto3 – La vecchia volpe del motomondiale ha uno sguardo attento e lucido sul mondo che gli sta attorno. La nuova classe intermedia non gli piace: “le 250 erano tutta un’altra cosa – commenta – si poteva lavorare sul cambio, sull’elettronica, sulle gomme, su molte regolazioni. Sulla Moto2 gli interventi sono limitati alle sospensioni e leggermente alle geometrie. Una classe poco propedeutica in vista della classe regina. “I piloti imparano poco e quando salgono su una MotoGP si trovano davanti tantissime regolazioni, soprattutto elettroniche,  di cui non sanno nulla” dice. Neanche per quando riguarda i costi la nuova classe ha migliorato la situazione: “un milione di euro a pilota per la stagione si spendeva prima e un milione si spende adesso, rispetto alla 250 non è cambiato nulla dal punto di vista economico”.

Alex Debon sull'Aprilia 250 nel 2008Anche sulla Moto3 Debon ha qualche perplessità: “saranno delle moto che potrebbero andare 4 o 5 secondi più lente delle 125, bisognerà poi vedere quali prestazioni i nuovi motori potranno raggiungere mantenendo affidabilità”. Anche nella classe cadetta gli interventi al motore ed elettronica saranno quanto mai limitati: “vale lo stesso discorso fatto per la Moto2, significa meno possibilità di imparare per i giovani piloti – continua – L’aspetto positivo è che non ci sarà un solo fornitore di motore, un fatto importante per la competizione. Anche la Moto2 dovrebbe adeguarsi”.

MotoGP – La classe regina fa invece storia a sé, ma anche da questo punto di vista sono state fatte delle scelte sbagliate, soprattutto per lo spettacolo offerto in pista. “Mi ricordo il modo di guidare di gente come Schwantz o McCoy, con le grandi derapate in uscita di curva e la gomma posteriore che fumava. Secondo me è questo che la gente vuole vedere in tv – afferma Debon – Adesso queste moto sono difficilissime da guidare, ma brutte da vedere, sembrano seguano un binario, non si muovono e i distacchi rimangono immutati dall’inizio alla fine della gara”. L’ex pilota propone una sua ricetta: “bisognerebbe togliere il controllo di trazione dalle MotoGP, capisco che è anche uno strumento di sicurezza, ma gli spettatori vogliono competizione ed emozioni”. Caustico il suo commento sulle CRT: “cosa cambia rispetto a una Superbike? Mi sembra nulla”.

Le squadre – Valencia sarà l’ultimo Gran Premio che seguirà dai box, sul futuro non esclude nulla: “magari potrei rientrare fra qualche tempo, non lo so – dichiara Alex - L’importante è lasciare di me un buon ricordo, quello di una persona corretta che credo di essere sempre stato, in questo modo penso che le porte per me sarebbero sempre aperte”. Un risultato non da poco in questo mondo “ci sono squadre di cui non accetterei l’iscrizione in un campionato del mondo, quelle che non pagano né meccanici, né piloti e fornitori. Non capisco come facciano a essere ancora qui.

Sono le parole di uno degli ultimi romantici, per cui la passione viene prima del denaro.

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