La doccia? La faccio con acqua minerale

Le precauzioni (o psicosi) di Lorenzo e del suo tecnico Forcada a Motegi

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Il Gran Premio del Giappone è visto da qualche ingenuo come un atto di solidarietà. Sfortunatamente non è così. Anche se tutti i report sulla pericolosità di far correre una gara a 120 Km da una centrale nucleare ancora non in sicurezza, quella di Fukushima, sono stati negativi, ciò non toglie che i fondi impiegati dalla Honda per ricostruire la pista di Motegi danneggiata, in questo momento,  avrebbero potuto essere utilizzati in altro modo. Anche se ovviamente non è giusto fare i conti nelle tasche degli altri.

Il fatto che i piloti della MotoGP - quelli che come lemming tutto il paddock ha seguito - siano poi regolarmente al via del Gran Premio del Giappone non significa che siano stati convinti. Tutti, senza eccezione, sono arrivati a Motegi il più tardi possibile, il giovedì. Qualcuno, come Stoner, per giungere all'ultimo minuto ha saltato addirittura la conferenza stampa. Singolare che un pilota che non ha paura di cadere a 300 prenda simili precauzioni. Ma come ha detto giustamente Ben Spies a Indianapolis, "a 300 all'ora ci so andare e decido io quando tenere il gas aperto".

Così Jorge Lorenzo, che aveva pronunciato dapprima un secco "no" si  è piegato alla ragione di stato, ma a Motegi continua a comportarsi in modo singolare: si fa la doccia quotidiana con acqua Evian importata dalla Yamaha e fa colazione con latte condensato, cereali e muffin, prosciutto, tutto importato dall'Italia.

Un comportamento non dissimile da quello della Ducati, che ha anch'essa comperato tutto cibo ed acqua di importazione. E se negli anni passati Lorenzo lo potevi trovare nel ristorante del Twin Ring, oggi i suoi pasti li consuma nel container del team.

"E' un peccato - ha detto lo spagnolo a elpais in un divertente articolo di Nadia Tronchoni - perché amo il Sushi. Poiché però la squadra non ha potuto importare carne o pesce, mangio la solita pasta di kamut che ho anche a Barcellona condita con un po' di pomodoro e tonno". In scatola, ovviamente.

Lorenzo ha ammesso al quotidiano spagnolo di essere stato "quasi" convinto, ma che alla fine la sicurezza è diventata una mania personale.

"Penso che questo sia il Gran Premio in cui tutti siamo peggio vestiti", ha commentato il maiorchino che si è portato anche i più vecchi occhiali da sole che aveva in casa. Per lasciarli qui, con i vestiti. Cosa peraltro che farà anche Dani Pedrosa, che non intende riportare a casa la valigia.

Jorge, a cui piace scherzare, assieme al suo addetto stampa Hector Martin ha iniziato anche a stilare una classifica delle persone più a rischio e fra queste è balzato in testa il suo amico Ricky Cardus, che ha mangiato biscotti appoggiandoli sul tavolo e bevuto acqua di rubinetto. E' vero che i due ingegneri nucleari portati dalla Ducati abalizzano tutto ciò che incontrano e dicono che non c'è pericolo, ma la psicosi persiste e, per esempio, Lorenzo ha dovuto fare a meno di Walter Crippa, uno dei meccanici storici. E' stato sostituito per questa gara, anche perché oggi, al contrario che ne passato quando c'erano le 500 due tempi, i lavori da svolgere sono limitati.

"Avremmo preferito averlo con noi, è della famiglia - ha spiegato Wilco Zeelemberg - ma più sul piano personale, che professionale".

Jorge non è comunque solo nella sua prudenza, fra i suoi alleati c'è nientemeno che Ramon Forcada, il suo responsabile tecnico che ha una applicazione sul telefono che legge i codici a barre dei prodotti.

"L'altro giorno - racconta - ho dovuto buttare una lattina di Coca-Cola perché ho visto che era stata prodotta in Giappone. Non sono solo preoccupato di stare dietro alle Honda, ma anche di evitare ogni più piccola traccia di radioattività".

Così vive la MotoGP a Motegi. Se questo è vivere, ovviamente. E' proprio vero: non c'è cosa peggiore della peggior politica. Gli uomini vanno convinti, non obbligati.

Post Scriptum: Anche oggi c'è stata una scossa di terremoto. Avvertibile anche se breve. Nessun danno, ma lo stress rimane.

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