Stoner: a Motegi si guida come sui kart

Rossi sulla GP11.1 in alluminio: "qui possiamo fare meglio delle altre gare"

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Il Gran Premio che nessuno voleva fare è arrivato, il circus è arrivato in Giappone sulla pista di Motegi, non lontana dalla centrale di Fukushima e dai suoi spettri. Il circuito di proprietà della Honda ospiterà il 15° round della stagione, il primo della triplice trasferta nel Pacifico, a cui seguiranno Phillip Island e Sepang.

I due litiganti. In MotoGP l’attenzione è sui due alfieri di Honda e Yamaha, con Casey Stoner nel ruolo della lepre con 44 punti di vantaggio sull’inseguitore Lorenzo. Il risultato in Campionato sembra essere ormai scritto, ma Jorge spera ancora in un errore dell’avversario che possa riaprire i  giochi. Da parte sua Casey si trova a suo agio nel ruolo del cannibale, ha già conquistato 8 vittorie in questa stagione e accarezza l’opportunità di chiudere l’anno arrivando alla doppia cifra.

"Motegi è un circuito molto diverso dagli altri – spiega l’australiano della Honda -  Ricorda Le Mans per il suo carattere stop and go e, in qualche modo, assomiglia ad una pista da kart, ma in generale è molto più divertente di altri circuiti del calendario. Ci sono molte frenate violente, forti accelerazioni e fisicamente è molto impegnativo. È importante trovare una buona messa a punto della moto perché, se perdi i punti di frenata, è facile andare lungo. Come già ad Aragon, puntiamo alla vittoria e non solo a guadagnare punti importanti per il Campionato.  Lo scorso anno abbiamo disputato una corsa bellissima qui al Twin Ring, a mio parere una delle gare migliori che io abbia fatto in MotoGP”.

Jorge Lorenzo farà di tutto per arrivare davanti alle Honda con la sua M1, anche in questa occasione con la livrea bianca e rossa celebrativa dei 50 anni di corse. “Per la Yamaha il Gran Premio del Giappone è la gara di casa e per noi è sempre un piacere correre qui – spiega - Ho già vinto a Motegi e l’anno scorso ho fatto una bella battaglia per il podio. Mi piacerebbe ancora salire sul gradino più alto del podio su questo tracciato e questo è il mio obiettivo. Dopo tutta la confusione intorno a Fukushima siamo qui, pronti a fare un bello spettacolo per Yamaha in un anno così speciale”.

GLI OUTSIDER - La vittoria sarà anche l’obiettivo di Andrea Dovizioso che vuole riscattarsi dopo la gara di Aragon, in cui è caduto dopo solo due curve. Per l’italiano il futuro è ancora incerto e i suoi primi avversari saranno i due compagni di squadra. "Andiamo a Motegi con l’obiettivo di tornare sul podio – esordisce Andrea -  Come già era successo l'anno scorso, affrontiamo il Gran Premio del Giappone dopo uno zero e sono determinato a trasformare questo risultato deludente in motivazione extra. La scorsa stagione abbiamo sfiorato la vittoria così conto di poter ottenere un buon risultato. Mi piace molto il tracciato e ho buonissimi ricordi perché sono salito sul podio in ogni classe. Per quanto riguarda le caratteristiche della pista il Twin Ring Motegi è caratterizzato da forti accelerazioni e le caratteristiche del tracciato ci permettono di sfruttare al meglio i punti forti della RC212V. Con quattro gare ancora da disputare sarà fondamentale rafforzare la nostra posizione in Campionato, guadagnando punti su Lorenzo e mantenendo il vantaggio su Dani”.

Le motivazioni non mancano neanche a Dani Pedrosa, che vuole tornare sul quel gradino più alto del podio che gli sfugge da cinque gare e che ha sfiorato nelle ultime tre, concluse al secondo posto. "Motegi è uno dei miei circuiti preferiti non solo per il disegno del tracciato, ma che per l’atmosfera – dice il fantino della Honda - Ho sempre fatto delle belle gare, sento molto il supporto dei fan giapponesi e credo che quest’anno sarà ancora più speciale per loro. Lo scorso anno ho avuto un infortunio ed è stato un momento difficile, ma adesso voglio solo concentrarmi nella guida e divertirmi. Affronto il Gran Premio del Giappone con lo stesso approccio delle ultime gare, vale a dire cercando di dare il massimo ogni volta che scendo in pista. Non vedo l’ora di correre a Motegi dove ho vinto in 125, 250, ma non ancora in MotoGP”.

Valentino RossiL'UOMO IN ROSSO - In Giappone Valentino Rossi tornerà sull’800 dopo il test sulla 1000 a Jerez la scorsa settimana. Questa volta non ci dovrebbero essere novità sostanziali sulla Desmosedici, che sarà equipaggiata con il telaio in alluminio che ha debuttato ad Aragon. Difficile aspettarsi miracoli, l’obiettivo di Valentino in questi ultimi Gran Premi non è il risultato, ma lo sviluppo in vista del 2012.

L’anno scorso a Motegi ho fatto una bella gara, anche con la spalla che mi faceva male – ricorda il Dottore - Un bel duello con Lorenzo e alla fine il podio. La Ducati l’anno scorso ha vinto e comunque è andata molto bene anche in passato quindi vedremo se riusciremo a fare qualcosa di più delle ultime gare. E’ vero che stiamo facendo una gran fatica ma partiamo comunque per ogni Gran Premio con l’obiettivo di far meglio, quindi ci proveremo anche domenica prossima, lavorando in pista su quello che abbiamo al momento a disposizione mentre in parallelo si pensa al futuro”.

Un cauto ottimismo condiviso anche dalle parole del team manager Vittoriano Guareschi:  “continueremo il nostro programma di lavoro sulla GP11.1 che ha sicuramente ancora margini di miglioramento per quanto riguarda la messa a punto.  Ad Aragon con Valentino abbiamo introdotto una ciclistica modificata che cercheremo di sfruttare meglio su questo tracciato un po’ particolare, mentre Nicky continuerà l’affiatamento con la GP11.1 che guida da tre gare. Motegi è una pista dove abbiamo fatto molto bene in passato, vedremo se questo ci aiuterà ad accelerare un po’ il lavoro di preparazione alla gara di domenica”.

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