Checa: in SBK sono un vincente

AUDIO Carlos a ruota libera sulla sua carriera: "la mia forza è che continuo a imparare"

Checa: in SBK sono un vincente

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È un Carlos Checa rilassato quello che si muove nel paddock dell’autodromo di Franciacorta per l’annuale festa della Nolan. Scherza con i suoi tifosi e i fortunati che possono provare l’ebbrezza di qualche giro in pista sul sellino posteriore della sua Ducati 1198. Anche con gi altri piloti è rilassato, ride con Melandri alle sue spalle nel Mondiale Superbike e in pit lane monta dietro all’R1 di Lorenzo.

Una carriera lunghissima la sua, iniziata nel 1993 in 125, e giunta dopo diciott’anni al suo coronamento.

Quando hai capito che questo sarebbe stato il tuo anno?

È stata una cosa progressiva, già l’anno scorso abbiamo fatto una crescita importante e quest’anno sapevo di essere  più forte dell’anno precedente. Tutti assieme abbiamo fatto un grande lavoro però non sai mai qual è il livello dei tuoi rivali finché non sei in pista. Già della prima gara, in Australia dove ho vinto, ho capito di essere in una buona condizione. Poi a Donington, una pista che è molto difficile per me, sono riuscito a vincere la seconda manche e ho visto che non ero solo forte nelle piste a me favorevoli, ma dappertutto. C’è stata una serie di grandi risultati e gli errori dei nostro rivali ci hanno consentito di ottenere un gran vantaggio”.

C’è stata nel passato una stagione in cui pensavi di potere vincere ma poi non ce l’hai fatta?

Forse nel 2000, in 500 con la Yamaha, sono arrivato al Mugello in prima posizione in Campionato a pari punti con Roberts. Lì sono uscite le mie debolezze, arrivavo dall’incidente bruttissimo del 1998, mio padre e madre si sono separati e mentalmente non sono riuscito a sopportarlo. Anche la concentrazione per un po’ di anni dopo l’incidente non è stata la stessa e ho faticato tanto a livello mentale. Non ero ancora pronto per sopportare la pressione che c’è lottando per la vittoria di un Mondiale. È mancata anche un po’ di esperienza, ma in questi anni sono cresciuto sia come persona che professionalmente. Adesso sono cresciuto e ho superato tante difficoltà e per me è una grande soddisfazione”.

Come si fa a mantenere le motivazioni e la voglia di vincere a 39 anni?

L’età non è una scusa per non continuare a imparare, non si finisce mai. Abbiamo solo una vita e ce ne vorrebbero due o tre per imparare tutto, non si finisce mai. La mia pelle ha qualche ruga in più, i capelli diventano bianchi, ma il mio spirito non invecchia, voglio ancora divertirmi e migliorare. Come uomini siamo limitati, ma abbiamo opportunità per migliorare, bisogna lavorare anche se alcune volte non è facile”.

La Ducati non omologherà la 1199 per la Superbike, cosa ne pensi di questa scelta?

Una moto che vince non si cambia. Per me è meglio continuare con la stessa moto e lo stesso team, anche perché  il prossimo anno cambierà il regolamento, potremo usare una sola moto e rende difficile lo sviluppo, c’è troppo da perdere. Continuare con la 1198 è la scelta più intelligente, si vogliono dare dei limiti esagerati alla nuova moto che ancora non è scesa in pista e non ho mai provato. Difficilmente sarà meglio dell’attuale all’inizio, questa è vincente e un progetto totalmente nuovo ha bisogno di tanto lavoro, almeno un anno o due. Certo è bellissima, ne ho già ordinata una!

Il tuo 2012 sarà ancora con Ducati e il team Althea?

Non so ancora cosa farò il prossimo anno, adesso penso solo al Campionato. Il mio manager sta lavorando per continuare assieme, ma non è ancora certo adesso”.

Cosa pensi dell’attuale situazione di Rossi sulla Ducati?

È una moto difficile, Valentino ha trovato un limite e non riesce ad andare oltre. So che stanno lavorando tantissimo e Rossi non è uno che trova scuse, ma è difficile cambiare una moto in un solo anno. Credo che se Valentino se riuscirà a mettere a posto la moto potrà tornare a essere competitivo, però in questo momento lui e la Ducati non vanno d’accordo”.

Hai invitato Valentino a fare una gara in Superbike, tu ne faresti una in MotoGP?

Con la mille sì, con l’800 no, non mi piace. Ho invitato Valentino perché lui ne ha parlato per primo, ma non voglio sfidarlo lui è il numero 1 e lo ammiro”.


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