Rossi e Stoner: lotta a distanza

La battaglia si sposta dalla pista ai numeri, ma il risultato non sembra cambiare

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What if è il titolo di una serie di fumetti della Marvel, in cui gli sceneggiatori si divertono a scoprire cosa succederebbe se i diversi supereroi, di epoche o luoghi lontani, si incontrassero. Nel mondo delle moto i supereroi si chiamano piloti, e purtroppo è impossibile con uno schiocco di dita scambiarli di squadra o sella per sapere come si comporterebbero su una moto diversa dalla propria.

Però gli appassionati continuano a farsi questa domanda: cosa succederebbe se Rossi fossa sulla Honda di Stoner e l’australiano sulla Desmosedici dell’italiano. Non è una curiosità nuova, capitava già l’anno scorso quando Vale era sulla M1 e Casey in Ducati e anni prima, con Biaggi sulla Yamaha, i tifosi del romano avrebbero fatto carte false per vederlo sulla Honda del rivale Rossi.

La fantasia deve però lasciare posto alla realtà e l’unica cosa possibile è affidarsi ai numeri, alle statistiche, per cercare di capire qualcosa in più. Il motociclismo non è una scienza esatta, ma confrontare i risultati delle gare 2010 e 2011 di Rossi e Stoner rivela più di qualche sorpresa.

Per esempio, nelle prime 9 gare del 2011 (impossibile considerare la gara del Sachsenring che nel 2010 è stata interrotta) il campione di Tavullia è stato in sole due occasioni più veloce sulla distanza di gara rispetto a Casey nel 2010. A Barcellona, per pochi decimi, e al Mugello, per più di 30 secondi, ma il risultato sulla pista toscana è difficilmente confrontabile a causa della riasfaltatura. È stato invece più lento solo a Laguna Seca, e neppure di poco: 24 secondi.

Bisogna comunque considerare che dei 9 gran premi presi in considerazione, l’anno scorso Casey Stoner non ne ha terminati ben tre e che a Jerez e a Silverstone quest’anno si è corso sul bagnato, mentre nel 2010 sull’asciutto, rendendo i relativi tempi non significativi.

Confrontando il Rossi 2011 all’Hayden 2010, l’italiano è stato più lento dell’americano in tre piste, Qatar, Assen e Laguna Seca, mentre Nicky quest’anno è riuscito a migliorare le sue prestazioni  solo a Barcellona rispetto alla precedente stagione.

Il passaggio alla Honda ha invece giovato a Stoner, che non è riuscito a migliorare la sua prestazione solo ad Assen. Al contrario Rossi è stato più veloce sulla Ducati che sulla Yamaha solo all’Estoril, ma bisogna ricordare che lo scorso anno dopo l’infortunio del Mugello è stato costretto a saltare tre gran premi.

I numeri bocciamo la GP11.1, sulla nuova Desmo Rossi è sempre stato più lento del 2010 ad eccezione del Mugello, ma non promuovono neanche la GP11 con Hayden in difficoltà rispetto all’anno precedente. Qualcosa non ha funzionato nello sviluppo, Honda e Yamaha hanno migliorato le loro prestazioni in maniera marcata, mentre Ducati fatica a ripetere le prestazioni del 2010. Il livello si è alzato e se Stoner era riuscito con la rossa di Borgo Panigale a conquistare il podio a Barcellona, Rossi quest’anno con un tempo praticamente simile non è riuscito ad andare oltre al quinto posto.

Valentino si è trovato fra le mani un manubrio che non gli offre la stessa sicurezza di quello dell’M1 e i risultati faticano ad arrivare. La mancanza di fiducia non gli permette di guidare come è capace, rendendo inutile prendere rischi eccessivi che avrebbero come risultato solo una probabile caduta.

Stoner è un altro tipo di pilota, meno riflessivo, nel 2010, nelle gare prese in esame, era salito sul podio tre volte, ma altrettante non era riuscito a finire la gara, il che dice molto sul suo temperamento.  Quest’anno è invece sempre stato nei primi tre ad eccezione di Jerez, quando è stato buttato a terra da Rossi, il che farebbe supporre di avere trovato nella Honda una moto più facile da portare al limite. Valentino è sempre arrivato al traguardo nel 2011, ma il suo numero di podi si ferma a uno.

Il problema non sembra essere tanto il pilota, quanto la moto che non è riuscita a crescere nell’inverno quanto gli avversari. Se Stoner vincerebbe con la GP11.1? Forse, o forse finirebbe in terra cercando di farlo, i numeri, purtroppo, non riescono a trasformarsi in una palla di vetro con cui scoprire il futuro e dimensioni parallele.

Di seguito la tabella riassuntiva delle prestazioni prese in esame, prima del nome del pilota la sua posizione finale in gara.


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