Lorenzo: accettate le scuse di Stoner

"E' stato un sorpasso al limite, porfuera, ma Casey normalmente guida pulito"

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E' partito come un fulmine, Jorge Lorenzo. La sua è stata una partenza perfetta che gli ha consentito di mantenere la prima posizione per 26 giri, prima di concedere la testa della corsa a Stoner, anche per via degli effetti dell’incidente occorso sabato durante le ultime prove libere.

“Sono stato fortunato, oggi, a finire la gara in seconda posizione: dopo l’incidente nelle qualifiche non pensavo che sarebbe stato possibile essere così veloce per tutta la gara - ha spiegato il maiorchino - Dopo le prove speravo di essere nelle condizioni di lottare per la vittoria ma talvolta la speranza non corrisponde alla realtà… Il bicchiere comunque è mezzo pieno. Casey è stato più veloce di me e non riuscivo a tenere il suo passo, dopo il suo sorpasso. Inoltre le mie condizioni fisiche non erano perfette e questo mi ha rallentato ulteriormente. Comunque il secondo posto va bene, anche se ad un certo punto del Gran Premio, quando lui era terzo dietro a Pedrosa, mi sono ritrovato a -6! Attualmente siamo a venti punti da Casey, ci riproveremo la prossima volta!”

La prossima volta sarà nella settimana ferragostana che ospiterà il Gran Premio della Repubblica Ceca.

"Brno è una delle mie piste preferite - ha ricordato Lorenzo - lì bisogna guidare pulito e preciso, come piace a me. E' una pista buona per la Yamaha".

A proposito di pulizia: il sorpasso all'esterno - porfuera - grazie al quale Stoner ha preso il comando del Gran Premio non è stato un esempio di guida sicura.

"Sul podio Casey si è scusato. Io sono stato costretto a chiudere il gas perché ho pensato che altrimenti ci saremmo toccati. Ho accettato le sue scuse e gli ho detto di non preoccuparsi perché lui solitamente guida molto pulito".

Il campionato è tuttora apertissimo.

"Ciò che devo fare è arrivargli davanti, non altro. Forse qui senza la caduta in prova le cose avrebbero potuto andare diversamente, ma va bene così. Solo dobbiamo migliorare perché siamo sempre al limite".

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