Al Mugello occhi puntati su Simoncelli

Si riparla di una associazione piloti. Necessaria anche per il problema Bridgestone

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Non sarà un Gran Premio facile, quello del Mugello, per Marco Simoncelli. Anche se l'incidente di Assen rientra fra le cose che possono accadere in gara il pilota di Coriano ha su di se gli occhi della MotoGP. La Direzione di Gara in Olanda non ha ritenuto nemmeno opportuno convocarlo, come invece sarebbe stato logico per invitarlo ad una guida meno aggressiva, ed è indubbio che la prossima volta la pagherà per tutte le precedenti nelle quali, magari, non è stato del tutto colpevole.

Si  sta però creando un'atmosfera attorno a Marco che non ci piace. Simoncelli infatti è il frutto di tutti questi anni passati con una Direzione Gara assolutamente inesistente. Ma è anche colpa degli stessi piloti che, senza essersene resi conto, sono diventati ormai marionette nelle mani della Dorna, assente la FIM.

La riunione del venerdì legata ai problemi della sicurezza è una buona cosa ma è tempo nuovamente che i piloti riformino una loro associazione, in grado di dare voce alle esigenze di una categoria che ormai non conta più nulla. Qualche esempio? Le "folli" partenze della Moto2 l'anno passato e la facilità con la quale si può oggi accedere al motomondiale. Una volta c'erano le liste di gradimento, bisognava dimostrare di avere esperienza, una grande esperienza, oggi (ed il caso di Elena Rosell ne è la conferma) basta che il nome del pilota sia fatto da uno dei team "graditi".

Di questa poco contare dei piloti se ne è accorto Jorge Lorenzo con il "caso" Motegi, ed è per questo che ultimamente lo spagnolo prende spesso la parola. E' vero, anche lui all'inizio della carriera non è stato un pilota prudente, ma la squalifica del 2005 in Giappone dopo la collisione con De Angelis gli ha dato una calmata e da allora "Giorgio", come lo chiama il padre Chico, ha vinto 32 Gran Premi e tre titoli mondiali.

Il pensiero di Jorge, che poi è lo stesso di Randy Mamola, è che in certi casi conta di più la pressione dei piloti che quella degli organizzatori, o della Direzione di Gara (inesistente) ed ora sembra che ce ne sia molto bisogno. Non solo per il caso Simoncelli, ma anche quello molto più grave originato dai difetti degli pneumatici Bridgestone, la cui lentezza ad andare in temperatura ha causato troppi incidenti.

E' ora che i piloti riprendano in mano il loro destino, senza astio, partendo da Simoncelli e finendo alla Bridgestone. Il passato ce lo insegna: solo quando si sono mossi in prima persona i piloti qualcosa è cambiato in meglio.

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