Assen: il Bello, Il Brutto e il Cattivo

Le gomme non funzionano, la Ducati arranca e Stoner se la ride

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Poco spettacolo in pista ma clima incandescente nel paddock. Le Bridgestone colano a picco sul freddo asfalto olandese e a patirne le conseguenza sono i piloti. La Ducati stenta a ritrovare competitività. Simocelli fa… il Simoncelli e butta all’aria un’altra gara che avrebbe potuto vederlo protagonista. A ridere sornione è Stoner, mors tua vita mea, e intanto lo svantaggio di Lorenzo in classifica aumenta: adesso è a -28.

IL BELLO. L’umiltà di Spies nella conferenza stampa del dopo gara. “Che emozione vincere davanti a tanti campioni del passato venuti ad Assen per l’anniversario di Yamaha”. Sembrava quasi imbarazzato per la vittoria, non preoccuparti Ben ti abituerai.

IL BRUTTO. Le troppe cadute per gomme fredde in MotoGP, con il trittico Honda HRC nella sabbia in cinque minuti nelle libere del venerdì. Qui non sono le prestazioni a essere il problema, ma la sicurezza dei piloti. Bridgestone deve intervenire.

IL CATTIVO. La 125 parte con la pista asciutta, al tredicesimo giro alcuni piloti alzano il braccio per segnalare le prime gocce di pioggia. Meglio aspettare ancora due giri per esporre le bandiere rosse: due terzi della gara raggiunti e punteggio pieno senza una seconda partenza. La TV ha i suoi tempi.

LA DELUSIONE. LA GP11.1 sembrava il deus ex machina che avrebbe risolto tutti i problemi di Valentino. Il quarto posto in gara non nasconde i trenta secondi di distacco presi dal vincitore e l’undicesimo tempo in griglia. C’è ancora tanto da lavorare, con la speranza che la pista amica del Mugello dia una mano.

LA SORPRESA. Karel Abraham in qualifica davanti a Rossi, il debuttante ceco sembra riuscire a interpretare al meglio la Ducati con un tempo di otto decimi più veloce di quello del Campionissimo. In gara finisce a terra nelle prime battute, ma in prova vola.

L'ERRORE. C’è bisogno di dirlo? Il Sic sembra fare di tutto per non salire per la prima volta sul podio della MotoGP. Per l’ennesima volta vanifica tutto il lavoro del weekend con una caduta. La velocità non è in discussione, ma freddezza sembra un vocabolo sconosciuto.

LA CONFERMA. Stoner sta guidando da vero leader, ha capito che in un mondiale così lungo bisogna anche sapersi accontentare e ogni piazzamento è importante. Non solo polso destro ma anche tanta testa, adesso.

IL SORPASSO. Se fosse per quanto visto nella gara della MotoGp potremmo lasciare questa voce desolatamente vuota. La Moto2 sarà una classe piena di difetti ma lo spettacolo non manca mai e Marquez, Sofuolglu e Smith ce l’hanno dimostrato per buona parte della gara.

LA CURIOSITA'. Erano 31 gran premi che i Magnifici Quattro (Rossi, Stoner, Lorenzo e Pedrosa) monopolizzavano il gradino più alto del podio. Prima di Spies, l’ultimo a batterli era stato Dovizioso nel Gran Premio di Gran Bretagna del 2009.

IO L'AVEVO DETTO. “Io l’uomo del sabato? Qui si corre di sabato…” Ok, Sic, c’hai provato…

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