Gomme sotto accusa: pericolose

I piloti della MotoGP criticano i pneumatici portati dalla Bridgestone

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Un’immagine a volte vale più di mille parole. A sinistra è possibile vedere la condizione del pneumatico anteriore della M1 di Colin Edwards al termine della gara di Assen. A postarla su Twitter è stata lo stesso pilota del team Tech 3 con un commento quanto mai esplicativo: “la gomma anteriore usata in gara… sì, l’anteriore!”.

Per tutto il weekend i piloti della MotoGP hanno criticato le coperture portate dalla Bridgestone, soprattutto per quanto riguarda l’anteriore. La mescola più dura, l’unica che garantisce di reggere per tutta la durata di una gara, fornisce ottime prestazioni ma entra in temperatura solo dopo qualche giro. E se i piloti scendono in pista con temperature autunnali, come successo in Olanda, la situazione non può che peggiorare.

Nei primi cinque giri c’è il rischio di finire a terra a ogni curva” ha spiegato Stoner, che proprio a causa del pneumatico non perfettamente in temperatura ha assaggiato l’asfalto di Assen nelle libere del venerdì. Stessa cosa è successa al suo compagno di squadra Andrea Dovizioso: “ne abbiamo parlato in Safety Commision – ha detto l’italiano dopo la gara – è un problema di sicurezza, Bridgestone deve fare qualcosa”.

Anche Valentino Rossi è della stessa opinione: “dobbiamo avere a disposizioni più tipologie di gomme, non è possibile dovere usare delle gomme dure con il freddo. Non è la prima volta che ne discutiamo e spero che finalmente Bridgestone porti quello che le chiediamo”. Il problema “non è solo di mescola, ma coinvolge anche la costruzione della carcassa, ecco perché la gomma lavora in questo modo” chiarisce Casey. A spiegare in dettaglio la situazione sono state le parole di Cal Crutchlow: “la procedura di riscaldamento di questi pneumatici è complessa, c’è il rischio che ti mollino nei primi giri, quando chiudi il gas per entrare in curva”.

Così tutti i piloti, con l’eccezione di Simoncelli, hanno dovuto optare per la mescola più soffice all’anteriore per la gara. “Ma dopo dieci giri la gomma davanti era già finita” ha rivelato il vincitore di Assen, Ben Spies.

Per “metterci una pezza” venerdì era stata ventilata l’ipotesi, da parte del costruttore giapponese, di portare in fretta e furia una gomma più morbida che i piloti avrebbero potuto provare nel warm up, ma non c’è stata l’unanimità fra le squadre e alla fine non se ne è fatto niente.

Tra pochi giorni il circus si trasferisce al Mugello, con la speranza che l’estate e l'asfalto italiani siano ben più caldi di quelli olandesi.

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