Lorenzo: "A Sic toglierei la licenza!"

Jorge: "Lo so che non voleva stendermi, però sembra non impari mai"

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Sarà perché calza sempre un berrettino a tesa lunga di mezza misura troppo larga, che gli scende fino alle orecchie e costringe spesso gli occhi in ombra, ma quando è arrabbiato Lorenzo lo appare davvero molto molto.  Ed oggi, dopo la gara, l'ombra è più cupa che mai.

“Io non capisco: non impara mai, dai propri errori?” sbotta, riferendosi a Simoncelli che, al primo giro ha perso la moto proprio davanti a lui. I due sono finiti entrambi a terra. Si sono rialzati tutti e due e, sebbene con  tempistiche diverse (più rapido lo spagnolo, più lento l'italiano) hanno poi ripreso la gara, producendosi in una rimonta che – Spies non ne voglia – si è rivelato l'elemento di maggior suspance del GP. Dove arriveranno? Quante posizioni sapranno recuperare?

“This is not very smart” (non è un comportamento molto furbo”) aveva riassunto pochi istanti prima Wilco Zeelemberg, il team manager, riflettendo sul fatto che il ciclone Simoncelli, quando si abbatte su di un Gran Premio, lo fa sempre nei primi giri, nonostante tutti i piloti ripetano, come un ritornello, che nelle prime battute le gomme sono lente a scaldarsi. E Lorenzo: “Marco guida in gara come se si trovasse alla playstation. Dove rischi non ne esistono, e danni non ne combini”. Ma la realtà dei Gran Premi, intendeva dire, non è virtuale affatto.

Dal buio della visiera lo sguardo lampeggia, come un beacon. “Lo so che non voleva stendermi. Però...  Volete la mia opinione? Dovrebbero togliergli la licenza. Almeno per una gara. Lo hanno fatto con me. Ed io ho capito. Perché allora non provare anche con lui?”

Adesso, il campionato, per me, è più difficile, anche se sono riuscito a portare a casa qualche punto, con il sesto posto. Per il Mugello... dita incrociate, ma vorrei essere competitivo tanto quanto Ben lo è stato oggi. A lui, i miei complimenti”.

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