Simoncelli: "non parto per cadere"

Marco chiede scusa a Lorenzo: "è stato solo un normale incidente di gara"

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Ad Assen i meccanici al box del team Gresini stanno lavorando sulla moto di Simocelli prima di caricarla sui camion, direzione Mugello, dove il prossimo fine settimana si correrà il Gran Premio d’Italia. La pedana sinistra è amputata, il semimanubrio storto e la carena mostra indecente la ferita nella fibra di carbonio, i risultati della scivolata alla quinta curva del primo giro.

A pochi metri Sic è circondato dai giornalisti, cerca di spiegare ancora una volta i motivi dell’ennesima debacle. Una caduta che gli pesa come un macigno. “Mi dispiace avere coinvolto Lorenzo, gli chiedo scusa, è stato solo un errore di gara”. E cerca di spegnere sul nascere ogni polemica. “Non vado certo in pista pensando di cadere alle prime curve, non siamo contenti né io né lui”. La sua buona fede non è in dubbio, ma sa che adesso sarà un facile bersaglio per nuovi attacchi. “Dovevo aspettare, questa caduta potevo evitarla – spiega il Sic – È stata la conseguenza di un eccesso di foga, nient’altro”.

Gomme fredde e asfalto dalla temperatura autunnale sono stati gli ingredienti del pasticcio. “Sapevo di essere veloce, l’unica consolazione è che sono riuscito a ripartire”. Una cavalcata lungo la pista spingendo la moto con la rabbia per l’errore, fino a che il quattro cilindri non ha di nuovo incominciato a girare. “Sono stato anche veloce – continua Simoncelli – ho fatto il mio miglior giro alla penultima tornata, e sono stato solo sette decimi più lento di Spies, senza avere quasi l’appoggio sulla pedana sinistra. Avrei potuto giocarmi la vittoria senza quell’errore”. Invece di accontentarsi della nona posizione.

La velocità non è un problema, quello che serve è riuscire a raccogliere i frutti del grande lavoro fatto da meccanici e pilota. “Adesso sono insieme molto arrabbiato e molto motivato, ho una gran voglia di andare al Mugello, spero sia la pista della svolta”.

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