Olio in pista? Ecco le soluzioni

Stoner: "non sempre ti accorgi di una rottura. Specie sul bagnato"


Olio in pista, acqua in pista, moto in pista. Tutti assieme, non ci stanno. Dopo che le moto di Marquez e Baldolini (nella foto) hanno inondato la pista con l'infido liquido, la Direzione Gara ha deciso di annullare le prove del pomeriggio, consentendo ai piloti turno doppio domani mattina. I maggiori interessati, cioè coloro che salgono in sella, si sono dichiarati unanimemente d'accordo: non si poteva davvero provare. Sono anche concordi sul fatto che si debba trovare qualche rimedio, per non inondare la pista quando un motore si rompe. E che esistono condizioni nelle quali il pilota può fare davvero poco.

Lo ha spiegato bene Casey Stoner. La questione non ha riguardato in prima persona i piloti della categoria maggiore, perché è durante la sessione delle Moto2 che è successo il fatto. Però, tutti sono interessati, perché in certi casi quello che succede nel corso di un turno si può ripercuotere anche sugli altri.

Quando un motore si rompe, il pilota non ha sempre una percezione corretta di ciò che accade. - ha spiegato Stoner - I motivi sono due: con le moto a due tempi, quando si perde potenza in un certo modo la ragione può essere una sola. Il pilota lo sa, e si comporta di conseguenza. Con le quattro tempi, governate maggiormente dalla elettronica, i problemi possono essere più di uno. C'è bisogno allora di una conferma. Sull'asciutto, se il pilota si gira se ne accorge; sul bagnato, invece, come oggi, con le ruote che sollevano e polverizzano l'acqua, è impossibile”. Così non ci si ferma, si tenta magari di tornare al box, e chi sopraggiunge può trovare un asfalto che non offre aderenza.

Rimedi? “Non facile” afferma Lorenzo. “Si potrebbe pensare a qualche sistema di contenimento, che impedisca all'olio di colare in pista”.

Ne parleranno questa sera, in commissione sicurezza.

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