Stoner: Rossi ci ha provato troppo poco

Botta e risposta (a distanza) tra l'italiano e l'australiano, ormai cane e gatto


Edwards (simpaticamente carogna): “Benvenuto tra i compagni di squadra di Valentino Rossi”. Risata generale, che ha prevenuto il sorgere di qualunque imbarazzo (ammesso che) in Nicky Hayden, a cui la battuta è piombata addosso immediatamente dopo aver finito di spiegare come non gli sia stato dato scegliere se affrontare il GP d'Olanda con la Ducati 2011/2012 (tale quale Valentino) visto che la materia prima è sufficiente, al momento, per una moto sola. E che, ovviamente, in squadra esistono delle gerarchie. Colin ha lavorato con Valentino, nello stesso Team Yamaha, dal 2005 al 2007, ed è sempre stato considerato come il miglior partner possibile, per il cannibale italiano, in virtù della sua capacità di capire le necessità di una formazione che annoveri nelle proprie fila il campione totale.

Non è stata l'unica battuta che ha avuto per oggetto il giovanotto di Tavullia: Rossi, in conferenza stampa pre-evento non c'era, ma, come molto spesso accade, il suo nome è risuonato comunque spesso e volentieri (più o meno). Stoner, per esempio, non lo ha nominato, ma si riferiva a lui quando ha ribattuto (grosso modo) che avrebbe dovuto provarci per un po' più di sei Gran Premi  (sottintendendo: e vincerci magari qualche cosa) prima di affermare che passare alla GP11.1 è stato opportuno anche perché la GP11 è alla fine del suo percorso evolutivo, e non può più far fronte alle sollecitazioni tecniche che riceve. Stoner, che negli ultimi tre mesi della stagione passata con praticamente quella stessa moto ci ha vinto tre Gran Premi e collezionato tre pole, si è sentito in diritto di rispondere stizzito. E poi, non parlategli di Rossi. Non in questo modo, almeno.

Invece, chiedetegli pure di Pedrosa. Un altro pilota che, come Rossi, partecipa alle conferenze stampa anche quando non c'è. Secondo molti, ed in particolare i giornalisti spagnoli, avrebbe dato a Stoner più filo da torcere di ogni altro, se non fosse stato messo fuori causa dalla collisione con Simoncelli, che gli è costata una frattura e due operazioni.

“No, non credo che la situazione sia più facile solo perché Pedrosa manca” ha obiettato l'australiano. “Il livello, al vertice, è talmente alto che farcela è sempre durissima”.

Scambio di battute (assolutamente non polemico, però) anche tra lo stesso Stoner e Jorge Lorenzo. Tra i due, c'è stato passaggio di consegne al vertice della classifica dopo il Gran Premio di Gran Bretagna. “Lì ho  commesso un errore” ha ammesso Jorge “ma, se non altro, adesso che non sono più leader la pressione su di me è molto minore”. Stoner ha ribattuto che per lui la pressione è molto minore adesso, dopo essersi issato al comando: il che descrive bene il carattere di Casey, che è nervoso non quando deve difendersi, ma solo quando non vince. A suo modo, anche lui è un sostenitore del teorema che il potere logora chi non ce l'ha.


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