Badovini: "Punto al podio"

Ayrton pensa che ai giovani italiani manchino progetti seri di crescita


Ha sfiorato il podio a Misano davanti alle BMW ufficiali ma è rimasto con i piedi per terra Ayrton Badovini, arrivato - per la terza volta... - in Superbike con grandi aspettative ma, soprattutto, dopo la vittoria nella FIM Cup Superstock, ricca di record.

Con la stessa squadra della BMW Motorrad Italia, potenziata da elementi di grande esperienza, è tornato in Superbike, più maturo e soprattutto in costante progresso. E sono arrivati i primi risultati sempre migliori fino ad aver sfiorato, come detto, il podio nella gara di Misano, andato, per un errore all'ultima curva dell'italiano, ad Haga.

Cosa è successo che ha favorito questo cambiamento positivo? "Di preciso non lo so. - ci ha detto Ayrton - Ha influito, credo, la professionalità della squadra che ha consentito un costante sviluppo della moto che ci permette di guardare con grande ottimismo alla seconda parte della stagione dove potremo essere protagonisti".

E' cambiato anche il pilota, però: "Sono sempre stato sicuro del mio potenziale ma non sapevo dove potevo arrivare. Oggi sono convinto di poter fare di più di quanto credevo. Ho sempre da imparare, ma nulla da invidiare".

L'assenza di Toseland ti ha favorito o penalizzato? "Mi spiace per quello che è accaduto a James ma non credo che mi abbia tolto molto. Ognuno guida con un proprio stile e, quindi, in moto sei solo. Forse con James avremmo potuto scoprire prima certi elementi critici e trovare insieme delle strade da percorrere".

A Misano c'è stato un bel duello con Leon Haslam con la BMW ufficiale e non è stato raro da Monza in poi l'incontro ravvicinato con le moto factory: "ll confronto diretto con i compagno di marca è il primo da fare. Che ci sia poi mentre sei nelle prime posizione è ancora più stimolante. Sono molto soddisfatto di come stanno andando le cose, soprattutto pensando a tutte le incognite di inizio stagione".

Ayrton è curioso di vedere come la sua moto si comporti ad Aragon visto che da Monza è cambiata molto "Il circuito è molto bello e tecnico, penso che si adatti alle mie caratteristiche di guida. Posso fare poco affidamento (salvo la conoscenza della pista) sui test che abbiamo effettuato prima di Donington, perché da allora la nostra moto è profondamente cambiata. Vedremo quanto".

Badovini è una (ulteriore) dimostrazione per molti increduli che anche in Italia ci sia una buona generazione di piloti validi che nulla hanno da invidiare agli inglesi e agli spagnoli (esclusi, al momento, i campioni). Cosa manca ai giovani italiani per emergere? "Persone concrete che credano nei progetti di crescita dei giovani non pensino solo a guadagnare".

Capito il messaggio?

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