Batta: la SBK deve ringraziare Biaggi

AUDIO: "Nel 2008 c'era una finestra aperta per il sorpasso Superbike-MotoGP"

Batta: la SBK deve ringraziare Biaggi

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Jean François Batta è il proprietario del Team Suzuki Alstare Superbike. Ma è prima di tutto un personaggio storico del mondo del motociclismo dai primi anni '80, quando ci entrò con Cagiva.

Uno dei pochi veramente schietti e diretti, ai quali è sempre un piacere porre domande e farsi spiegare le situazioni, perché lui, François, risponde col sorriso e senza peli sulla lingua.

“Michel Fabrizio dopo diversi anni in Ducati si sta abituando ai quattro cilindri - ha raccontato - sono soddisfatto perché il materiale che abbiamo a disposizione è quello dell'anno scorso e le modifiche sulla moto sono state fatte in casa nostra, quindi abbiamo un po' di difficoltà rispetto a squadre come Aprilia e BMW, che spendono direttamente tanti soldi in tecnologie e prove”.

Mi stai dicendo che la vostra Suzuki è vecchia e che lo sviluppo lo state facendo voi?

“Sì, la Suzuki aveva già deciso di uscire dalla Superbike nel 2008 e dato che ho insistito molto visto il rapporto molto stretto in cui siamo, hanno accettato di rimanere. Abbiamo ricevuto l'aiuto della Suzuki fino all'anno scorso, oggi è molto più ridimensionato anche perché il mercato è quello che è: si sa, non si vendono moto, in Giappone hanno una grossa crisi, in più gli eventi successi ultimamente non sono confortanti per la ripresa del mercato e quindi capisco la posizione della Suzuki e la condivido”.

La Suzuki ha un pilota unico in MotoGP e uno unico in Superbike. Non ritieni che forse sarebbe meglio lasciare la MotoGP e concentrarsi bene sulla Superbike, o viceversa?

“La loro idea era quella di lasciare la Superbike e puntare tutto sulla MotoGP, se non ci fosse stata un'insistenza del Team Alstare questo sarebbe già avvenuto”

Non ti è mai venuta l'idea di lasciare la Suzuki e di passare ad un'altra Casa?

“Io non lascerò la Suzuki prima che lo facciano loro. Se loro mi dicono che è finita e io avrò la possibilità economica di andare avanti, allora cercherò di andare avanti, se invece la situazione economica sarà quella attuale, proseguiremo con altri”.

Perché nella Superbike due anni fa partivano 32 piloti e oggi ne partono 21?

“Nella vita ci sono dei momenti storici. Nel 2007 ho creduto molto in un pilota che si chiama Max Biaggi, sono andato a prenderlo e l'ho portato in Superbike; noi dobbiamo essere molto grati a Max Biaggi perché ci ha fatto fare un grosso salto di qualità a livello di media, di visibilità e immagine. Nel 2008 la MotoGP era in grossissima difficoltà e c'era una finestra aperta, forse, per il sorpasso Superbike-MotoGP; quella finestra si è richiusa perché non si è fatto quello che si doveva fare e oggi siamo arrivati nella situazione opposta”.

Cosa bisognava fare, secondo te?

“Investire, avere più televisione, più visibilità e fare quello che fa la MotoGP. Noi siamo nelle mani di una grossissima azienda di comunicazione che si chiama Infront, però il loro core business è il calcio ed evidentemente se sei il numero uno nel calcio non puoi essere il numero uno anche nel motociclismo, ci vuole un po' di tempo per capire come vanno le cose, e forse loro non hanno capito che qua sotto c'era il petrolio e non sono andati a cercarlo”.

Quindi adesso la Superbike è in crescita o è in decrescita?

“Né l'uno né l'altro: è in fase di stabilità, una fase difficile perché noi corriamo con delle moto derivate dalla serie e quando il mercato va male, automaticamente il nostro mercato va male. Invece nella MotoGP si tratta esclusivamente di prototipi e di immagine, quindi loro non hanno questi alti e bassi”.

Secondo te la MotoGP crescerà con il progetto di riportare a 1000 i motori della MotoGP e il progetto Moto3?

“In MotoGP hanno avuto delle idee che io inizialmente ritenevo sbagliate e parlo della Moto2, che invece è un grande successo; invece noi con la SuperSport non siamo riusciti neanche a proteggere quella categoria che secondo me l'anno prossimo rischia di essere in difficoltà. Con le 1000, non credo che le aziende saranno interessate a fare più moto di quelle che fanno oggi, quindi le moto ufficiali saranno dello stesso numero di oggi, forse una in più. Il problema è che se un team o due vorranno andare in MotoGP a provare a fare i numeri sulla griglia,  questo a noi porterà una grossa perdita di immagine”.

C'è qualche sasso che non ti sei ancora tolto dalle scarpe?

“Me ne sono già tolti molti, il problema è che sono l'unico. Spesso mi sento un po' nel deserto quando dico certe cose, che solitamente mi tornano addosso. Io credo di avere fatto sempre discorsi molto chiari... Forse a volte ho avuto ragione molto prima degli altri, ma chi arriva prima non è sempre il meglio servito”.

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