Gibernau: Rossi mi ha reso grande

AUDIO: Lo spagnolo racconta il suo passato in MotoGP senza nostalgia e rancori

Gibernau: Rossi mi ha reso grande

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Manuel Gibernau Bultò detto Sete si aggira per i paddock di Monza, dove sta per scendere in pista la BMW M3 E92 del Team Campos Racing del campionato Superstar Series (auto). E' in grandissima forma fisica e sorridendo ci concede un'intervista, anche se l'abbiamo allertato sul fatto che parleremo soprattutto della sua vita privata, della MotoGP e di Valentino Rossi.

“Sono ospite del campionatoSuperstars Series e di Adrian Campos  - ci ha detto - che mi ha fatto provare la BMW a Valencia e per me è un onore, oramai sono già da tempo fuori dalle gare e un’opportunità così non volevo perderla”.

Correrai?

“Non lo so, per adesso no. Ho un grande rispetto per quelli che fanno questo mestiere, per il momento sono qui a vedere poi vedremo se ci sarà l’opportunità”.

Tu in moto ci vai ancora?

“Sì, a casa sì. Moto stradali, piccoli motard 100 cc. Fortunatamente posso ancora andare in moto ma senza fare gare. Ho corso per tanti, anni adesso basta”.

Quindi stai pensando di rientrare nelle competizioni?

“No, Adrian mi ha chiamato prendendomi anche un po’ di sorpresa e non voglio nemmeno pensare troppo al futuro di quello che possa succedere, la prendo come una opportunità unica di imparare un nuovo campionato e poi si vedrà”

C’è un odore diverso nei paddock delle quattro ruote rispetto a quello delle MotoGP?

“Chiaro, questo è un campionato nuovo che è in crescita e stanno lavorando tanto perché diventi un campionato forte partendo da zero  e questo è da ammirare. Quest'anno arriveranno a Valencia per la prima volta e io ci sarò”.

Dove vivi, a Barcellona?

“Sì”

E di cosa ti occupi?

“Faccio cose mie e quello che mi piace di più è che adesso ho una vita privata. Sono stato sempre uno molto riservato, la mia famiglia mi ha sempre tenuto con i piedi a terra e il bello è che ora che non sono più presente in tv, posso fare le cose mie senza che la gente sappia cosa faccio e cosa non faccio”

Quindi... ti sto dando un po’ fastidio?

“No, per niente! Io ti devo dire che sono un innamorato perso dell’Italia e anche degli italiani, sono la mia passione. Qui in Italia mi sono trovato tante volte meglio che in Spagna”.

Hai lasciato la MotoGP nel 2009 quando correvi per la Ducati del team satellite Onde 2000. Cosa hai fatto in questi due anni?

“Quello che è successo nel 2009 è stato che mi era stato chiesto di tornare a correre ma io non avevo mai pensato di tornare a farlo. C’era un progetto per due anni  e invece dopo due o tre gare ho visto che le promesse non corrispondevano, così mi sono fermato. Quindi considero di aver smesso veramente nel 2006 anche perché l’anno dopo già facevo cose al di là del mondo delle gare.

Ti mancano un po’ le corse?

“No, non mi manca niente. Io sono stato molto fortunato nella vita perché non mi sono fatto male veramente, fisicamente sto al 100% e quella per me è stata una fortuna, non tutti possono dire di rimanere così in forma dopo 12 anni di motomondiale. Sono riuscito a vincere gare, a lottare per il campionato e adesso ho un’altra vita totalmente diversa da quella, che però mi rende felice come prima”.

Quindi hai chiuso definitivamente con le moto? Il ritorno al 1000cc l’anno prossimo non potrebbe essere una scusa o una buona occasione per risalire?

“No, la mia epoca è passata e di sicuro non sarei capace di guidare forte come stanno guidando adesso”.

La tua carriera ha alternato momenti bellissimi a momenti difficili, come la morte del tuo compagno di squadra Daijiro Kato nel 2003, oppure l’attacco di Rossi a Jerez nel 2005, o nello stesso anno quella carambola che avevi innescato proprio tu a Barcellona. Qual è il momento della tua carriera a cui pensi più spesso oggi?

“Sai, io non penso tanto ad un momento in particolare, piuttosto al fatto che non avrei mai pensato di arrivare dove sono arrivato. Conservo un ricordo generale, dicendo a me stesso che alla fine sono riuscito a lottare e a vivere i miei sogni e non a sognare la mia vita. Questo vale anche per i momenti meno buoni , perché dire che se non vinci una gara è un momento duro mi sembra esagerato, è una mancanza di rispetto nei confronti di chi i momenti duri ce li ha davvero. Noi siamo fortunati, sempre”.

Le guardi ancora le gare della MotoGP?

“Per il momento non le ho guardate come avrei voluto e questo significa che ho tante cose da fare. Ho un bel rapporto con tanta gente che è dentro al MotoGP, come il Team Gresini, che è venuto a trovarmi a casa, o come gli amici in Ducati, che sono amici veri che stimo molto”.

Quindi mi vuoi dire che non hai visto il sorpasso di Valentino su Stoner a Jerez e che non ti ha ricordato nulla?

(Ride) ”L’ho visto al telegiornale dopo perché ero in aereo e stavo tornando proprio dall’Italia! Ho visto la caduta di Valetino con Casey...”

Con tanto di chiarimento ai box. Cosa ne pensi?

“Le gare sono sempre così, alla fine capitano delle cose, e poi con l’acqua il rischio è più alto”.

Dammi un tuo commento sui piloti di oggi.

Valentino “Lui è un grande, forse il più grande della storia, quello che ha già fatto Valentino non glie lo può togliere nessuno. Se lui ha fatto questa scelta è perché aveva bisogno di una motivazione in più e poi per gli italiani è bello vedere Valentino con la Ducati, speriamo che vada bene per lui, perché io al di là di tutto quello che è successo ho un grandissimo rispetto per lui; mi dispiace che in alcuni momenti ci siamo scontrati, comunque io so di non averne mai parlato male, anzi, il contrario: per me se io sono stato un grande è grazie a lui e lui mi ha rispettato perché come adesso, con Stoner, quando batti uno grande diventi ancora più grande”.

Simoncelli “Lo conosco poco”

Dovizioso“Lui è uno che lavora tanto, però il fatto è che deve lottare contro Stoner, Pedrosa, Valentino e fanno sempre il paragone. E’ dura, ma se uno è lì dentro da tanti anni significa che ha fatto tanto”.

Capirossi “Loris è un grandissimo amico, di quelli con cui ci sentiamo e che viene a casa mi a trovarmi, con la famiglia. Io ero un suo grande fan prima di correre, ho corso con lui, io ho smesso e lui continua! Questo vuol dire che ha una passione incredibile. Il motociclismo deve tanto ad uno come Loris”.

Lorenzo“Lui è un grandissimo talento ed è quello che lavora di più”

Pedrosa “Anche lui. Peccato il fisico, però come talento è un fenomeno”

Stoner “Già dalla 250 era uno che andava fortissimo, ma cadeva troppo. Ora invece ha imparato e come talento puro a fare il giro secco secondo me è il più forte”.

Spies “Non lo conosco, speriamo che sia forte perché adesso c’è una mancanza di piloti forti nella MotoGP, da dopo Rainey e Schwantz non ce n’è stato nessuno, speriamo che torni qualche americano a vincere un mondiale”

Eppure ci sono dentro 14 Campioni del Mondo...

“Sì questo è incredibile, significa che il livello del campionato è fortissimo”

La Superbike non potrebbe essere il tuo futuro? In fondo Biaggi ha un anno e mezzo più di te e ha vinto il mondiale lo scorso anno.

“No, quando ho deciso di smettere di correre in moto ho deciso di smettere. Non dipende dal campionato”.

E di Melandri in Superbike cosa ne pensi?

(Ride) “Mi ha detto il mio amico Edu che lui e Biaggi hanno litigato, ma non so...”

Comunque gli spagnoli stanno andando molto forte, infatti per il momento ci sono loro in testa alle classifiche di MotoGP e Superbike.

“Ha vinto un po’ di gare Checa, vero? Lui è un grande appassionato, poi Checa è un amico, complimenti a lui”.

La tua vita privata come va? Sei sereno? Mi ricordo che eri sposato con Ester Canadas, eravate i due belli del paddock...

“La mia vita privata è ciò che mi tiene sereno al 100%. Adesso sono fidanzato e mi piace molto la tranquillità di poter fare la mia vita senza essere dentro quel mondo che è bellissimo, ma che alla fine è stato un periodo della mia vita eccezionale e irripetibile. Secondo me si deve vivere sempre il presente”.

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