Italia: allarme nel motomondiale

Quindici italiani nelle tre classi, ma i futuri campioni non ci sono


La FIM ha appena diramato le liste degli iscritti al motomondiale 2011. Sono i soliti 17 in MotoGP, 38 in Moto2, nonostante le defezioni e 32 in 125. Se si eccettua la classe regina sembra che le altre due cilindrate godano di buona salute, anche se non è tutto oro quello che luccica.

Un occhio alle nazionalità mostra infatti 22 piloti spagnoli e 15 italiani (senza De Angelis che è Sanmarinese), la cui somma fa 38 piloti (su 87 complessivi) fra le due penisole.

Gli spagnoli sono in maggioranza sugli italiani dappertutto. Vincono 8 a 4 nella 125, 9 a 7 nella Moto2 e 5 a 4 nella MotoGP.

Proprio nella classe regina i cugini iberici possono vantare due pretendendi al titolo, Lorenzo e Pedrosa, mentre noi abbiamo Rossi e come outsider Dovizioso e Simoncelli.

Il peso di Valentino, mediaticamente, è schiacciante, ma questo inverno l’unico ad essersi difeso, sotto questo punto di vista, è stato Lorenzo. Gli altri infatti sono spariti. Stoner nel bush australiani, Spies in Texas, Pedrosa sta riemergendo ora. Sarebbe il caso che i piloti al top si rendano conto che dovrebbero rendersi un po’ più visibili se vogliono essere maggiormente considerati e fare qualcosa per il proprio sport.

Guardando con occhio critico la MotoGP si evince che ci sarebbe posto per almeno altri 5 piloti, ma la qualità di alcuni dei partecipanti è tutta da verificare, mentre più di uno sono già in una dorata pensione.

Questa considerazione ci da il destro per esaminare il livello qualitativo di Moto2 e 125.

C’è qualche buono che è stato messo già alla prova in MotoGP, come De Angelis, Kallio, Aleix Espargarò, tanti onesti professionisti del mezzo manubrio, fra i quali anche campioni titolati come Sofuoglu ma, sinceramente i talenti ancora da esplorare sono pochi.

Qualche nome? Bradley Smith, Scott Redding, Andrea Iannone e poi vediamo cosa sarà capace di fare Pol Espargarò, Julian Simon, Marc Marquez.

Nella 125 la situazione è simile, c’è anche un figlio d’arte, Taylor MacKenzie, figlio di Niall, ex compagno di squadra di Freddie Spencer, ma al momento è difficile individuare un fuoriclasse. Colpa, questa della sfrenata corsa alla MotoGP che depaupera la classe più formativa di un campione da imitare, com’era ai tempi di Angel Nieto, re delle piccole cilindrate.

Il motociclismo, ma più che altro i motociclisti, devono capire che non tutti possono diventare re dei pesi massimi e che in certi case sarebbe meglio fermarsi in una cilindrata. Peccato che ora per una norma sbagliata (e illecita a livello europeo, ma questo è un altro discorso) ciò non sia più possibile.

Soprattutto noi italiani siamo messi male: nella retroguardia – vorremmo sbagliarci – non c’è nessun futuro fuoriclasse. Non c’è nella 125 e nemmeno nella Moto2. Abbiamo bravi piloti (nella Moto2), ma la vena sembra essersi esaurita, e non sarà il rinato Team Italia, così come è organizzato, gestito, pensato a migliorare le cose.

La FIM ha tante colpe a livello internazionale, ma a livello italiano la FMI segue a ruota.

 

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