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Honda Integra 700: il motoscooter

In un'unica soluzione il divertimento di una moto e il comfort di uno scooter

Moto - Test: Honda Integra 700: il motoscooter

Nelle Cinque Cinque Terre, tra le gole a picco sul mare e i tornanti liguri è stato lanciato l'Honda l’Integra 700: il percorso tutto curve scelto per il test ed il nome stesso del nuovo maxi scooter la dicono lunga sulle caratteristiche di un mezzo davvero innovativo. “L’obiettivo è Integrare le prestazioni di una moto al comfort di uno scooter” dichiara Casa Honda. Ed hanno fatto centro: tolti i veli al mezzo, il primo impatto è stato quello di trovarmi di fronte ad una sport-touring di dimensioni più piccole con il set-up confortevole di uno scooter. Insomma, l’Integra è una moto o uno scooter? L’abbiamo chiesto ai progettisti: “Per Noi nasce e si colloca nel segmento dei maxi scooter, poi l’ultima parola spetta agli Utenti”.

Dalla fabbrica di Kumamoto, in Giappone, arriverà così sul mercato il fratello sportivo del Silver Wing T-600, che entrerà a breve in produzione ed attualmente è stato realizzato in pochi esemplari, quanti bastano per stupire i giornalisti.

Sapore di moto. Giro intorno al mezzo e a colpo d’occhio individuo alcuni dettagli che rivelano subito le doti motociclistiche dell’Integra: l’aspetto da sport-touring per la sella comoda e i manubri larghi è ancor più suggerito dall’allestimento con il kit borse; poi l’Integra si presenta con il codino slanciato, le ruote alte da 17’’, il motore posizionato in basso e abbracciato dal telaio, la trasmissione a catena. Masanori Aoki, l’Ingegnere che ha diretto il progetto Integra, è volato dal Giappone per presentare la sua creatura e ammonirci tutti: “Is a bike!” ed è frutto dell’esperienza di tanti modelli motociclistici da lui progettati fino ad oggi, che hanno fatto la storia della Casa dell’Ala…

Dov’è allora, a primo impatto, lo “Scooter nell’Integra”? Guardandolo da dietro, il maxi scooter mi colpisce per le dimensioni contenute ed il peso dichiarato è inferiore alle aspettative (ottimo!): 238 kg in ordine di marcia, contro i 250 del SW 600. Salgo in sella: il parabrezza e la carrozzeria anteriore mi avvolgono ampiamente; do un rapido colpo d’occhio al dispaly digitale e trovo tutte le informazioni essenziali. So per certo che si guida con cambio automatico, o per lo meno, anche con cambio automatico, quanto basta per definirlo a tutti gli effetti uno scooter. L’Integra mi ha incuriosito molto, ma è quando ho premuto il tasto start che sono iniziate le sorprese.

Girata la chiave, l’Integra si presenta sempre in Neutral: in folle, come una moto. E come una moto devo inserire la prima marcia per partire, con un semplice click sulla paletta del blocchetto di destra, operazione che diventa subito automatica forse perché è accompagnata dal sound del motore bicilindrico nelle orecchie, che sento scoppiare ad intervalli irregolari: il motore pulsa e mi dimentico di stare su uno scooter.

Non serve niente di più per partire in modalità automatica alla volta dei tornanti liguri e scoprire subito che in movimento l’Integra è semplice e intuitivo, leggerissimo nei cambi di direzione, pronto in partenza e sempre pieno ai bassi regimi, ma fluido. Ci arrampichiamo sulle curve della costa, strette e pendenti: l’Integra lo sento docile e sicuro, ma se in quel momento guidassi una moto la vorrei più grintosa…decido allora di spostare la modalità Drive in Sport (entrambe automatiche, azionabili con un click sulla paletta del blocchetto di destra) e vedere cosa succede.


Semplicemente perfetto, il maxi scooter tira fuori la moto che ha dentro, diventa più corposo e scattante: più divertente. Tra le curve mi accompagna il rumore del cambio a sei rapporti sequenziali, che lavora per me e mi piace come lavora: è veloce e preciso. Per sfizio provo anche il cambio manuale e mi diverto ad aumentare e scalare le marce con il minimo sforzo, tramite le palette disposte sul blocchetto sinistro.

La seconda generazione del cambio sequenziale a doppia frizione ci semplifica davvero la vita: la gestione robotizzata è comoda; il cambio manuale è divertente; la possibilità di tornare automaticamente dal manuale (con il quale decidiamo di interagire a nostro piacimento) all’automatico è innovativo e intelligente.

Il motore bicilindrico parallelo frontemarcia a 4 tempi da 670 cc è stato studiato con una bancata in avanti di 62° che abbassa e avanza il baricentro per una distribuzione dei pesi quasi 50 e 50. A contenerlo è un telaio a diamante in acciaio ed il connubio favorisce quella stabilità e maneggevolezza che mi hanno accompagnato per tutto il tragitto.

Con 51.8 cavalli spalmati su 6000 giri, il motore ha tanta coppia ai bassi regimi con un picco ai 4750 giri: niente di più vero! Tra le curve di montagna e nel traffico lungo mare delle cittadine liguri, l’Integra è stato sempre scattante e corposo. Nell’allungo dei rettilinei ogni qualvolta ho sentito una spinta potente ed ho lanciato uno sguardo al contagiri ho avuto conferma: avevo superato i 4000 giri e l’Integra spiccava il volo. I progettisti Honda hanno semplicemente esaudito le esigenze dei motociclisti di medie cilindrate: le statistiche effettuate nelle grandi città d’Italia rivelano, infatti, che l’80% dell’uso totale viene fatto senza mai superare i 6.000 giri.

La sensazione di guida è di completo controllo grazie al mix del telaio, delle ruote da 17’’ e delle sospensioni che copiano bene il terreno: all’anteriore una forcella telescopica con steli di 41 mm e 120 mm di escursione, dietro un forcellone in acciaio a sezione rettangolare. Le ruote anche loro hanno dimensioni generose: 120/70 l’anteriore, 160/60 il posteriore.

Il sistema antibloccaggio ABS di serie, poi, ci rende tutti più sicuri ed è un altro ‘plus’ del nuovo Integra. La frenata combinata è quello che serve in una guida omogenea: la leva sinistra va ad azionare, infatti, non solo il freno posteriore con un disco di 240 mm ma anche un pistoncino della pinza anteriore. Il freno anteriore è allestito con un solo disco di 320 mm e pinza a 3 pistoncini. Ho provato qualche frenata più energica all’anteriore che ha rivelato un’escursione delle forcelle abbastanza repentina, forse è lo scotto da pagare per godere di maggiore comodità.

Il maxi scooter anche a bassissime velocità è agilissimo, ma da fermo sentivo tutti i suoi 238 kg e i 790 mm da terra. L’altezza della sella da terra in realtà ha misure assolutamente nella norma, ma il taglio della sella “europea” è molto largo e chissà se importeranno anche quella “asiatica”, molto più sfinata, tanto decantata dall’Ingegner Aoki e che è più idonea per chi come me non è di alta statura.

L’Integra è parco nei consumi: merito anche di una combustione molto efficiente, che è uno dei cavalli di battaglia della Honda. I dati dichiarati sono di oltre 27 km/l secondo lo standard WMTC: in poche parole quasi 400 km con un pieno (14,1 l). Ho dato spesso un’occhio all’indicatore della benzina nel display, che è rimasto full quasi fino al completamento del giro (poco più di 100 km): solo alla fine si è spenta una tacca.

Speriamo che il nuovo maxi scooter sia parco anche nel prezzo: non ci è stato rivelato, sarà l’ultima notizia dell’Eicma, ma abbiamo già un’anticipazione: non supererà i 10.000 Euro. La Honda di sicuro vi farà uno “sconto” al primo tagliando, nel senso che è programmato ai 12.000 km ed il cambio candela ai 48.000, promettendo una manutenzione economica.

Non mancano gli accessori per rendere l’Integra ancora più confortevole, come compagno di curve o spostamenti urbani: tra tutti, le valigie laterali (29 litri) ed il bauletto posteriore (35 o 40 l) compensano un sacrificato (dall’assetto motociclistico!) vano sottosella ospitante un casco jet. Le manopole riscaldate e il deflettore aerodinamico per le gambe preparano al freddo, a partire dall’inverno 2012.

Bianco, rosso, nero, blu: i colori a scelta.

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