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Moto2 Pirro vince con la spinta del Sic

La vittoria del pilota di Gresini ha commosso il mondo del motomondiale

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La gara l'ha vinta Michele Pirro, che ha tagliato il traguardo con la visiera bagnata di lacrime di commozione dentro e fuori dal casco. Quelle sue e quelle di tutti coloro che hanno visto la gara e hanno pensato che su quella Moriwaki Marco Simoncelli c'era dappertutto, non solo sulla carena della moto del Team Gresini.

Michele Pirro ha fatto sì che il miracolo della vittoria a Valencia arrivasse. E lo ha fatto in maniera esemplare, partendo da un ottimo turno di qualifiche che gli ha consegnato la pole position. Una sola, quest'anno, ma quella che vale di più.

E' stato gelido nella determinazione a vincere e a rimanere in piedi, su un tracciato impraticabile, ma rovente nel cuore gonfio di affetto per il Sic.

Una motivazione di ferro, quella del pilota di San Giovanni Rotondo, uno dei luoghi sacri di Padre Pio che forse ha fatto da scorciatoia per una dovuta raccomandazione, da lassù...

"Non ci sono parole - ha detto Michele - Non lo so, in questo week end mi è venuto tutto facile, ogni tanto chiamavo Marco lassù e gli dicevo 'Oh, io sono qui?. Voglio dedicare questa fgara a Marco e soprattutto alla sua famiglia, che è a casa a guardare. La dedico poi anche al Team".

Al muretto, Fausto Gresini e Fabrizio Cecchini si stringono in un abbraccio commosso.

"E' un mix di emozioni fortissime - ha detto Fausto visibilmente in crisi -  nelle quali mi sembra di avere Marco qua che ci spinge. Questo mi mette una grande tristezza, ma cosa posso fare?".

L'ultima gara della stagione è iniziata all'insegna dell'incognita meteo. La pioggia ha infatti punzecchiato la pazienza dei tecnici delle gomme per tutto il fine settimana, cadendo su un tracciato già pericoloso di suo per l'asfalto oramai liscio, che oggi si è presentato troppo asciutto per le rain e troppo umido per le slick.

Alle 12:08 la gara è stata dichiarata dry, ovvero asciutta, e i piloti sono scesi in pista con gomme slick, ma nel giro di allineamento è stata esposta la bandiera bianca con la croce di Sant'Andrea, a segnalare 'pioggia'.

A completare il podio, il finlandese Mika Kallio (2°) e Dominique Aegerter (3°).

Così gli italiani: Iannone 11°, De Angelis 12°, Corti 15°.

La gara (27 giri).


Parte benissimo Pirro dalla sua prima pole position, bene anche il suo compagno di squadra Takahashi e il campione del mondo Bradl, dalla quarta casella, in seconda fila. Subito Aegerter si porta al comando, dopo una partenza dalla settima casella. Al 1° giro transitano attraverso le fotocellule: Aegerter, Takahashi, Simeon, Kallio, Smith, Pirro, Bradl, De Angelis (migliore nel warm up) e Rabat. Corti, Iannone e De Rosa sono rispettivamente in 18°, 19° e 20° posizione, con Baldolini 22°, Pasini 24° e Corsi 32°. Scivola Bradley Smith, con l'avantreno che gli si chiude e per l'inglese la gara termina così, mentre si ritira Tito Rabat per problemi tecnici.

Nel terzo giro Takahashi passa al comando seguito dal compagno di squadra Michele Pirro. I due piloti di Gresini sono seguiti da Kallio, Simeon e Redding, quest'ultimo registra il giro più veloce in pista (1'42”118) ma termina nella ghiaia: la gara dell'inglese è finita.

Al 4° giro il neo campione del Mondo Stefan Bradl finisce nella ghiaia con un highside mentre è in settima posizione. La botta è forte e il pilota viene aiutato dai marshal ad uscire dal tracciato.

"Purtroppo sono caduto all'inizio della gara - ha detto il campione del mondo successivamente - le condizioni erano troppo difficili, ma non importa, ho vinto il mondiale e ci tenevo, per me e per dedicarlo a Marco Simoncelli"

Al 5° giro c'è un bruttissimo highside di Yuki Takahashi mentre è in testa. Il giapponese atterra con la testa e rassicura tutti muovendo le dita di una mano. Portato al centro medico, Yuki non si ricorda nulla dell'incidente quindi lo staff medico, a caldo, sospetta per lui un trauma cranico prima di portarlo per accertamenti all'ospedale FE di Valencia. A questo punto il suo compagno di squadra Michele Pirro è in testa. Le condizioni del tracciato però sono difficili, i tempi si alzano e l'asfalto si sta bagnando.

All'8° giro: Pirro, Hernandez, Aegerter, Kallio, Simeon. Gli italiani: Pasini 10°, De Angelis 11°, Iannone 13°, De Rosa 17°, Baldolini 18°, Corti 20°, Corsi 29°.

Al 10° giro Pasini stacca sulla riga bianca alla curva 1 e carambola sulla ghiaia con una gamba dolorante; nel frattempo là davanti Pirro conduce la gara a 2 secondi e mezzo dal secondo, Aegerter.

Al 13° giro si ritira anche Ratthapark Wilairot, ancora convalescente dal brutto infortunio del venerdì malese.

Al 15° giro Cluzel tenta la staccata su De Angelis per agguantare l'8° posto, ma il francese ha la peggio e finisce dritto nella via di fuga, salvo rientrare in gara poco dopo ma in 19a posizione.

Al 18° giro De Angelis regista il giro più veloce: 1'40”356 e due giri dopo passa Noyes in fondo al rettilineo e innesca una bella battaglia, nella quale arrivano anche Iannone e West. I quattro si scambiano le posizioni per diversi giri.

A 3 giri dalla fine, Yonny Hernandez rischia la caduta mentre è terzo. Nel frattempo scivola anche Baldolini e si ritira Debise.

A due giri dalla fine, cade De Rosa e si ritira Corsi. Michele pirro ha un gap da Kallio di oltre 6 secondi dal finlandese Kallio e va a vincere.

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