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"Diobò che bello": parla Simoncelli

In questo libro del 2009 il Sic raccontava a Paolo Beltramo come tutto iniziò

Moto - News:

“… A me correre piaceva da matti". Così inizia il libro che Paolo Beltramo, grande amico di Marco Simoncelli, scrisse nel 2009. Un libro divertente, pieno di aneddoti autobiografici, raccontati con la sua famosa e simpatica verve romagnola dal pilota di Coriano.

"Tutto è cominciato un giorno che abbiamo fatto una gita a Offida, vicino ad Ascoli Piceno, il paese d’origine dei miei nonni materni, e al ritorno ci siamo fermati alla pista di Cattolica, dove abbiamo deciso di provare - racconta Marco, che continua - Ma io ero già gasatissimo con le moto, mi piacevano da matti, facevo finta che la bici avesse il motore. Insomma, non è stato il babbo a forzarmi, lui mi ha semplicemente portato, aiutato. Il babbo e la mamma hanno due caratteri che definirei opposti. Paolo è un tipo che si può dire focoso, uno che si scalda in fretta, che ogni tanto rimane accelerato. Diciamo che ha il minimo un po’ alto. Rossella, invece, è più pacata, riflessiva. Insomma, anche se pensano la stessa cosa hanno spesso due modi opposti di dirla. Credo che così si bilancino perfettamente: uno accelera, l’altra tira il freno, quindi alla fine vanno alla giusta velocità. A vederli da fuori sembra sia il babbo quello che decide tutto, che conta di più, invece dev’essere sempre d’accordo anche mia mamma, altrimenti non se ne fa niente…”.

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