Lorenzo e Spies: risate a crepapelle

I futuri compagni di squadra hanno messo un bavaglio alla polemica del dopo Sepang

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Nella conferenza post qualifiche delle 17 a Phillip Island, Jorge Lorenzo e Ben Spies si sono incontrati, in quanto entrambi partiranno dalla prima fila nella gara di domani.

Ne abbiamo approfittato per chiarire pubblicamente l'annosa questione (scatenata dal popolo del web prevalentemente italiano) sulla mancata stretta di mano tra i due, quando domenica scorsa, a Sepang, lo spagnolo aveva appena conquistato il titolo mondiale e il texano gli si affiancò, moto con moto, per congratularsi, ma Lorenzo non rispose ai suoi cenni.

Quale migliore occasione per chiedere ad entrambi di chiarire la vicenda, poco chiara evidentemente solo ai maligni e ai cacciatori di polemica?

"Io non ho risposto a Ben - ha dichiarato Lorenzo, giocando a fare il serio - perché ho il paraocchi e lui non lo voglio vedere, perché lui è cattivo e io lo temo tantissimo, specialmente sapendo che il prossimo anno me lo ritroverò nel box!".

Nel frattempo Spies, che fino a quel momento era rimasto serio e silenzioso, è scoppiato in una fragorosa risata e ha replicato.

"Mi fa davvero ridere pensare che la gente possa aver scatenato una polemica su una cosa del genere! Io non sono mai stato Campione del Mondo della MotoGP, mi piacerebbe esserlo, certo, ma sono stato Campione del Mondo Superbike e so bene come ci si sente in quei momenti: guardi tutto ma non vedi nulla. Non ci vuole un genio per capirlo, mi stupisce davvero che qualcuno possa aver visto qualcos'altro".

I due futuri compagni di squadra si sono sorrisi con complcità e si sono strizzati l'occhio, entrambi contenti del fatto che - per una volta - la stampa abbia sistemato un'inesistente polemica invece di averla fomentata.

"E l'anno prossimo - ha aggiunto Jorge nel siparietto amichevole - quando saremo nello stesso box, sarà ancora peggio!" .

E così la questione tra il Campione del Mondo e un Texs Terror estremamente divertito, è finita ufficialmente a tarallucci e vino.

Passiamo a parlare di qualifiche.

"Sembra proprio che anche questa volta sarà la gara di Stoner - ha detto Lorenzo con la voce molto raffreddata - ma noi miglioriamo gara per gara e vogliamo essere più veloci. E' una gara che vorremmo vincere tutti, è ovvio, ma l'unica cosa che non possiamo controllare è il meteo, vedremo cosa succederà. Oramai per me non c'è più la corsa a vincere il titolo, l'angoscia di non cadere e farsi male o la lotta per i punti; ma è pur sempre una gara".

E' meno difficile battere Stoner sull'acqua o sull'asciutto?

"Sull'acqua, perché le condizioni di bagnato creano distacchi maggiori a seconda di come si sente ogni pilota sulla sua moto. Però io preferisco comunque che la gara sia asciutta".

Ben Spies è il primo ad essere colpito positivamente dal proprio risultato. Ieri il texano aveva fatto solo 3 giri e poi aveva appeso il casco al chiodo per non prendersi inutili rischi. Ma con la freddezza che l'ha sempre contraddistinto, oggi ha agguantato la prima fila in un tracciato sul quale ha già vinto in Superbike.

"Nei primi 40 minuti - ha detto Spies - abbiamo fatto una buona sessione, peccato che negli ultimi 20 minuti la pioggia abbia iniziato a disturbare. Qui d'estate è bellissimo, ma ogni paese ha le sue caratteristiche e bisogna accettarlo così com'è, anche d'inverno. Certo, se pensiamo che la scorsa settimana eravamo in Malesia con oltre 35 gradi...".

E' tanto difficile guidare una MotoGP rispetto ad una SBK?

"Sono moto profondamente diverse e difficili. Diciamo che tante cose che fai con una Superbike, con una GP non ti riescono".

 

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