Fratelli-coltelli, in due team Moto2

Entrambi i fratelli Pol e Aleix correranno in Moto2

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Se il mercato MotoGP 2011 si può definire concluso (si attendono solo un paio di conferme ufficiali, ma le firme sono già tutte in calce), il mercato della Moto2 si intreccia con quello della MotoGP e della 125. Qualcuno cantava che il mondo è fatto a scale, chi le scende e chi le sale; nel motomondiale funziona esattamente così.

Un caso interessante è sicuramente quello dei fratelli Espargarò. Il piccolo Pol, che corre in 125 con la Derbi del Team Tuenti Racing, è attualmente terzo nella classifica del mondo. E' oramai fuori dalla lotta per il mondiale ma è un gran talento e ha fatto un'ottima stagione. Per lui, freccina verde verso l'alto: nel 2011 salirà in Moto2.

Il fratello maggiore, Aleix, ha fatto proprio quest'anno il suo esordio in Ducati Pramac MotoGP dove attualmente si trova in 12a posizione nella classifica del mondo con 52 punti; per lui, freccina rossa verso il basso: nel 2011 scenderà in Moto2. I due fratelli sono legati a doppio giro non solo dal marchio di famiglia, ma anche da un reciproco affetto viscerale e il prossimo anno si troveranno faccia a faccia a combattere nella stessa categoria. Ne abbiamo parlato con il loro manager, Pere Gurt.

“Sicuramente Pol andrà in Moto2 - ha detto il manager spagnolo - Noi siamo ancora in lista d'attesa ma ci piacerebbe fare più o meno quello che ha fatto Emilio Alzamora con Marc Marquez, cioè creare una sorta di impianto all'interno di un altro team. Un Team che si chiamerà sicuramente Tuenti Racing perché il progetto Tuenti è per due anni quindi comprende anche il 2011, ma sicuramente si aggiungerà qualche altro sponsor e sarà un team che controllerà i nostri due piloti Pol Espargarò in Moto2 e Efren Vasquez in 125, che sono fortemente voluti dal social network spagnolo Tuenti. Se troveremo un'opportunità, ci sarà un secondo pilota in 125”.

Qualcuno aveva parlato di fare un'unica squadra con i due fratelli.

“Sarebbe ingestibile averli entrambi nella stessa squadra, è meglio che ognuno faccia la sua strada. Quando a fine anno scadrà il contratto di Aleix con la Pramac, vedremo, per il momento abbiamo sul tavolo sei offerte di Moto2”.

Però l'iscrizione alla Moto2 non ce l'avete ancora.

“No, siamo “pending” in lista d'attesa, ma io penso che con Tuenti, con lo sponsor HP e con Pol Espargarò non avremo grandi problemi. Ci interessa però avere l'iscrizione prima di Valencia, vorremmo avere la possibilità di far provare la moto a Pol il martedì dopo Valencia, in modo che inizi a lavorare con la moto a quattro tempi. Anche perché quest'anno a dicembre e a gennaio non si potrà girare, tutto il lavoro che faremo a novembre avrà una pausa di oltre due mesi; auguriamoci che a novembre ci sia bel tempo”.

Pol Espargarò secondo te è pronto per salire in Moto2 anche se non ha vinto un mondiale in 125?

“E' pronto sicuramente. Toni Elias non è stato campione della 125 e ha vinto il campionato, Andrea Iannone in 125 non ha vinto quello che ha vinto Pol e sta correndo in Moto2. Pol è già alto un metro e settanta e quest'anno ha lottato per ridurre il suo peso di 3 o 4 chili, non può stare a lungo in 125. Per Efren Vasquez il discorso è diverso, lui ha 25 anni, è più minuto di statura e di peso ed è uno specialista della 125, com'era una volta; era bello all'epoca di Nieto, Sakata, Aspar, quando c'erano le star della 125, che erano veri e propri campioni con una specialità. Adesso sembra che tutto sia la serie B e che si debba correre in fretta al passo successivo. Ma facendo così si perde l'esperienza”.

Quando è stato inserito il limite dell'età a 28 anni, in 125,  piloti come Locatelli sono passati alla 250 a malincuore.

“Sì, ma c'è dell'altro: all'epoca quando un pilota giovane trovava in pista un veterano come Locatelli, in tre giri aveva imparato molto di più da lui che da un'intera stagione. I piloti minuti di peso e statura non hanno un futuro in MotoGP, fanno più fatica, si fanno anche più male quando cadono”.

Quali sono le difficoltà nell'avere le iscrizioni alla Moto2?

“La prima cosa che ha fatto la Dorna secondo me è dare il posto a chi ha lavorato bene quest'anno, lo trovo logico. Però io penso anche che la gente a quest'ora dovrebbe avere ben chiaro con quali piloti correre, con quale budget e quali sponsor, e questo è il secondo passo. La cosa che mi piace di meno è che non è possibile fare un businessplan all'ultimo: quando compri l'attrezzatura e la moto, c'è un investimento. L'ammortamento a solo un anno ti può mettere in crisi, perché non c'è un solo business nel mondo nel quale tu fai un investimento a questo livello e ti ritorna il giorno dopo. Perfino i leasing delle auto vanno a tre anni”.

Quindi sei d'accordo sugli ipotetici 100 mila euro a garanzia per un impegno dai 3 ai 5 anni, che è quello che, pare, verrà fatto?

“Se uno che vuole affrontare il mondiale Moto2, ha un problema per 100 mila euro significa che non è in grado di affrontarlo. Avere una garanzia nel tempo è fondamentale in un investimento del genere. Per quanto riguarda la lista d'attesa, a me mette in crisi il fatto che vai dai meccanici, offri loro denaro per averli in squadra con te ma non puoi garantire loro nulla. Poi magari a Valencia arriva un team top e gli offre di più e tu non riesci a pianificare nulla. Ci vorrebbe un po' di margine di tempo in più”.

(foto in alto: Pere Gurt, a sinistra - foto in basso: pol Espargarò e Efren Vasquez in piscina a Sepang)

 

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