Phillip Island: bocciato ad ottobre

Oltre 20 cadute nei turni di prove. Correre in inverno è troppo pericoloso

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Nella giornata di ieri, a Phillip Island, ci ono state oltre 20 cadute, di cui 15 in 125. Il tutto, naturalmente, dopo aver rimandato i turni delle libere di due ore a causa del maltempo.

Questa è un'isola meravigliosa o, per usare un termine caro a Valentino Rossi, è magica. E' un luogo spettacolare dove la Natura ospita gli esseri umani a casa sua e nel suo circuito, che è uno dei più belli del mondo.

Però qui, dall'altra parte del mondo, non si può correre in questa stagione, non ha molto senso. Nel sud dell'Australia ad ottobre è inverno pieno e fa freddo, c'è vento, ci sono raffiche di pioggia.

Le gomme non entrano in temperatura. I piloti rischiano di farsi male. Le moto finiscono facilmente nel fango e si distruggono. I meccanici sono costretti a un tour de force di lavoro extra. I fotografi si congelano.

I giornalisti vengono più o meno gentilmente invitati a parcheggiare a due chilometri dal circuito perché il parcheggio a loro dedicato, il P1, è inagibile a causa della melma e del fango.

Questa mattina tutti i possessori di un P1 sono stati convogliati con le loro auto in una strada ad un passo dalla scogliera. Ci sarebbe stata una navetta - avevano detto i poliziotti locali che impedivano l'accesso al circuito - ma la navetta era a circa un chilometro a piedi. Qualcuno è stato fortunato e si è fatto il tragitto con il vento che gli stroncava le gambe, qualcun altro, come gli operatori tv di Mediaset (con le loro pesantissime attrezzature), si sono presi l'acquazzone.

In una di queste navette "VIP" c'erano anche piloti che avrebbero dovuto girare poco dopo, come Alex De Angelis, Stefan Bradl e Michael Ranseder.

Morale: quest'anno questo circuito è bocciato da tutti, perché, come dicevano un tempo gli insegnanti "potrebbe fare di più".

E' veramente il caso che la Dorna, nella persona di Carmelo Ezpeleta, metta mano ad un calendario che oggi è matto, che porta il Continental Circus due volte in America in periodi diversi, che fa correre i piloti su circuidi gelidi, e che si muove secondo parametri di business che fanno certamente bene all'organizazione ma il cui scontrino da pagare arriva agli addetti ai lavori.

Ci dev'essere un modo per azzeccare le date schivando i paletti della Formula1 o della Superbike. Concentratevi, signori!


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