Yamaha: è Lorenzo il nuovo leader

Rossi ormai fa parte del passato della casa di Iwata che punta tutto su Jorge

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Il futuro della Yamaha è già iniziato. La casa giapponese, infatti, ha cominciato ad utilizzare Jorge Lorenzo per la promozione dei suoi prodotti (nella foto: JL con la Super Ténéré 1200), e lentamente ma inesorabilmente è partito il programma di demolizione di tutti i paletti imposti da Valentino Rossi ai tempi in cui era il numero uno indiscusso della casa di Iwata.

Il primo, immancabilmente, a saltare è stato il divieto di scambiare i dati fra piloti dello stesso team. Nel 2011, dunque, Lorenzo e Ben Spies condivideranno ogni singolo bit dei dati, al fine di accelerare lo sviluppo della M1.

Valentino, dunque, è il passato ed ora che è noto che la sua squadra – Jeremy Burgess con tutto il suo team – passeranno armi e bagagli alla Ducati, c’è qualcuno in Giappone che conta i Gran Premi che mancano alla fine del campionato. Nessuno farà mancare alcunché a Rossi, specie dal punto di vista tecnico, ma ormai la Yamaha ha voltato pagina. Tutte le sue energie sono volte ad aiutare lo spagnolo a vincere il suo primo titolo iridato, per chiudere l’anno in bellezza.

Una cosa che vorrebbe fare lo stesso Valentino che, però, si è reso conto che, stanti le sue attuali condizioni fisiche ed i miglioramenti tecnici compiuti dagli avversari, Honda e Yamaha, sarà difficile chiudere il mondiale con qualche altra vittoria. Un fatto che fa pensare che, senza l’errore di Casey Stoner in Qatar, il nove volte iridato quest’anno non avrebbe vinto nemmeno un Gran Premio.

Per questo motivo Rossi freme per tornare in forma (e intanto si interroga se fermarsi o meno prima di fine stagione per operarsi alla spalla), mentre chi gli è vicino, come Burgess, getta acqua sul fuoco delle polemiche: gli spagnoli, ovviamente, fanno notare che se Rossi ha accettato l’offerta della Ducati è perché si era reso conto di non avere più il medesimo potere in casa Yamaha. JB, invece, accredita altre tesi, come il desiderio di rinnovamento ed altre sfide. Smentite che però poggiano su basi fragili.

E’ vero, invece, che da ora in poi Lorenzo dovrà fare tutto da solo: sviluppo e messa a punto. Fino ad ora se la è cavata bene, nel futuro, vedremo. Intanto Jorge sta giustamente cercando di accelerare i tempi dello sviluppo per non ritrovarsi nel 2011 con la moto meno potente del lotto.

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