Hayden: "Stoner vincente al Mugello"

AUDIO - Nicky scommette su Casey, sulla Ducati...e su di sé: l'uomo-squadra si confessa

Hayden: "Stoner vincente al Mugello"

La Ducati ha fatto bene, l'anno scorso, a confermare Nicky Hayden, e non solo perché è salito sul podio di Indy, anche se è stato questo che l'ha salvato. La Ducati ha fatto bene perché in un momento delicato come questo, con Casey in affanno per il mondiale e per il suo futuro, Kentucky Kid si sta rivelando un vero uomo-squadra.

E' lui, infatti, con i suoi tre quarti posti in Qatar, Spagna e Francia, ad aver reso il bilancio degli uomini in rosso meno drammatico. Ed è ancora lui a supportare uno Stoner in momentanea difficoltà, non dimenticandosi mai di spendere una parola per la squadra e per l'organizzazione interna.

Ci abbiamo parlato, dopo Le Mans, con una lunga chiacchierata nel corso della quale Nicky ha affrontato tutti gli argomenti possibili. Quelli di voi che masticano l'americano, più che l'inglese, li troveranno nell'audio. Per tutti gli altri, ecco un rapido sunto.

LE MANS - "Ho guidato veramente al limite, non sarei potuto andare due decimi più veloce senza cadere, ed ho fatto il mio giro più veloce al 20° giro. Il fine settimana non è stato facile, ma devo essere contento, anche se c'è ancora del lavoro da fare. Al via alcuni scappano via veloci, e devo imparare a farlo anch'io, perché la stagione inizia ora: Mugello, Assen, Barcellona. Proveremo a divertirci questa estate".

LA CADUTA DI STONER - "L'ho vista bene perché era proprio davanti a me, ho visto che l'anteriore gli scappava e poi il suo piede sinistro scivolare dalla pedana. Così a dirlo sembra una cosa accaduta al rallentatore, ed in effetti così mi è parsa perché ad un certo punto l'anteriore lo ha lasciato e lui era appoggiato con il gomito, per provare a stare in piedi, ed io non potevo aprire il gas, perché Casey era sulla traiettoria. Ho aspettato ad aprire il gas finché, con la coda dell'occhio, l'ho visto in ginocchio. Ha perso l'avantreno. E' accaduto anche a me un paio di volte, ad otto giri dalla fine, in frenata alla curva 6, nella parte in discesa...".

NUMERI 1 - "Il numero 1 del team è sempre Casey, ha vinto più gare con la Ducati di chiunque altro, ma da noi è così: dopo la gara Stoner si è congratulato con me e lo ha fatto anche la sua squadra. Non siamo l'uno contro l'altro. Non ci sono muri a dividerci. Bisogna dare credito alla Ducati...loro sono un libro aperto. Tutti i tecnici lavorano nel medesimo camion. Io ho personalmente visto Espargarò che mi ha detto che stava guardando i miei dati per veder dove ero più veloce di lui...il fatto è che in Ducati in realtà non esiste un numero  1".

CRISI - "Stoner ha un problema...ma Casey per i problemi ha la memoria corta. Può incappare nella più brutta caduta della sua vita e quando rientra in pista, accendere subito i caschi rossi del giro veloce. Ricordate la Cina? cadde e letteralmente, risalito in moto furono subito caschi rossi in ogni settore. Lui non mi preoccupa da questo punto di vista. E' capace di vincere le prossime tre o quattro gare. Pioggia, sole, ogni condizione. Attualmente ha un problema, ma ne verrà fuori e probabilmente sarà al Mugello".

CAMPIONI DEL MONDO - "Per provare a rivincere il mondiale personalmente devo fare un grosso passo avanti. Credo in quello che ho e so di non poter fare errori, ma se penso di dover lottare per il mondiale devo pensare a come battermi per la vittoria. Sarebbe un grande passo avanti. Ma non posso parlare del mondiale se non sono ancora salito sul podio, sarebbe stupido".

DUE HONDA DIVERSE - "Visti da vicino Dovizioso e Pedrosa sembrano guidare due moto diverse. Se non vedessi il marchio sulle moto lo penserei. Seguono linee diverse, in alcuni punti la differenza è incredibile. E non è solo questione di stili di guida, anche se è ovvio che usano assetti diversi".

 

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