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La storia: quando il GP d'Austria saltò per neve

Nubifragi, cicloni, nevicate, quando Madre Natura ha la meglio sulle corse


Ragazzi, la cabala è cambiata. Dimenticate il numero 23, quello comunemente associato alla...fortuna. Da oggi la cifra giusta è 46!


Scusateci la battuta, ma la prima cosa che ci è venuta in mente riguardo all'annullamento del GP del Giappone, causa nube di ceneri vulcaniche, è che Valentino Rossi è un ragazzo fortunato. Si fa male e lassù Colui che gli vuole bene, prolunga l'eruzione. Un giochetto che gli costa pochissimo, lo schioccare di un dito.


Scherzi a parte, è sempre una buona cosa quando un pilota riesce a scendere in pista al 100%. Per questo, su un campionato lunghissimo, ben 18 gare, sarebbero giuste due cose: ripristinare gli scarti, come è stato dal 1949 al 1976 quando si potevano togliere un certo numero di Gran Premi e tenere solo i migliori e poi eliminare l'assurdo punteggio attuale che premia i primi 15 in vigore dal 1993.


Oggi sarebbero troppi già i primi 10, com'è stato dal 1969 al 1987, ma tant'è: torniamo a noi, cioè all'annullamento del Gran Premio.


L'ultima gara a saltare, in ordine di tempo, è stato il GP del Qatar, l'anno passato, poi recuperato il giorno dopo, il lunedì, causa diluvio nel deserto. Poi c'è stato il GP di Indianapolis, due anni fa, ma solo per la 250. Ricorderete la storia dell'uragano Ike e la corsa della MotoGP effettuata pericolosamente sotto il diluvio.


Gli agenti atmosferici hanno sempre avuto la meglio sulle moto: nel 1995 fermarono il GP della Malesia della 125, a Shah Alam, per un acquazzone tropicale: vinse Garry McCoy davanti a Perugini. In quei paesi si è sempre a rischio: ricorderete l'annullamento delle prove ufficiali, ancora in Malesia, ma a Sepang, quando si partì con i tempi realizzati nelle libere.


Si rischiò brutto anche a Misano nel 2007, quando un nubifragio mandò addirittura sotto l'acqua i guardrail della curva della Quercia.

L'avvenimento più "bello", sotto questo punto di vista, rimane però il Gran Premio d'Austria, a Salisburgo, nel  1980: saltò causa neve. Ma mica una spruzzatina, quando le squadre arrivarono nel paddock ne trovarono più di un metro e dopo un lungo confabulare, tornarono tutti a casa.


Allora si faceva così: la FIM discuteva con gli organizzatori, che avrebbero fatto correre i piloti con qualsiasi tempo ed in qualsiasi condizione, per non rimetterci i soldi, e qualche volta veniva fuori una decisione giusta. Qualche volta, eh, mica sempre.


Ora le cose vanno meglio, se non fosse per l'organizzazione: ci si affida sempre ai messaggi interni, nulla di ufficiale. Ma la FIM ce l'ha mica un ufficio stampa?


P.S. A proposito: in questo modo, ridendo e scherzando la seconda gara del motomondiale si correrà a Jerez, il 2 maggio prossimo. La Superbike, domenica prossima, correrà la quarta gara, il GP d'Olanda ad Assen. La F.1, da parte sua, ha corso proprio oggi il quarto GP, in Cina. Non è che la MotoGP

concede un po' troppo spazio alle "rivali"?

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