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SBK, Biaggi: "Attenti alla Suzuki!"

Max aspetta la contromossa dal Giappone al debutto del nuovo motore Aprilia

Moto - News: SBK, Biaggi: "Attenti alla Suzuki!"

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Il Gran Premio degli Stati Uniti si svolge al centro del nulla: Miller Park è a 36 miglia da Salt Lake City, eppure questa gara ha un’atmosfera unica, anche rispetto a molte delle tappe europee.

Sarà che nelle gare fuori dal Vecchio Continente gli addetti ai lavori diminuiscono drammaticamente, oppure che negli USA, specie per quanto riguarda le corse, si bada al sodo, ma l’assenza di piume e lustrini ci riporta all’essenza stessa delle competizioni. E ciò oltre a fare molto “Superbike”, ci piace.

La pioggia, che ieri è caduta incessante nel primo pomeriggio, ha costretto gli organizzatori a far svolgere la presentazione della settima prova del Mondiale Superbike all'interno del Campidoglio dello Stato dello Utah e non più ai piedi dello splendido scalone in marmo bianco che si trova davanti all'edificio. Nel grande salone al piano terra del Senato si sono, così, ritrovati in una cornice del tutto particolare, alcuni protagonisti del Mondiale Superbike: Max Biaggi, James Toseland, Leon Haslam, Troy Corser, Noryuki Haga, Jonathan Rea, Roger Lee Hayden e Jason Di Salvo.

Dopo le parole delle autorità presenti che hanno, tra l'altro, sottolineato anche l'importanza economica degli avvenimenti sportivi di alto livello, i piloti si sono trasferiti al Centro Commerciale Gateway dove hanno firmato centinaia di autografi. Purtroppo non si è potuta svolgere, come lo scorso anno, la parata per le vie della città con i ragazzi della Superbike sulle loro moto, seguiti da decine di motociclisti. E’ stato un peccato, ma chi ricorda cosa accadde qualche anno fa in Portogallo, in occasione di un avvenimento simile della MotoGP, con caduta e relativo pilota infortunato ancor prima di scendere in pista, dovrà convenire che non si poteva fare altrimenti.

Ve lo figurate Biaggi, con la RSV-4 con nuovo motore a cascata di ingranaggi che sibila al minimo, mentre smoccola dietro la visiera appannata?

Così il clima è stato molto più rilassato e Max, che si è slogato il polso...ma a firmare autografi, dopo esser stato qualche giorno nella sua casa in California, insieme al fido Marino per preparare questa corsa che potrebbe rappresentare una svolta nel campionato, ha espresso un giudizio decisamente positivo del circuito che sarà teatro della gara di domenica e che si trova a una settantina di chilometri dalla città di Salt Lake City.

"Miller è uno dei circuiti che preferisco - ci ha detto Max - e sono contento che ci si correrà fino al 2014. E' bello, è sicuro, le vie di fuga sono molto ampie, e per andare forte bisogna prendere il ritmo giusto. Addirittura il rettilineo sembra quasi strano in un tracciato come questo, ma non ne interrompe l’armonia".

Un commento positivo che si unisce a quello degli appassionati, vista anche la posizione del circuito che ha come sfondo le montagne sulle quali si sono disputate le Olimpiadi Invernali e che oggi avevano addirittura le cime coperte di neve.

Biaggi è molto popolare anche negli States, dove apprezzano il fatto che abbia scelto di passare molto del suo tempo libero. Qui, per tutti, non è “il Corsaro”, ma “The Roman Emperor”. Perché così lo chiama da tempo la stampa anglosassone. Da lui ci si aspetta che riduca lo svantaggio da Haslam.

"Nel 2009 partendo dalla quarta fila ho disputato un discreta gara (sesto e quarto, ndr). Spies fece due gare da solo e noi dobbiamo partire da lì come riferimento per fare meglio. Il livello del Campionato, quest'anno si alzato molto ed oggi trovi dei piloti partiti dalla terza fila che lottano per la vittoria e non capisci come sono arrivati lì. Un Campionato davvero bello e combattuto. Ma dove le trovi altre gare così? In MotoGP, quando va bene, sono in due".

Biaggi non lo dice apertamente, ma pensa al sorpasso su Leon Haslam. Anche se non nell' immediato.

"Non posso ancora pensare al Campionato e alla classifica - sottolinea - Devo puntare a fare il meglio ogni gara. La classifica è solo una conseguenza".

E’ prudente, Max, come solo un pilota di quasi 39 anni sa esserlo.

"Sarà una gara molto tirata - prosegue - Come a Kyalami si formerà un gruppetto di cinque, sei piloti che staranno davanti: Haslam, Biaggi, Rea, Crutchlow, Toseland e Fabrizio che ha fatto delle belle gare qui".

Insomma, una replica di quanto si è visto finora quest’anno, anche se l’Aprilia tirerà fuori la carta del Supermotore.

Max corruccia il viso: non gli piace sentire parlare in questi termini. Gli avversari parlano di tre, quattro cavalli in più ed una migliore progressione. Lui gioca palla bassa e ammette un solitario cavallino.

"Chiedilo, prima, alla Suzuki cosa avrà! - sbotta - Ormai è certo (lo ha scritto anche GPone.com da Kyalami - ndr) che anche Haslam avrà un nuovo motore, nonostante se non fa grandi dichiarazioni in giro. Il nostro con la nuova distribuzione potrebbe dare qualcosa in più ma gli altri non stanno certamente fermi".

E’ vero, ed è proprio in questo equilibrio tecnico, che al momento in altri campionati non c’è, la forza della Superbike.

Ed è forse anche ciò che tiene ancora in pista Biaggi, che alla domanda per quanto inseguirà ancora il suo sono iridato, non risponde, accenna vagamente a due, forse tre anni ancora, e poi si dilegua fra i tifosi fino a che, come lo Stregatto della fiaba, di visibile rimane solo il pizzetto.

 

 

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