Tutti bravi, ma Biaggi-Melandri-Checa…di più

Che spettacolo, che sorpassi, che show. Si, certo, la Superbike è divertente.
Ma a forza di urlare sul divano e incensare tutti, campionissimi e mezze tacche, pochi si sono accorti che… vincono sempre i soliti noti.

I numeri parlano chiaro, Max, Marco e Carlos sono di un altro pianeta.
Cominciano da quello che ormai non può più vincere il titolo 2012, Carlito Checa. L’anno scorso ha fatto un cappotto clamoroso (15 successi e 20 podi in 26 gare!) ma anche con la Ducati 2012 zavorrata ha portato a casa quattro vittorie.
Adesso che la Bmw Italia gli ha messo sotto gli occhi un biennale, la 1198 è diventata improvvisamente un fardello, ma questo è un altro discorso.
Biaggi è al comando delle operazioni dalla prima gara (4 vittorie), Melandri ha preso in mano la Bmw che non aveva mai vinto ed ha già alzato tre coppe. Senza Marco anche quest’anno la Bmw avrebbe speso decine di milioni per girare in tondo. Leon Haslam, dove sei?

I tre campioni dettano legge (11 vittorie in 15 gare) e agli altri lasciano le briciole: Rea ne ha vinte due, ma ha un passivo di 65,5 punti e a metà cammino la Honda è già fuori dai giochi. Le due vittorie che restano sono poco indicative perchè risultato di gare avversate dal maltempo. Che ha premiato gli outsider Guintoli (Assen) e Sykes a Monza, per altro con punteggio dimezzato).

La conclusione del discorso è molto semplice, anche se nel paddock SBK pochi l’hanno capita: se volete puntare al Mondiale serve un vero top rider, cioè uno dei soliti tre. Con Melandri bloccato da un biennale Bmw che scade a fine 2013, sul mercato restano due pezzi da novanta, o forse solo uno e mezzo. Perchè Checa ha già parlato da ex Ducati e potrebbe aver già firmato un pre-accordo con Bmw Italia.

Gli altri, in questo momento, fanno da contorno.

Prendete Tom Sykes. Okay, in prova è un missile: sei Superpole su sette. Ma in gara la Kawasaki finisce le gomme dopo pochi giri. Succede da un anno e mezzo, mica da ieri: sempre lo stesso problema. Tom è andato a picco perfino sulla pista dove la Kawasaki aveva svolto quattro (?!) sessioni di test: due a novembre, una a marzo e l’altra settimana scorsa. Undici giornate in pista per beccarsi comunque sedici secondi in due manche: sei in gara uno, prima che Badovini si abbattesse sulla speranza di portare a casa almeno il terzo posto, dieci nella seconda per un ottavo posto che ha destato sconcerto. “Ho simulato ben nove volte la gara, qui abbiamo un gran passo e partirò con l’obbiettivo di zittire tutti” aveva avvertito prima del via.

Marco e Max invece hanno zittito lui. Per l’ennesima volta. Adesso forse capite perchè Biaggi, 41 anni, e Checa, quasi 40, non hanno alcuna intenzione di smettere. E perchè anche stavolta, con Melandri già a posto, saranno loro gli uomini d’oro del mercato.

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10 comments on “Tutti bravi, ma Biaggi-Melandri-Checa…di più

  1. stefano delzoppo on said:

    concordo in pieno… ultimamente i top rider scarseggiano sia di qui che in motogp. marco ha dimostrato di essere un vincente con la situazione giusta e con un team che lo supporta ha davvero pochi rivali… se si considera che la bmw è la stessa dell’anno scorso piu o meno e che haslam (seppur la bella gara di donington) ha fatto solo piazzamenti di ripego, chi fa la differenza è marco. per quanto riguarda max… beh non si scopre oggi che è un grande e a mio avviso ha una moto che è un pelino superiore a quella di marco. mentre carlos non lo considero un top rider perchè avrà anche fatto una stagione strepitosa l’altro anno ma la superiorità tecnica della ducati in uscita di curva è imbarazzante…. tanti dicono i 20 kmh di rettilineo…. ma non sanno che la coppia della ducati è di 20-30 nm piu elevata. inoltre in uscita di curva a parità di rpm(mettiamo 8000) la ducati ha piu cavalli….
    6 chili sono tanti ma vedendo i tempi sul giro non vedo quel grande handicap anche se in alcune piste un po da piu fastidio….
    da come la vedo io chi ha piu talento dei tre è marco, poi max e infine checa. piuttosto che checa come toprider metterei un altro… sto parlando di rea… rea ha davvero una moto non all’altezza…. (basti vedere tutti i suoi compagni di marca cos’hanno combianto negli anni) e sarei davvero curioso di vederlo su una aprilia….

  2. Maurizio on said:

    Parole sante! Ma oltre ad avere la curiosità di vedere che cosa farebbe Rea con una moto più competitiva – osservazione più che giusta – sarei altrettanto curioso di vedere Max con una Kawasaki. Anche se poi mi dico….Forza Aprilia!

  3. luca on said:

    Non sono d’accordo, Haslam è stato molto sfortunato nelle gare precedenti e dopo l’errore di Assen e il fattaccio di Donignton probabilmente non corre sereno…c’è anche da dire che in più di un occasione il Melandri se l’è anche messo dietro quindi non lo considererei 1 gradino sotto…meno forte si ma un gradino sotto no.
    Rea con una moto competitiva starebbe li a giocarsela in tutte le gare e non ha nulla da invidiare (se non le moto) ai 3 che dici tu.
    E anche Laverty che all’inizio ha faticato ad adattarsi ora piano piano sta uscendo fuori e dimostrerà, come ha fatto l’anno scorso, di essere pari livello a Melandri… e non dimenticherei Davies che ha dimostrato cosa sa fare ed è cmq un campione del mondo della SS quindi da tener d’occhio.

    Ciao

    • Matteo Guasti on said:

      non direi proprio che Laverty è pari livello con Melandri prendendo ad esempio la scorsa stagione… se guardi la classifica, a parità di gare disputate Marco ha fatto 95 punti in più di Eugene, non mi sembrano pochi !!!

      • luca on said:

        Pari livello intendo che se la può giocare con lui, non sto dicendo che è più forte… e l’anno scorso in molte gare facevano corsa insieme e a volte Eugene vinceva il duello interno….

        Qui si parlava di “gradino sotto” e secondo me analizzando la stagione passata tra i due non c’è la differenza di un gradino…

  4. luca on said:

    dimenticavo:

    L’importante è che il WSBK non si fa scappare i giovani emergenti….Laverty Rea e ora Davies sono i futuri campioni di questa categoria…se facciamo che ad ogni anno si perdono i pezzi (spies 2009 craccilov 2010) la SBK faticherà a ritrovare una propria identità…

    In un certo senso Ezpeleta ha giocato a favore del WSBK con la regola delle 4 moto per casa e con le CRT…

  5. i.am.one on said:

    Che in questo momento della stagione Biaggi, Melandri e Checa sono gli unici che possono vincere è evidente. Ma non darei per scontato che gli equilibri rimangano questi fino alla fine della stagione perchè ci sono dei piloti che stanno emergendo ed altri che sono obbligati ad emergere !

    Melandri è vero ha vinto 3 sulle 3 gare aggiudicate dalla BMW ma è anche vero che almeno 2 occasioni e una sventata da un incidente, c’era il suo compagno di squadra che poteva vincere.
    Un grande merito che va a Marco e soprattutto alla sua squadra (ex Yamaha Italia) è quello di aver concretizzato anni di sviluppo ed investimenti della casa tedesca cosa che sicuramente non si può dire per il suo compagno di squadra e il suo staff.

    Mi piacerebbe che si parlasse dell’argomento Ducati che con le nuove restrizioni non è più competitiva ,fatto salvo per l’inizio di stagione in cui non tutte le squadre a 4 cilindri erano al top e alcune piste “favorevoli” . Inoltre sta perdendo il suo pilota di punta e la nuova Panigale , a detta di quest’ultimo, non potrà compensare il gap!

  6. Gabriele on said:

    3 piloti che si sono formati nelle categorie prototipi. Anche Laverty e Davies così come Guintoli vengono da li. Un caso? Non credo. Specialmente i primi 3 che oltre ad affermarsi nelle categorie inferiori hanno militato per lungo tempo nella massima categoria affinando la propria tecnica di guida maturando al tempo stesso un’ esperienza importante nella messa a punto di mezzi sofisticatissimi….e la sbk di oggi è certamente più prossima ad un prototipo che ad un mezzo di serie dal quale dovrebbe, in teoria, derivare.

  7. Gerardo on said:

    Se è per questo Biaggi è l’unico a far vincere l’Aprilia, tutte le vittorie Aprilia in sbk dal 2009 ad oggi sono firmate Biaggi….
    BMW quest’anno è una spanna sopra……

  8. Marco Tinti on said:

    Senza dubbio Biaggi e Melandri sono i piloti più forti, sarei curioso di vedere Checa su una 4 cilindri se mantiene questo livello di competività.
    Esordì in sbk con la Honda Ten Kate, dove sostituì Toseland, campione uscente,senza fare grandi cose.
    Nella seconda stagione, in campionato, arrivò dietro al suo compagno di squadra Rea,al primo anno in SBK ed a Leon Haslam, che correva con una Honda clienti.

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