Come sarà la Superbike del futuro?

Un pit stop alla 24 ore di Le Mans top event del Mondiale Endurance

Mentre festeggia il 25° anniversario del Mondiale, la Infront sta progettando la Superbike del futuro. Che sarà diversa da quella di adesso.

Il primo obbiettivo è superare la formula delle due manche. Che piace molto al pubblico in circuito, ma non è adatta per la televisione. Gli orari di partenza, 12 e 15.30, sono penalizzanti dal punto di vista dell’audience: non è casuale che MotoGP e F1 partano nello stesso orario, le 14.

Gli appassionati-puristi rabbrividiranno di fronte a questa prospettiva, ma superare le due manche è una scelta obbligata. Con il mercato della maxi sempre più in crisi, le Case non potranno più supportare l’attività sportiva come una volta, quindi la Superbike è davanti ad un bivio: o trova maggiori risorse o sarà costretta a fare passi indietro, riavvicinandosi alla filosofia dei tempi eroici, quando era possibile giocarsi il titolo con la moto presa in prestito dal concessionario.

Valorizzare meglio i diritti tv, cioè chiedere più soldi alle emittenti in cambio di un prodotto più “telegenico”, è il primo passo.
Maurizio e Paolo Flammini hanno già sondato il terreno coi team proponendo loro di correre un’unica gara lunga invece delle due manche in alcuni round del 2013. Si tratterebbe di gare sulla distanza di circa 150-180 chilometri, poco meno della somma delle due gare attuali, per una durata di 70-80 minuti, con pit stop obbligatorio per rifornimento e cambio della sola gomma posteriore. La risposta dei team è stata tiepida perchè si parla di aumentare il budget per allestire il sistema di sgancio rapido della gomma e attrezzarsi per il rifornimento. Un’idea che verrà discussa nel prossimo meeting programmato durante il round di Donington (11-13 maggio) riguarda la fornitura gratis ai team da parte del promoter di tutto il materiale necessario, compresa la tanica per il rifornimento rapido uguale per tutti. In questo modo non ci sarebbero aggravi di costi, né la corsa a soluzioni troppo sofisticate da parte delle squadre ufficiali.

Ma c’è anche un’altra idea sul tavolo: correre sempre due manche, ma in successione. Cioè con una breve sosta necessaria per cambio gomme, rifornimento e piccole regolazioni. Si potrebbe fare così: partenza alle 14, durata del singolo stint leggermente inferiore ad una manche attuale (20-25 minuti), sosta ai box di 20 minuti e ripartenza per gara due sulla stessa distanza. In questo modo sarebbe possibile conservare l’attuale sistema di punteggio, formando la griglia di partenza di gara due secondo l’ordine d’arrivo di gara uno. Ovviamente potrebbero ripartire anche i piloti ritirati nel primo stint. In questo modo non sarebbe necessario spendere nulla per adeguare le moto, che andrebbero bene così come sono. Lo show avrebbe la durata perfetta per le tv: 50 minuti complessivi di gara, più 20 minuti di sosta durante i quali le emittenti potrebbero organizzare speciali, interviste e approfondimenti, sul modello dell’attuale Paddock Show di La7.
Voi come vorreste la Superbike del futuro? Dite la vostra inserendo un commento qui sotto. Vi ricapitolo le varie possibilità:

1.Tutto come adesso: due manche con tre ore di intervallo.
2.Una gara unica, con pit stop obbligatorio.
3.Due gare più brevi ma in successione, con intervallo di 20 minuti.

Se vi viene in mente un’altra ipotesi, fatevi avanti!

Alla 8 ore di Suzuka i pit stop sono determinanti

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15 comments on “Come sarà la Superbike del futuro?

  1. Gabriele on said:

    Buongiorno,

    se mi è concesso vorrei riportare qui una quarta possibile soluzione, unl’idea che a me era venuta in mente nel “lontanto” 2009 su come pensavo (e penso tutt’ora) fosse necessario rivedere il regolamento della sbk.
    Quello che riporto qui di seguito l’ho postato nel marzo del 2009 in un forum.

    “Io penso che il regolamento della SBK abbia portato la categoria un pò alla deriva. Alla deriva rispetto all’idea con la quale è nata la categoria stessa.

    Per me la SBK non dovrebbe annoverare la case costruttrici tra i suoi iscritti.
    Troppe implicazioni, troppe attenzioni e così succede che le moto che vincono sono sempre e solo le ufficiali. I privati, per cercare un pò di notorietà e visibilità, devono spendere vagonate di soldi per stare in scia alle ufficiali.
    E’ un campionato per le derivate di serie? SI. E allora che siano così, derivate dalla grande serie.
    Se le case si “limitassero” a vendere le moto ai team penso sarebbe un campioanto ancor più bello (così com’è comunque mi affascina).
    Potrebbe continuare ad esserci l’elettronica, ma sarebbe uguale per tutti (la F09 credo sia un bel pezzo in avanti rispetto alla F08 ).
    Con la formula attuale ci sono 2 ducati in versione 2009 e qualche privata in versione 2008.
    Se le case vendessero un pacchetto uguale per tutti ci sarebbero più possibilità di veder premiati gli sforzi di quei team che con il loro estro ed i loro piloti riusciranno a “elaborare” al meglio un pacchetto che in partenza è uguale per tutti.
    Se Ducati, piuttosto che Suzuki o Yamaha vorrano primeggiare allora si impegneranno nel produrre una moto dal costo concorrenziale e dalle prestazioni di base migliori.
    Probabilmente Battà non avrà più modo di lamentarsi (giustamente) di vedere dei prototipi di serie, le case spenderebbero molto meno potendo spalmare gli investimenti e lo sviluppo su numeri più ampi.
    Ma soprattutto potrebbe essere un vero campionato delle derivate dalla serie. Come nel mercato della serie, se la moto piace e va bene la vendi, vai incontro alle esigenze dell’utente che nel caso della serie siamo noi. Nel caso delle gare sarebbero piloti e team.
    Mi rendo conto di azzardare un’ipotesi oggi quasi impossibile da attuare, però è pur sempre vero che il regolamento attuale consente oggi alle case di preparare dei prototipi di serie e di farli correre in una categoria che di derivate di serie non ha più nulla.
    Se le case in SBK si “limitassero” a vendere le moto e ad assicurare l’assistenza tecnica (revisione motori ecc ecc) forse il mondiale tornerebbe davvero ad essere effettivamente “PER LE DERIVATE DI SERIE”.
    Eppoi 7 case, si, ma ci sono 2 sole aprilia che un team privato non potrebbe mai e poi mai pensare di poter gestire, idem per BMW, YAMAHA, Ducati…ecc ecc. Oggi Ducati fatica a stare dietro ai costi di gestione di un team vincente. figuratevi che sforzo devono fare i privati, oltretutto per correre con moto dello scorso anno.

    In Gp il discorso è diverso. Le case devono esserci e devono fare lo sforzo migliore, compatibilmente con le loro casse, per mettere in pista la miglior teconologia possibile.
    Tale sviluppo servirà anche per creare un prodotto di serie sempre migliore e più fruibile.
    Si dice che pure in Gp i privati non vincono più. Beh, non si scopre di certo l’acqua calda. ….francamente faccio fatica a ricordare di campionati vinti da privati anche nell’era 500. Qualche gara si, questo è vero, ma parliamo di poca roba.

    Via le case SBK….anzi, mi coreggo, via i team ufficiali dalla SBK!!!
    Le case si, ma come concessionari ufficiali dove tutti possono acquistare il pacchetto base ufficialmente omologato per correre.
    E così salviamo capra e cavoli”

    Da quel 2009 ne son cambiate di cose, via Ducati (per modo di dire), via Suzuki/Batta e via Yamaha.
    Non so, magari son stato un pò “cassandra”, magari un buon veggente. Credo tuttavia debbano far qualcosa al più presto perchè nonostante la regola di una sola moto per pilota la griglia continua a diventare sempre più “povera”.

    Saluti,
    Gabriele

    • Paolo Gozzi on said:

      Gabriele, appunto: stanno discutendo se/come cambiare il format proprio per rendere la SBK più attraente per la TV. La mia idea è che sarà imprescindibile arrivare ad un sistema tipo MotoGP, cioè distribuire parte dei proventi dei diritti tv ai team…Ma se le gare vanno su TV piccole che pagano poco, non potrà succedere…

      • Gabriele on said:

        Io forse mi sono addentrato prettamente nel tecnico, mentre quel che Lei sta trattando è un aspetto decisamente più commerciale dell’evento.
        Ovviamente il successo dell’uno è subordinato alla qualità dell’altro e viceversa. Se il prodotto non funziona non lo vendi, o per lo meno non lo vendi bene.
        Se non hai i mezzi per vendere bene un prodotto fai fatica anche a trovare risorse per svilupparlo ulteriormente.

        Concordo con Lei che la linea da seguire sia quella tracciata da anni, con successo, dalla Moto gp ma, a ben vedere, il potenziale del format televisivo della Infront POTREBBE essere decisamente più simile a quello della Gp (che funziona molto bene) senza doversi inventare chissà cosa. Mi spiego meglio: ciò che Infront offre oggi “a catalogo” non è così difforme da ciò che propone Dorna. La Moto gp, intesa come programma televisivo globale, inizia con Moto 3 alle 11 e termina con Moto Gp alle 14 che, come Lei giustamente faceva notare, è l’orario migliore per garantire audiance di un certo livello, tra l’altro alle 15:30 vanno in onda le partite di calcio del campionato di serie A e questo suppongo contribuisca a disperdere ulteriormente audiance durante il periodo di concomitanza dei 2 campionati (calcio e sbk).
        A partire dalla Moto3 fino ad arrivare alla trasmissione di intrattenimento post gare, il palinsesto della Moto Gp garantisce continuità senza alcuna interruzione che non sia di tipo commerciale e di breve durata.
        Infront attualmente non trova continuità di palinsesto pur avendo a disposizione un listino abbastanza corposo che comprende, oltre alle 2 manche di Sbk, le gare di SS e Coppa del mondo Stock. In Italia in chiaro è possibile seguire solo le due manche di SBK e queste intervallate da una lunga pausa.
        Quanto sopra penso sia un deterrente per il pubblico a seguire le due manche.
        Questo è quanto accade in Italia ma, credo che all’estero, in Europa, le cose non siano così differenti

        In funzione di questo penso che la terza proposta da Lei ha prospettata sia la migliore, ovvero quella delle 2 manche ridotte ed intervallate da breve sosta.
        Se queste 2 manche fossero precedute dalle 2 gare di SS e SSTK credo si completerebbe il pacchetto rendendolo decisamente più appetibile di quanto non lo sia ora. Tra l’altro SS e SSTK solitamente hanno una durata di circa mezz’ora ed offrono spesso eventi decisamente emozionanti.
        Il format a questo punto sarebbe del tutto analogo a quello della Gp.

        A questo punto però resta da capire perchè le grandi emittenti non sono interessate alla SBK. Sono poco interessate per via del palinsesto attuale oppure per l’assenza di nomi importanti tra Piloti e Case costruttrici?
        A ben vedere Suzuki e Yamaha non sono più presenti nella categoria. Di “facciata” non lo è più neanche Ducati, Honda è presente in maniera defilata….insomma, le grandi marche giapponesi sono fuori e senza di loro è inevitabile ci sia meno interesse. Insieme a loro mancano sponsor di rilievo e senza quelli non si canta messa.
        Yamaha non li trova manco per la GP ed Aprilia in SBK corre con le carene neutre così come la Kawasaki e la BMW….questo la dice lunga.
        Se l’interese delle grandi emittenti è basso a causa del palinsesto credo che tra le 3 proposte da Lei evidenziate ce ne sia certamente una capace di dare una svolta.
        Temo invece che il problema si per lo più tecnico e poi commerciale.

        Poi c’è da ragionare su un altro aspetto, forse il più importante di tutti, un aspetto che potrebbe azzerare quanto sopra:
        ricordo Ciabatti una volta disse che alla Dorna loro invidiavano solo la copertura televisiva.
        Ebbene, in Gp solitamente, diciamo da sempre, ci si appassione più per il Pilota che per la moto che guida, mentre in SBK succede esattamente il contrario con tutto ciò che questo implica in fatto di audiance (vedi anche l’effetto Tomba nello sci). Ai piloti si sono affezionati anche persone che una moto non l’hanno mai guidata in vita loro, mentre alla moto (alla moto di serie che potresti comprare al concessionario) solitamente si appassionano “solo” coloro i quali ne hanno una o ne hanno avuta una in passato, dunque il bacino di utenza della SBK potrebbe davvero essere limitato per sua stessa natura.
        Non per niente se ne parla un pò di più da quando vi è approdato un pilota come Biaggi, che a sua volta divideva le folle nei tempi d’oro con un altro grandissimo come Rossi.
        Fenati oggi è la conferma di questo concetto. Ne parlano tutti. Lo è stato anche il Sic, sia nel bene che nel male…
        Di fenomeni esordienti nella SBK ne abbiamo visti pochini e quei pochi che son venuti fuori son passati presto in Gp.
        Se a questo aggiungiamo anche il peso importante della crisi globale…credo che per Ciabatti ed Infront ci sia ben poco da fare per arrivare a certi risultati, semplicemente perchè mancheranno sempre le condizioni vitali insite nell’altro campionato dalla notte dei tempi!
        Si insomma, a pensarci bene….è un bel casino :-)
        Saluti,
        Gabriele

  2. Stefano on said:

    ritorno al passato, quando le superbike erano moto di serie elaborate, selvagge, grintose ma scorbutiche e ci volevano le palle per guidarle!

  3. Gilles on said:

    Tutto come adesso: due manche con tre ore di intervallo.

    E regolamento della attuale STK1000 per la SBK. e via di manetta!!!

  4. giuliano on said:

    come ora. con qualche limitazione alle modifiche del mezzo. e tutte cilindrate uguali.

  5. Lorenzo on said:

    Trovo veramente allettante la tua terza ipotesi, quella delle due gare in rapida successione.
    Credo che, oltre a “confinare” la giornata agonistica per poterla rendere più appetibile per la TV, accentuerebbe ancora di più l’agonismo delle due manche, in una gara di meno di venti giri non ci sarebbe spazio per i tatticismi, non ci sarebbe nemmeno il tempo per allungare i distacchi tra moto con diverse performance, lo spettacolo sarebbe assicurato e non ci sarebbero grandi problemi per la gestione del mezzo come potrebbero esserci con una gara “semi endurance” con pit stop forzato.
    Penso che soprattutto ora la Superbike debba puntare sulla spettacolarità delle gare per contrastare la MotoGP che di contro sta diventando sempre più “deludente”, (dopo i primi cinque giri la gara è sostanzialmente finita: ci si concentra sui cronometri più che sui piloti).

    P.S.: da bravo giornalista specializzato da sottoscala come mi definiresti tu, ho preso spunto dal tuo articolo per rilanciarlo e scrivere le mie considerazioni sul mio blog. ;)

  6. Alberto on said:

    Nettamente l’ipotesi due manche in sequenza. Quoto in tutto Lorenzo.
    Detto ciò, non mi sembra assolutamente secondario il fatto che la stragrande maggioranza degli appassionati auspichi un ritorno alle origini – in termini di specializzazione dei mezzi – della categoria. Infront però pare piuttosto sorda (da anni) su questo argomento.

  7. Lomele Bruno on said:

    Buonasera Sig. Gozzi,
    ritengo che toccare il format della SBK sia un argomento spinoso, perchè l’allettante “format televisivo” spesso ha come contraltare un regolamento celebrotico (vedasi F.1) che spesso non va incontro agli appassionati.
    Questo è un grosso pericolo per la SBK che fa degli appassionati la sua vera spina dorsale e l’unico vero motivo (come giustamente ricordato da Tardozzi) per cui la SBK festeggia i suoi 25 anni, senza di loro la SBK nel 2003 sarebbe morta…..
    Già oggi il nuovo format della Superpole in stile F.1 non piace molto all’appassionato SBK, è più televisivo sicuramente, ma la sfida a giro singolo nelle fasi finali era talmente emozionante che a pensare oggi a quanto è diventata celebrale tra Q1, Q2, Q3 e le “gomme che ci sono ancora o forse sono finite” lascia un bel pò di nostalgia.
    Stesso discorso per il nuovo format, da bocciare sicuramente la soluzione 3, le due gare brevi in successione, già visto nel Wtcc e lo trovai orribile, per non parlare della griglia figlia del risultato di Gara 1, ancora peggio, le due gare devono rimanere due eventi completamente distinti.
    Se proprio bisogna cambiare qualcosa meglio l’idea 2, gara unica lunga circa il doppio ma con cambio gomme e rifornimento obbligatorio.
    La SBK va benissimo così come è, bisognerebbe solo modificare la Superpole facendo la fase finale con il famoso giro secco (e solo lì poter usare la gomma da Superpole) e limitare l’elettronica.
    Questo è quello che penso.
    Saluti, Bruno.

  8. Corrado on said:

    Come vorrei la SBK del 2013??? come quella dagli anni 1995 al 2000..bella spettacolare senza troppi fronzoli, magari con Lei e Lucio Rizzica in cabina di commento!!!troppa elettronica , troppi interessi,sempre le stesse faccie, pochi giovani e pochi team serii che investono sui giovani e non nego che queste CRT abbiano un po destabilizzato la SBK perchè se un team come quello di Sacchi investe quanti 3/4 milioni di euro per fare la Motogp con riscontri zero bhe con quella cifra li in SBK metti su un buona struttura per stare li davanti non credete???
    Io spero che Flamini e Ciabatti s’ impegnino per far si che la SBK ritorni quella di un tempo!!
    Le faccio i complimenti per la tua telecronaca della gara SBK di Monza del CIV, ha detto cose giustissime che solo gli adetti ai lavori osservano e chi sta fuori come un semplice appasionato non capisce..io ero a Monza (l ho anche vista nel box barni) e spero possa di nuovo commentare le gare,serve gente esperta come lei!!!

    La seguo su twitter!!!! ormai il futuro del giornalismo sono questi social network

  9. Doriano on said:

    Se per essere appetibili alle TV generaliste bisogna snaturare un format che funziona da 25 anni, io non ci sto. Già con il cross han provato tutti i format possibili col risultato che non vanno più manco su eurosport…….. si potrebbe invece lavorare sulla riduzione dei costi adottando una filosofia più stock, raggiungendo così anche l’obbiettivo di avere maggiore sicurezza, perchè le prestazioni di queste moto stanno andando oltre la sicurezza passiva di certe piste storiche e non solo, come già trattato di recente. E in ogni caso non è ipotizzabile adesso come adesso una SBK su RAI 2 o RAI 3, finirebbe al massimo su Raisport tipo lo sci……… e non mi parrebbe un grosso passo avanti…….. per le altre nazioni non mi sbilancio, ma è così bello essere originali……..

  10. Gabriele on said:

    A proposito dei team ufficiali:
    in sbk impazzano le novità tecniche, arrivano praticamente ad ogni gara e finisce così che tra forcelloni nuovi, motori evoluzione, aggiornamenti di elettronica ecc ecc. si finisce di sperimentare e sviluppare più roba in SBK che in Moto GP.
    Sto esagerando??

  11. beppe on said:

    Come adesso, 2 manche vanno benissimo ma senza elettronica come il BBS.

  12. ioricorse on said:

    La Superbike è probabilmente l’unica tra le serie top a mantenere al centro il pubblico in pista, un’isola felice, pertanto da appassionato sono per difendere strenuamente il format attuale, anche perché è il simbolo stesso della categoria.
    Al limite si potrebbe prevedere una gara-evento, sulla falsariga delle leggendarie 200 miglia di Imola e Daytona, quindi mini-endurance e da riproporre sullo stesso circuito sulle rive del Santerno. Sarebbe un modo per creare un grande interesse mediatico e una volta di più per andare controcorrente e verso il pubblico (le gare evento danno quasi fastidio agli organizzatori delle maggiori serie mondiali, per loro l’ideale è avere 20 GP in ogni angolo del globo, possibilmente tutti egualmente importanti, e che paghino un corposo gettone per ottenere la gara).
    Viceversa un campionato tutto mini-endurance, con pit per le gomme e rifornimento, lo temo per le implicazioni, e le complicazioni, che potrebbe comportare una svolta di questo genere. Con all’orizzonte un’esasperazione di strategie e simili (poco apprezzate, forse, dall’appassionato Sbk), oppure un campionato “minore”, quasi una endurance vera e propria, perché snobbato magari dalle prime linee, in quanto troppo specialistico e con ritorni giudicati non sufficienti.
    Rimarrebbe l’ipotesi due manche vicine stile WTCC, non così avvincente però come l’attuale formula, una via di mezzo non altrettanto entusiasmante.
    Che io quindi manterrei, a costo di fare un passo indietro, in materia di regolamenti (al pubblico andrebbe benissimo anche un regolamento semplificato, una “stock +”) e spiegamento di mezzi da far invidia alla Gp.
    Capisco anche però, che per crescere e ambire alle TV “importanti” il format attuale probabilmente non rappresenta l’ideale. Bisogna essere altrettanto consci però che ogni cambiamento non sarebbe del tutto indolore per gli appassionati.
    La (non) gara di ieri di Monza ha evidenziato altri problemi(evidenziatisi per uno scherzo del destino proprio nel giorno delle auto-celebrazioni del 25°anno), di ben maggiore priorità , ma anche il format del Week end di gare non è estraneo ad alcune delle decisioni prese (il tempo, non solo quello meteorologico, era tiranno), quindi una decisione in tal senso potrebbe subire ulteriori input dopo gli accadimenti brianzoli.

  13. Gabriele on said:

    Dopo aver appreso del passaggio della SBK su Mediaset….questo topic ora (per noi) ha il suo perchè.
    Per Lei Gozzi “un perchè” lo aveva già da prima :-)

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