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	<title>Commenti a: Quando Assen era l&#8217;Università</title>
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		<title>Di: Anonimo</title>
		<link>http://www.gpone.com/paologozzi/2012/04/26/quando-assen-era-luniversita/#comment-17</link>
		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 23:03:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[...]  [...]]]></description>
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		<title>Di: Gabriele</title>
		<link>http://www.gpone.com/paologozzi/2012/04/26/quando-assen-era-luniversita/#comment-16</link>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 10:14:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Di quel filmato dell&#039;82 mi hanno colpito in particolar modo le &quot;staccate&quot;.... 
In quel periodo le 500 2 tempi avevano circa 130 cv e pesavano intorno ai 120 Kg.   
Pensando ai tempi nostri e guardando con attenzione dove iniziavano a staccare quelle moto li, ci rendiamo conto di quanto tecnica e tecnologia hanno &quot;rivoluzionato&quot; il mondo delle corse ma, non soltanto quello; in generale hanno rivoluzionato quello della motocicletta. 
Guardando la F.1 l&#039;effetto è ancor più marcato.
Dunque affrontando quest&#039;argomento da un punto di vista prettamente tecnico dico che Assen di allora era si assolutamente fascinosa ed incredibilmente emozionante ma, forse era divenuta anacronistica già negli anni 90. Così come anacronistiche sono oggi Imola e Monza. Kylami per fortuna è stata cancellata dal calendario!!
In quest&#039;ottica penso che in un futuro non molto lontano anche il Mugello, tanto per dire di un&#039;altra pista di casa nostra, potrebbe diventare una pista &quot;da rivedere&quot;. Se la corsa alla prestazione assoluta dovesse continuare la sua &quot;lotta&quot; contro il cronometro allora c&#039;è da guardare al futuro più che al passato. Sotto questo punto di vista l’operazione CRT potrebbe essere vista anche come una sorta di livellamento verso il basso delle prestazioni  ma, sarà una parentesi di breve durata, basta guardare la Moto2 che già lo scorso hanno girava più veloce della 250 più o meno su tutte le piste del Mondiale. E comunque CRT convive con la GP che di livellare verso il basso non ne vuol certo sapere neppure ora che il gioco verrebbe buono per risparmiare un bel po’ di soldini!

Sentimentalmente, invece, non discuto su quanto riportato in questo blog: a me viene nostalgia già solo a guardare l&#039;abbigliamento delle persone sugli spalti, le tute dei piloti, i caschi, i box, i camper e le roulotte dei piloti...eppure credo che non ci sia un solo pilota di quelli del passato che non benedica oggi il progresso che tecnica e tecnologia hanno apportato anche nel campo della sicurezza attiva e passiva. In ragione di ciò fa un po’ rabbia sapere che la tecnologia mette oggi a disposizione della sicurezza uno strumento come l’air fence che però in molti casi lascia ancora spazio a muretti e guard rail a centro pista!! Hai voglia poi a promuovere campagne per eliminare le “lame bastarde” dalle strade di tutti i giorni!!
Saluti, 
Gabriele]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Di quel filmato dell&#8217;82 mi hanno colpito in particolar modo le &#8220;staccate&#8221;&#8230;.<br />
In quel periodo le 500 2 tempi avevano circa 130 cv e pesavano intorno ai 120 Kg.<br />
Pensando ai tempi nostri e guardando con attenzione dove iniziavano a staccare quelle moto li, ci rendiamo conto di quanto tecnica e tecnologia hanno &#8220;rivoluzionato&#8221; il mondo delle corse ma, non soltanto quello; in generale hanno rivoluzionato quello della motocicletta.<br />
Guardando la F.1 l&#8217;effetto è ancor più marcato.<br />
Dunque affrontando quest&#8217;argomento da un punto di vista prettamente tecnico dico che Assen di allora era si assolutamente fascinosa ed incredibilmente emozionante ma, forse era divenuta anacronistica già negli anni 90. Così come anacronistiche sono oggi Imola e Monza. Kylami per fortuna è stata cancellata dal calendario!!<br />
In quest&#8217;ottica penso che in un futuro non molto lontano anche il Mugello, tanto per dire di un&#8217;altra pista di casa nostra, potrebbe diventare una pista &#8220;da rivedere&#8221;. Se la corsa alla prestazione assoluta dovesse continuare la sua &#8220;lotta&#8221; contro il cronometro allora c&#8217;è da guardare al futuro più che al passato. Sotto questo punto di vista l’operazione CRT potrebbe essere vista anche come una sorta di livellamento verso il basso delle prestazioni  ma, sarà una parentesi di breve durata, basta guardare la Moto2 che già lo scorso hanno girava più veloce della 250 più o meno su tutte le piste del Mondiale. E comunque CRT convive con la GP che di livellare verso il basso non ne vuol certo sapere neppure ora che il gioco verrebbe buono per risparmiare un bel po’ di soldini!</p>
<p>Sentimentalmente, invece, non discuto su quanto riportato in questo blog: a me viene nostalgia già solo a guardare l&#8217;abbigliamento delle persone sugli spalti, le tute dei piloti, i caschi, i box, i camper e le roulotte dei piloti&#8230;eppure credo che non ci sia un solo pilota di quelli del passato che non benedica oggi il progresso che tecnica e tecnologia hanno apportato anche nel campo della sicurezza attiva e passiva. In ragione di ciò fa un po’ rabbia sapere che la tecnologia mette oggi a disposizione della sicurezza uno strumento come l’air fence che però in molti casi lascia ancora spazio a muretti e guard rail a centro pista!! Hai voglia poi a promuovere campagne per eliminare le “lame bastarde” dalle strade di tutti i giorni!!<br />
Saluti,<br />
Gabriele</p>
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		<title>Di: Francesco</title>
		<link>http://www.gpone.com/paologozzi/2012/04/26/quando-assen-era-luniversita/#comment-15</link>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 08:17:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una buona dose di nostalgia da cui trasuda una grande passione. La mia prima gara in circuito è stata il 1996 ad Imola, quando Rossi era in 125, e Biaggi e sfidava Doohan in 500. Solo un decennio dopo i fatti da lei narrati ma già era cambiato tanto e me ne rendo conto solo ora (all&#039;epoca avevo solo 8 anni e mi ricordo solo il torace che vibrava contro le reti quando i piloti aprivano il gas all&#039;uscita della Tosa). Queste piste mitiche valorizzano il coraggio del pilota, portandolo a diventare qualcosa di più che un semplice uomo, ma in un motociclismo moderno così tecnologico, veloce, non c&#039;è più spazio per il dubbio sulla sicurezza dei tracciati, anche se mi piacerebbe vedere la RC213v sulla nordschleife... Perchè i ragazzi muoiono, e se una volta questo era la diretta conseguenza di uno sport giovane e di una tecnologia non all&#039;avanguardia, oggi non si può più rischiare, ci sono troppe bare piene. Come motociclista so bene che non è la larghezza della pista che fa la sicurezza (il Sic a Sepang) o la via di fuga più ampia (Tomizawa a Misano, Oscar McIntyre a Philipp Island, Lascorz non ha sbattuto contro il muro)... purtroppo il mondiale SBK di quest&#039;anno sta portando alla luce il fatto che è la velocità il pericolo più grande. E la nostra passione più forte.  Io penso che di rischio ce n&#039;è abbastanza nei tracciati attuali, con le moto attuali; si potrebbe discutere poi sul perchè anche le motogp debbano calcare gli asfalti di Tilke (i frena-accelera da F1) piuttosto che più tortuosi nastri con gli standard di sicurezza odierni, che conterrebbero anche le velocità, garantendo comunque lo spettacolo.  Ma questo è un altro discorso. Scusi se mi sono dilungato ma come lei ho una grande passione per questo sport  che tra sponsor, contratti, lobby e crisi economica, sta vivendo un momento particolare ed è difficile creare nuovi miti e leggende. Ma chi ha provato a guidare in pista lo sa, anche se magari è troppo orgoglioso per ammetterlo, che anche oggi si emoziona quando Pedrosa passa Stoner in staccata sbandierando a 340 km/h, o vedendo Stoner appeso alla moto di traverso.
Cordiali Saluti
Francesco]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una buona dose di nostalgia da cui trasuda una grande passione. La mia prima gara in circuito è stata il 1996 ad Imola, quando Rossi era in 125, e Biaggi e sfidava Doohan in 500. Solo un decennio dopo i fatti da lei narrati ma già era cambiato tanto e me ne rendo conto solo ora (all&#8217;epoca avevo solo 8 anni e mi ricordo solo il torace che vibrava contro le reti quando i piloti aprivano il gas all&#8217;uscita della Tosa). Queste piste mitiche valorizzano il coraggio del pilota, portandolo a diventare qualcosa di più che un semplice uomo, ma in un motociclismo moderno così tecnologico, veloce, non c&#8217;è più spazio per il dubbio sulla sicurezza dei tracciati, anche se mi piacerebbe vedere la RC213v sulla nordschleife&#8230; Perchè i ragazzi muoiono, e se una volta questo era la diretta conseguenza di uno sport giovane e di una tecnologia non all&#8217;avanguardia, oggi non si può più rischiare, ci sono troppe bare piene. Come motociclista so bene che non è la larghezza della pista che fa la sicurezza (il Sic a Sepang) o la via di fuga più ampia (Tomizawa a Misano, Oscar McIntyre a Philipp Island, Lascorz non ha sbattuto contro il muro)&#8230; purtroppo il mondiale SBK di quest&#8217;anno sta portando alla luce il fatto che è la velocità il pericolo più grande. E la nostra passione più forte.  Io penso che di rischio ce n&#8217;è abbastanza nei tracciati attuali, con le moto attuali; si potrebbe discutere poi sul perchè anche le motogp debbano calcare gli asfalti di Tilke (i frena-accelera da F1) piuttosto che più tortuosi nastri con gli standard di sicurezza odierni, che conterrebbero anche le velocità, garantendo comunque lo spettacolo.  Ma questo è un altro discorso. Scusi se mi sono dilungato ma come lei ho una grande passione per questo sport  che tra sponsor, contratti, lobby e crisi economica, sta vivendo un momento particolare ed è difficile creare nuovi miti e leggende. Ma chi ha provato a guidare in pista lo sa, anche se magari è troppo orgoglioso per ammetterlo, che anche oggi si emoziona quando Pedrosa passa Stoner in staccata sbandierando a 340 km/h, o vedendo Stoner appeso alla moto di traverso.<br />
Cordiali Saluti<br />
Francesco</p>
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