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IL FATTO 03/06/2007
Rossi re d'Italia e Pedrosa s'inchina. Sul podio una Ducati, ma è Barros
 Una partenza a razzo aiuta Stoner a scattare al comando. Subito alle sue spalle si piazzano Vermeulen e Capirossi, che ha sverniciato immediatamente la Suzuki sul rettilineo, quindi uno dietro l’altro sfilano Melandri, Barros, Pedrosa, Rossi, Hopkins, Hayden ed Elias.
Il ritmo da subito è elevatissimo ed il primo a farne le spese è De Puniet che vola mentre si trovava in 14esima posizione.

Al terzo passaggio rombano le Desmosedici con Stoner e Capirossi uno nella scia dell’altro. La coppia in Rosso si affianca sul rettilineo ed è Loris che passa al comando, mentre alle spalle dei due rincorrono Melandri e Pedrosa. Poi, leggermente più staccati, transitano Hopkins, Rossi e Vermeulen, poi Barros ed Elias.

Al quinto giro l’imolese commette un errore e Stoner torna a condurre: per pochissimo, però, fra i due litiganti ha la meglio Pedrosa, mentre Melandri mantiene la terza posizione davanti a Rossi che però nel corso del giro lo infila.

E’ scatenato, il pilota della Yamaha: al sesto giro supera anche Stoner e si getta a caccia di Pedrosa così sul traguardo al settimo giro sfilano Pedrosa, Rossi, Stoner, Melandri, Hopkins, Barros, Capirossi e Vermeulen.

Gli serve un giro di studio a Valentino: nel corso del nono attacca e supera anche Pedrosa passando per la prima volta in testa sul rettilineo. Nel corso del giro il pesarese da due decimi a Dani e quattro a Casey. Ma mancano ancora 14 giri al traguardo.

Dopo dieci giri, comunque, la situazione si è delineata: la Yamaha di Valentino detta il ritmo, inseguito dalla Honda e dalla Ducati. Hopkins insegue staccato di 1”3 con in scia Barros, quindi c’è Capirossi a quasi 4” con attaccato Melandri ed Elias. A quasi 6”, in nona posizione, sfreccia Nicky Hayden.

E’ il momento di fare un primo bilancio: con l’asfalto asciutto evidentemente le Michelin vanno. Nel corso di due passaggi, infatti, il vantaggio di Rossi e Pedrosa su Stoner sale a due secondi, mentre l’australiano si difende dagli attacchi della Suzuki di Hopkins e Barros rimane all’erta nella top five.

La testa della corsa è tutta qui. Il sesto, Capirossi, ha infatti già oltre 7” di svantaggio, ma pare controllare agevolmente la coppia del team Gresini, Elias e Melandri, mentre Hayden transita staccato di oltre 13”.

A questo punto le posizioni si cristallizzano e Vale si limita a controllare Dani, con un cuscinetto di poco più di un secondo, mentre Stoner è ormai staccato di quattro e deve subire anche l’attacco di Alex Barros alla guida della GP7 “Satellite”. Il brasiliano studia per un po’ il compagno di marca, quindi lo supera con facilità nel corso del 21° giro.

Ormai la corsa è una teoria di passaggi isolati, Rossi, Pedrosa, la coppia della Ducati, quindi Hopkins e poi Capirossi ed Elias, con Melandri staccatissimo a meno venti secondi: non è una gara molto eccitante.

Ad un giro dalla fine molla anche Dani Pedrosa e quello di Valentino è un ultimo passaggio trionfale. Resta da vedere la volata “fratricida”. La vince Barros: non è il finale che la Ducati si aspettava.

Bautista gioca duro con Lorenzo. De Angelis secondo

 Prima ha fatto arrabbiare De Angelis, superandolo varie volte con il rischio che Lorenzo, là davanti, potesse fuggire indisturbato. Poi ha letteralmente fatto infuriare “Por Fuera”, infilandosi all’interno del maiorchino all’ultimo giro con una manovra molto decisa. Alvaro Bautista ha vinto la sua prima gara in 250 correndo un Gran Premio al limite, senza esclusione di colpi.

La svolta, dopo una battaglia con le altre due Aprilia di Lorenzo e De Angelis durata praticamente tutta la gara, è appunto arrivata nelle ultime curve: con il sammarinese davanti, Bautista non ha esitato a infilarsi nel varco tra il cordolo e la moto di Lorenzo, giungendo al contatto con la moto del maiorchino, che dopo il contatto ha dovuto allargare sull’erba cadendo.

 Bautista si è poi lanciato all’inseguimento di De Angelis, percorrendo alla grande la curva che immet
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