Caso doping: l'Aprilia in ansia cerca un sostituto per Andrea Iannone

La conferma della positività del campione B del pilota di Vasto spinge la casa veneta ad attuale il 'piano B'. La rosa dei candidati a sostituire Iannone con un pilota di pari valori è esigua, quasi inesistente. E il rischio è quello di vanificare lo sforzo tecnico


Con la conferma della positività del secondo campione di urina, peraltro scontata, il 'caso Iannone' entra nella seconda fase, dopo quella della comunicazione FIM inviata al pilota dell'Aprilia per la positività al Drostanolone lo scorso 17 dicembre.

A questo punto però le strade del campione di Vasto e dell'Aprilia si separano. Se da un lato, infatti, la casa veneta per voce del Ceo Massimo Rivola ha espresso vicinanza e solidarietà al suo pilota, dall'altro è suo obbligo preparare un piano B nel peggiore dei casi: una sospensione od addirittura una squalifica di Iannone che inibisca al pilota la partecipazione ai test o, peggio, addirittura a tutto o a parte del motomondiale.

La prima ipotesi, impossibilità di partecipare ai test, rappresenterebbe certo un danno, dato che di fatto Andrea viene visto come elemento trainante del progetto anche se in pista le sue prestazioni non sono state superiori a quelle del compagno, Alex Espargaro.

La realtà però è che si tratta di un problema minore, risolvibile semplicemente facendo proseguire i test che iniziano il 2 febbraio a Sepang al pilota collaudatore, Bradley Smith.

La seconda ipotesi, squalifica del pilota, si presenta invece decisamente più impegnativa: si tratta di decidere infatti se 'promuovere' Smith a titolare, e cercare un sostituto per il test team che potrebbe essere già stato individuato, o trovare un altro pilota. Qualcuno, come Karel Abraham, l'unico attualmente libero, si è offerto, ma certo l'offerta del mercato in questo momento è risibile.

Eppure questo è il difficile compito di Massimo Rivola, visto che i tempi della giustizia sportiva in caso di doping sono generalmente lunghi. Il piano B, dunque, va trovato oggi, non domani.

L'Aprilia non può permettersi dunque di attendere la raccolta di elementi difensivi da parte dell'avvocato di Andrea Iannone, Antonio De Rensis, né tantomeno aspettare il dibattito davanti alla Disciplinare Internazionale, a cui dovrà seguire una prima sentenza dopo ben 45 giorni a cui inevitabilmente potrà seguire un appello al Tas di Losanna. Deve decidere, ora.

La casa di Noale ha fatto la sua parte, garantista, nei confronti del proprio pilota, e non poteva essere altrimenti, ma a questo punto Rivola ha in mano la sua maniglia del paracadute. E deve aprirla, perché non può aspettare l'apertura di quella di Andrea.

Anche tenendo conto dello sforzo tecnico ed economico di cui l'ingegner Romano Albesiano è responsabile.

Il rischio, visto che i risultati latitano da troppi anni, è quello di uno schianto. E probabilmente la pazienza di Colaninno non è infinita.

 

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