La vittoria di Vinales ed il podio di Dovi complica i piani Ducati

Maverick ha raffreddato i bolognesi: "non penso al futuro", ha detto. E Dovizioso rimane pur sempre il migliore fra i ducatisti. Si arena la guerra-lampo sul mercato piloti della Nazionale Rossa


La vittoria di Maverick Vinales in Malesia complica, e non di poco, l'anticipatissimo mercato piloti a cui la Ducati è costretta più degli altri team.

Se, infatti, la casa bolognese fino a ieri poteva contare su una certa insoddisfazione dello spagnolo, non solo economica, il fatto che la Yamaha abbia rialzato così prepotentemente la testa lo ha fatto pensare.

Se a ciò aggiungiamo che negli ultimi due Gran Premi Maverick è stato l'unico pilota ad impegnare Marquez, battendolo a Sepang con la tattica che ha contraddistinto i titoli di Jorge Lorenzo, cioè l'elevato ritmo di gara che non dà all'avversario la possibilità di rientrare, ecco che per Lin Jarvis il suo valore è tornato a lievitare. Anche perché i due giovani galli del pollaio, Fabio Quartararo e Franco Morbidelli, hanno corso al di sotto delle aspettative.

Questo perché se per fare le pole position ci vuole soprattutto coraggio, per vincere le gare serve l'esperienza.

L'entusiasmo di Vinales per l'interessamento Ducati si è raffreddato

Ciò ha comportato un improvviso raffreddamento dell'entusiasmo con il quale Vinales aveva accolto l'interessamento della Ducati. Intendiamoci: non pregiudica nulla, ma se la casa di Borgo Panigale aveva fretta di concludere, il successo della Yamaha a Sepang allungherà inevitabilmente i tempi.

Questo è il senso delle dichiarazioni di Maverick Vinales quando nel dopo gara ha ribadito la sua intenzione di pensare più che al futuro, al momento presente. Si è preso cioè un momento di riflessione per esaminare ciò che la casa di Iwata ha ancora da offrirgli.

In un certo senso sono comunque bei problemi da avere per la Yamaha che si ritrova in squadra due giovani che vanno forte, un pilota ancora giovane tornato ad andare forte e il vecchio ma sempre solido Valentino Rossi che con il 4° posto ha confermato che quando ha fra le mani una buona moto, lui per la lotta per il podio c'è sempre.

Il successo di Maverick è stata una doccia fredda per gli uomini in rosso

Se il successo di Maverick è stata una doccia fredda per gli uomini in rosso, perché da una parte può averli convinti ancor di più che è Maverick l'uomo su cui puntare per il 2021, ma dall'altra ha rafforzato il suo legame con la Yamaha, anche il terzo posto di Andrea Dovizioso rappresenta un problema.

Già perché, alla fine, è sempre e solo il forlivese a concretizzare il risultato alla domenica. Anche se non con quella 'spinta' che Gigi Dall'Igna vorrebbe vedere nel suo pilota di punta. Ma Dovi è così: un bel diesel sovralimentato. Va forte e consuma poco, metaforicamente perché il suo ingaggio è cresciuto un bel po', ma non bisogna aspettarsi da lui gare all'arrembaggio anche se a Sepang ha corso una bella gara contro Valentino Rossi.

La realtà, però, è che non avrebbe vinto il duello se non avesse potuto contare sulla maggiore velocità e migliore accelerazione della sua Ducati che ha tenuto a bada la Yamaha.

Cioè: Valentino era lì, ma Andrea non ci sarebbe stato senza i punti di forza della Desmosedici che da tre anni, checché se ne dica, è la migliore moto del mondiale.

Dovi non è stato soddisfatto del suo duello con Rossi: sperava di battersi con Marquez

In questo senso il fatto che Dovizioso abbia duellato per l'intero Gran Premio con Rossi e la sua Yamaha, non gli fa onore. Ed infatti Dovi stesso non è apparso soddisfatto, tanto da dichiarare addirittura che lui si aspettava di battersi contro Marquez, non contro Vale.

Del resto, per rimanere in casa Ducati, questo è ciò che passa il convento: Andrea è un pilota di sicura affidabilità e al desiderio di cambiarlo per un giovane più arrembante fa da contraltare il fatto che senza di lui dove sarebbe la Rossa?

Miller e Petrucci non sono il futuro della Ducati, faticano ad essere il presente

Miller è il solito tappo di...Prosecco che fa le bollicine al via, ma poi il più delle volte si fa risucchiare dal gruppo; Petrucci si è involuto ed il suo rendimento è lontano da quello di inizio stagione. Dove andiamo, si stanno interrogando i bolognesi, con due piloti che su una pista come quella di Sepang fanno 8° e 9°.

Così abbiamo parlato dei primi, migliori, piloti del campionato e come per Yamaha e Ducati il mercato piloti, che avrebbero voluto molto anticipato, si allunga di un bel po'.

Ci saranno altre telefonate, scambi di mail e telefonate, viaggi di manager, ma saremmo sorpresi se portassero a breve a qualche risultato concreto. Anche perché lo stesso Valentino Rossi dopo aver annusato il podio con il 4° posto si prenderà quantomeno il primo terzo della stagione 2020 prima di decidere del suo futuro...

 

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