Lo strano caso del grande Jorge e del campione Lorenzo: potrebbe imitare Prost

Zarco è uscito dal contratto KTM senza la certezza di un posto in MotoGP nel 2020. Il maiorchino se non riuscisse a raddrizzare la stagione con la Honda potrebbe scegliere un sabbatico. Alain Prost lo fece e, umiliato dalla Ferrari, rivinse il titolo dopo un anno di stop


Nell'era di Internet una semplice telefonata per accertare una indiscrezione nella quale non si crede può generare un 'si dice' capace di infiammare il web.
Stiamo parlando, ovviamente dell'atteso rientro di Jorge Lorenzo a Misano, dopo la discussa apparizione a Silverstone nel corso della quale il maiorchino non è andato oltre il 14esimo posto, ad oltre 56" dal vincitore, Alex Rins.

Un risultato che Jorge ha definito una vittoria, considerando il suo stato fisico.

L'indiscrezione di un possibile nuovo forfait di Lorenzo è apparsa su un sito francese, per poi affacciarsi, ma senza troppo seguito, anche sul web italiano.

Questo genere di notizie alimenta sempre curiosità per cui non è una sorpresa che, come una nave fantasma, sia riaffiorata nel campo Ducati a Portimao, nel corso della Superbike.

Poiché il nostro lavoro è controllare, nei limiti del possibile, tutte le informazioni, senza dare nulla per scontato, abbiamo fatto una telefonata in Germania per capire dall'unica fonte che potrebbe saperne qualcosa, Stefan Bradl, se in HRC ci fosse una qualche allerta tale da mettere in preallarme il collaudatore che fino ad oggi ha sempre sostituito il maiorchino.

"La mia ultima informazione è che Lorenzo tornerà in pista a Misano - ha detto l'ex iridato della Moto2 - non ho alcuna informazione che dica il contrario".

L'esempio di Johann Zarco e la KTM

Potrebbe bastare per scartare l'informazione come una delle tante bufale che si leggono in giro. In realtà la situazione di Jorge Lorenzo è sotto la lente perché una stagione così al di sotto delle aspettative nessuno se lo aspettava.

Jorge, attualmente, è solo 19° in campionato, con un 11° posto a Le Mans come miglior risultato, ma quel che è più importante è che non si vede come possa, nei restanti sette Gran Premi - Misano, Aragon, Buriram, Motegi, Phillip Island, Sepang e Valencia - riprendere un accettabile stato di forma in grado di farlo battagliare nelle posizioni che gli competono.

Di più: non si riesce a capire come possa affrontare ancora un 2020 che, alla luce della mancanza di confidenza con la RC212-V tagliata su misura per Marc Marquez, appare difficilissimo.

Una situazione, per certi versi, simile a quella affrontata da Johann Zarco che al Red Bull ring ha annunciato di aver risolto il contratto che lo legava alla KTM.

"Non posso correre per i soldi, non dormo la notte", la dichiarazione del pilota francese.

Onore a lui, ma anche alla casa austriaca che, evidentemente, ha preferito liberarsi di un pilota veloce, ma incapace di interpretare la MotoGP di Mattighofen.

La filosofia Honda e l'ombra di Alain Prost

La Honda, sotto questo punto di vista, pensiamo abbia un'altra filosofia: veder partire Lorenzo per l'HRC equivarrebbe ad ammettere che la sua moto non è guidabile da tutti. Una cosa che è sotto gli occhi del mondo visto che ci vince solo Marquez, ma lasciar libero Lorenzo sarebbe eclatante. Una bomba sul motomondiale. Figurarsi poi lasciarlo libero di tentare, come Zarco, di salire su un'altra moto. E magari vincere!

Ve la ricordate, sempre in Austria, il breve tentativo di Gigi Dall'Igna di riportare la pecorella all'ovile?

Per questo motivo siamo dell'opinione che l'unica opzione possibile, per Jorge, qualora volesse veramente liberarsi, sarebbe quella di accettare un anno sabbatico. Del resto già a fine di questo anno si inizierà a parlare di contratti in ottica 2021, visto che nel 2020 scadranno praticamente tutti gli accordi in essere fra piloti e case nella MotoGP.

Sarebbe un anno alla Alain Prost, che non corse nel 1992, dopo il licenziamento dalla Ferrari, per tornare a vincere poi il mondiale l'anno successivo, con la Williams, prima di ritirarsi definitivamente.

Uno scenario difficile, che presuppone un campione dotato di grande sicurezza in sé stesso. Perché no?

 

Articoli che potrebbero interessarti