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La Formula E tira la volata alla Moto E

Il successo della 'corsa elettrica' di Roma ci pone di fronte al nostro futuro: la MotoE avrà lo stesso ritorno?

La Formula E tira la volata alla Moto E


Sabato scorso abbiamo avuto, grazie alla Formula E a Roma, una prefigurazione di quello che potrebbe portare la Moto E nel motomondiale.
Sicuramente un approccio nuovo alla competizione.

Tutti noi amanti del motore a scoppio siamo infatti ormai visti come una specie di untori ed anche se scherzando io continuo a sostenere che un motore che non brucia benzina e non urla appartiene ad un elettrodomestico, la realtà è che quel che importa veramente è la velocità.

Quella che gli americani, che pure sono messi peggio di noi quanto a poter spingere sull’acceleratore, chiamano “The Need for Speed”.
Beh, quella ce la può dare anche un elettrico, anche se al momento, certamente, le prestazioni di una F.1 o di una MotoGP sono fuori portata.
Ora, ma in futuro?

Per il momento però la Formula E, al di là della competizione che pure esiste, è una grande operazione di marketing.
A Roma, infatti, c’erano tutti: dal Principe Alberto di Monaco, al Presidente della FIA Jean Todt, alla Sindaca Raggi, al Presidente del Coni Giovanni Malagò passando per quello dell’ACI Sticchi Damiani. Non è mancato nemmeno Flavio Briatore (che ha stroncato la F.E a dire la verità), all’ex ferrarista Felipe Massa ed al nostro Max Biaggi, entrambi impegnati a farci un pensierino, per non parlare ovviamente dei nostri politici, da Di Maio a Casini alla Meloni a Tajani. Ha addirittura ricevuto la benedizione di Papa Francesco!

Tanta bella gente, come si suol dire, anche se non tutti presenti per una irresistibile passione per il motorismo verrebbe da segnalare.
Tutti comunque sono concordi nel dire che ‘il futuro è questo’.

Sarà vero?

Certo, prima o poi il petrolio finirà, ma al momento l’elettrico rimane un sogno, e non solo per le prestazioni.
Lasciamo stare il discorso delle emissioni reali, che pure esiste perché produrre energia completamente pulita al momento è quasi irrealizzabile, ma il problema vero è strutturale: la ricarica.
Perché girare in elettrico, anche solo per le città, è una scelta politica ancor prima che tecnica.

Comunque, detto questo, toccherà anche a noi, al motociclismo, confrontarci con l’elettrico grazie alla MotoE che si affiancherà alla MotoGP il prossimo anno.
Partiamo con Energica, e due dei maggiori sponsor della Formula E, Enel e Michelin, saranno anche dalla nostra parte.

A Roma Michelin ha fatto un lavoro superbo con l’Emotion Club. Ma bisogna dire che tutti i partner della manifestazione, dalla BMW che ha schierato le sue i8 ibride per un giro di pista, a tutte le altre case automobilistiche hanno fatto la loro parte.

Un parterre che il mondo delle due ruote può solo sognare, e non solo per la diversità del potenziale economico che ha alle spalle.
Le case motociclistiche, infatti, sono indietro per quanto riguarda la mobilità elettrica ed il motivo è semplice: scooter a parte la scelta del motociclista è emozionale. E, diciamocelo, a volte preferiamo anche girare per la città in moto piuttosto che in scooter. Ci divertiamo di più. Per questo la Moto E sarà particolarmenteimportante per noi: dovrà emozionarci, a partire dalla guida.

C’è un altro particolare da tenere in considerazione.
La Formula E nasce quasi in contrapposizione con la Formula 1. E se ne differenzia profondamente:  si corre nella città. Fosse stata disputata a Vallelunga secondo voi avrebbe avuto 40.000 spettatori?

Alejandro Agag da una parte, Liberty Media dall’altra.
Da noi tutto è in mano alla Dorna: MotoGP, SBK, CEV, ed ora F.E.

Un monopolio che include anche le TV. Sabato su Mediaset la Formula E ha fatto 1,2 milioni di spettatori. Tantissimi tenendo conto che si tratta di una manifestazione agli esordi. Sicuramente più della concomitante, sempre su Mediaset, Superbike.

La concorrenza è alla base del successo.

 

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