MotoGP, Martin: “Quando cambi la spinta del motore Ducati è impressionante"

“La moto ha un grandissimo potenziale, ma non è semplice. Arrivi in un attimo a 340 Km/h. Purtroppo oggi sono finito a terra a causa di un avvallamento, ma per fortuna non mi sono fatto niente”

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È il giorno dei rookie, che a Losail hanno sfruttato il venerdì per prendere contatto con le MotoGP. Tra questi c’era anche Jorge Martin, impegnato con la Ducati del team Pramac, dopo che Bagnaia è stato promosso in prima squadra.

Nonostante gli oltre tre secondi incassati da Bradl e il decimo posto di giornata, lo spagnolo guarda il bicchiere mezzo pieno, anche perché il cronometro non rappresentava certo la priorità da inseguire a tutti i costi.

“Quelle che erano le mie aspettative sono state abbastanza rispettate – ha dichiarato Martin - sono felice per questo mio debutto, nonostante le condizioni meteo non fossero al meglio, visto il forte vento. Ovvio che ci sono tante cose da imparare con questa Ducati e di conseguenza guarderò i piloti più esperti che ci sono in pista per crescere e migliorare”.

Insieme a lui erano anche presenti Marini e Bastianini.
“Tutti e tre noi rookie di quest’anno siamo a un buon livello. Enea ha vinto il titolo, Luca è arrivato secondo. Quest’oggi in pista eravamo abbastanza vicini e sarà un’interessante battaglia durante la stagione. Da parte mia posso dire che la moto è buona, non è facile, ma puoi sicuramente migliorare grazie anche all’elettronica. Io comunque rimango focalizzato su me stesso, senza pensare troppo agli altri piloti”.

Per la Ducati il pilota spagnolo ha sacrificato gran parte del suo tempo durante l’inverno.
“Durante l’inverno ho cercato di allenarmi a lungo per preparami al meglio in vista di questa nuova avventura, consapevole del fatto che dovrò migliorare sotto alcuni aspetti. Ho fatto tanto cross, così come tutti gli allenamenti per tenere tono ed essere in forma”.

L’attenzione torna poi sulla Rossa del team Pramac.
“La cosa che più mi ha colpito è il cambio, perché la potenza che avverti ogni volta che inserisci le marce è incredibile, senti la spinta sotto il sedere. È pazzesco avvertire simili sensazioni con una MotoGP. Di sicuro questa Ducati ha una grandissima potenza, lo avverti sui rettilinei dove arrivi a 340 km/h, ma poi bisogna anche riuscire a frenare in modo corretto e io ci sto lavorando a riguardo”.

Durante la giornata ci si è messa pure di mezzo una caduta, alla fine rivelatasi innocua.
“Peccato per la caduta,  è arrivata all’ultimo giro prima di rientrare. Alla curva 3 ho preso un avvallamento e non sono riuscito a controllare la moto, finendo a terra. È stata una caduta violenta, ma fortunatamente non mi sono fatto nulla. A volte gli incidenti capitano,  ci tengo a dire che sono molto dispiaciuto per tutta la squadra e il gruppo”.

In seguito l’attenzione vira sulle gomma.
“Ho provato due mescole all’anteriore e le sensazioni sono state positive, consapevole che ho del margine di miglioramento. Al posteriore, invece, ho   provato la media, lavorando soprattutto sulla lunga distanza, senza però spingere al massimo. Ho molto da imparare, so che la MotoGP ha un grandissimo potenziale, e voglio crescere”.

L’obiettivo è quello di non bruciare le tappe.
“Stiamo lavorando in modo semplice, senza addentrarci troppo nei dettagli, dato che è solo il mio primo giorno. Ovviamente abbiamo apportato alcuni cambiamenti alla moto, cercando di trovare efficacia in curva. Come ho detto è il mio primo giorno e serve fare un passo alla volta”  

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