MotoGP, Il 2020 chiuso con la perdita di 386 milioni per la F.1 di Liberty Media

Le entrate complessive sono crollate da 2022 milioni di dollari nel 2019 a soli 1145 milioni di dollari. I pagamenti totali condivisi tra le 10 squadre sono scesi da $1012m nel 2019 ad appena $711m l'anno scorso

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Quello appena passato è stato un anno terribile per tutte le attività, e quella motoristica non ha fatto eccezione. Non abbiamo perso solo spettacolo, che sarebbe nulla se rapportata ai drammi generati dal Covid-19, ma anche importanti risorse economiche sulle quali si basa la comunità del motorpsort e tutte le famiglie coinvolte.

I risultati finanziari annuali di Liberty Media, rilasciati oggi e riportati da Autosport, rivelano che il reddito della F1 è crollato del 44% rispetto all'anno precedente.

Le entrate complessive sono crollate da 2022 milioni di dollari nel 2019 a soli 1145 milioni di dollari nella scorsa stagione, mentre il modesto profitto di 17 milioni di dollari nel 2019 si è trasformato in una perdita operativa di 386 milioni di dollari dopo che le squadre sono state pagate.

I pagamenti totali condivisi tra le 10 squadre sono scesi da $1012m nel 2019 ad appena $711m l'anno scorso.

Spiegando la caduta Liberty ha osservato: "Le entrate di promozione delle gare sono diminuite poiché ai fan è stato vietato di assistere a tutte le gare tranne tre, il che ha portato a modifiche una tantum nei termini contrattuali delle gare originariamente programmate che sono rimaste nel calendario del 2020 e a entrate limitate generate dalle gare di sostituzione che sono state aggiunte."

Le entrate delle trasmissioni TV hanno rappresentato una percentuale maggiore del totale delle entrate primarie, passando dal 38% al 55%.

Una bella gatta da pelare per il bravissimo Stefano Domenicali, da poco CEO di Liberty media.

In attesa di conoscere i risultati finanziari della Dorna aggiungiamo che il 2021 non si presenta affatto diverso e che a queste perdite si potrebbero aggiungere quelle delle sponsorizzazioni perse dai team meno forti finanziariamente. E se F.1 e MotoGP rappresentano lo zoccolo duro del movimento, per le categorie minori la situazioni è critica.

 

 

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