MotoGP, Ferrari e Savadori: l’ultimo regalo di Fausto Gresini all’Aprilia

Lorenzo: “Avrei voluto fare per lui quanto Fausto ha fatto per me”, Ferrari: “Gresini credeva nei piloti e li ascoltava, una persona schietta e concreta, l'uomo del mio riscatto”

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Amava i giovani Fausto Gresini e ovviamente voleva fare emergere quelle che erano le loro qualità. Marco Simoncelli, Daijiro Kato, Fabio Di Giannantoio, ma anche Jorge Martin, Nicolò Bulega, Gabriel Rodrigo e Jorge Navarro. Sono questi alcuni dei nomi su ha puntato in tutti questi anni, arrivando a togliersi non poche soddisfazioni.

D’altronde il fiuto per il talento l’aveva eccome l’ex iridato e i risultati si sono visti. Un impegno trasversale il suo, dalla minima cilindrata fino alla classe regina, che nel 2022 lo avrebbe probabilmente visto di nuovo ai blocchi di partenza con una sua struttura satellite. E chissà mai, magari proprio con una delle sue ultime scommesse, Lorenzo Savadori, che quest’anno affronterà probabilmente la prima stagione da ufficiale in MotoGP con Aprilia.

Una sorta di secondo padre si è rivelato Fausto per Lorenzo, nonché l’uomo di fiducia su cui poter fare affidamento nei momenti più critici. Non è stato facile per Savadori dove ripartire dopo l’addio di Aprilia alla Superbike due anni fa, ancora di più dopo la separazione tra Pedercini e Colombo lo scorso inverno, che aveva fatto saltare il progetto SBK in sella alla Kawasaki.

Eppure Fausto è stato per certi versi l’uomo della sua rinascita, tracciandogli la strada per diventare collaudatore MotoGP e al tempo stesso centrare quel titolo italiano a lungo inseguito nel CIV. La scomparsa  di Gresini è un colpo troppo forte da incassare per il romagnolo: “Fausto è stato il mio punto di riferimento, ha fatto tanto per me – ci ha detto Savadori – mi dispiace non aver fatto altrettanto per lui”.

Lo sconforto è grande da parte di Lorenzo, che prova a cercare le parole giuste, senza però riuscirci, avvolto dal dolore. Quel dolore che unisce al tempo stesso anche Matteo Ferrari, che a Gresini ha regalato il titolo della MotoE. Ha creduto anche in questo progetto Fausto, ovvero quello legato all’elettrico, scrivendo una pagina di storia con colui che potrebbe essere destinato a ricoprire il ruolo di collaudatore MotoGP in Aprilia.

Fuori dal Motomondiale nel 2015, Ferrari è rientrato dalla porta principale nel Motomondiale con il sogno della classe regina: “Che dire di Fausto, era uno che credeva nei piloti e  cercava di fare il massimo per mettere a disposizione tutto ciò che serviva a loro per fare bene – ci ha raccontato – li coinvolgeva, li ascoltava. Per me lui è stato l’uomo del riscatto”.

Il rapporto tra Ferrari e Gresini ha bisogno di ben poche presentazioni: “Lo conoscevo fin da piccolo, dai tempi della MiniGP – ha svelato – era una persona schietta, concreta, pieno di energia e tanta simpatia. Ci siamo sentiti poco prima di Natale per gli auguri e anche due battute. Lascia un vuoto enorme in tutti noi”.  

Quel vuoto sarà sicuramente difficile, se non impossibile da colmare, in particolare all'interno del suo team e tutta l'Aprilia, a cui Fausto ha voluto fare un'ultimo regalo prima di andarsene. 

 

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