SBK, Rea: “In MotoGP ci sono tante cadute stupide, ma la colpa è delle gomme”

“In Superbike arrivi più facilmente al limite. Bautista? Mi ha fatto piangere. La Honda MotoGP? Se fossi caduto mi avrebbero ucciso”

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Una lunga intervista web quella che ha visto protagonisti Taylor Mackenzie e Johnny Rea. Da una parte il pilota britannico, nei panni di intervistatore, dall’altra il Cannibale, pronto ad affilare le armi in vista della rincorsa al settimo titolo iridato.

La chiacchierata tra i due è stata l’occasione per parlare del passato, così come delle ambizioni rivolte al nuovo anno, che vedrà i riflettori accendersi a maggior all’Estoril. Nella conversazione tra i due non manca poi qualche retroscena: “Nel 2013 potevo firmare per la Ducati, ma alla fine ho preferito rimanere in Honda – ha svelato il nordirlandese – in seguito ho poi scelto la Kawasaki, è stata la mia onda che mi ha fatto arrivare in alto. Bautista? Lui mi ha fatto piangere nel 2019. Quella è stata la stagione più complicata. Ricordo la gara di Phillip Island, io ero alla curva tre, mentre lui era già alla quattro”.

L’attenzione si sposta poi sul discorso legato alla MotoGP, in particolare il tema gomme: “Mi incuriosisce il perché delle tante cadute in MotoGP – si è domandato Johnny – ci sono tante cadute stupide, che non dovrebbero accadere. Secondo me in Superbike, le gomme perdonano di più, perché gli pneumatici sono meno prototipo e le prestazioni più sicure. Questo aiuta sicuramente, anche perché a livello di elettronica la situazione è simile. Sono quindi dell’idea che le tante cadute in MotoGP siano dovute alle gomme”.

Non manca poi una battuta in merito alla breve esperienza in Honda con la MotoGP: “Quando ho corso in MotoGP, le gomme erano la cosa più difficile di tutte. Penso infatti alle Bridgestone, dato che la frenata era completamente diversa rispetto alle Pirelli, anzi il contrario. Pensavo infatti di essere più veloce, invece accusavo oltre un secondo dai migliori e non sapevo cosa fare”.

Proprio sul discorso tra MotoGP e SBK, Rea tiene a fare una precisazione: “In MotoGP è difficile arrivare tirare fuori il massimo potenziale e arrivare a capirlo, mentre con la Superbike è più facile e arrivi velocemente al limite”.

Infine un retroscena: “La MotoGP con la Honda? Quando uscivo dai box, mi dicevo: “Non cadere, perché questa moto costa venti milioni e se la distruggi ti uccidono”.  

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